May
01

copertine

Verrà presentato a Didamatica (Pisa, 7/8/9 maggio) il progetto Storia delle Idee vincitore di una delle gare di “Editoria digitale scolastica” lanciate nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale del MIUR.

“L’obiettivo dell’azione è la realizzazione di un prodotto che sia progettato in un’ottica di trasversalità rispetto alle differenti discipline scolastiche e che consenta di affrontare una porzione consistente del curricolo; un prodotto che sia funzionale al conseguimento di competenze ed abilità e che contribuisca efficacemente alla realizzazione/organizzazione di nuovi ambienti di apprendimento.”

Le discipline contemplate dalla gara, lanciata dal Liceo Scientifico Vieusseux di Imperia, erano filosofia e matematica per il terzo e il quarto anno del liceo.

Il progetto Storia delle idee sviluppa quattro temi tra loro correlati, due dei quali ad ampio contenuto scientifico-matematico,:
- Conversazione sull’Infinito
- Conversazione sul Bene
- Conversazione sulla Libertà
- Conversazione sulla Scienza.
Il progetto è stato concepito e sviluppato a partire dalle caratteristiche “liquide” del testo digitale, che ne permettono diversi gradi di personalizzazione della sua forma quanto del suo contenuto e che caratterizzano l’ambiente didattico digitale DidaSfera.

A partire dunque da una struttura tecnologica che non rinchiude i contenuti in rigidi recinti disciplinari ma ne agevola piuttosto la connessione a diversi livelli di granularità e approfondimento nonché l’interazione significativa tra codici diversi, i contenuti di filosofia e di matematica sono stati progettati in modo da consentire un confronto continuo, sia a livello di sviluppo “sinottico” delle tematiche disciplinari abbinate, che nel parallelismo interdisciplinare dei concetti più rilevanti.
L’impostazione metodologica del Progetto si rifà al modello criticoermeneutico di Richard Rorty, e in modo particolare al suo concetto di ‘conversazione’, intesa come un nuovo modo di intendere la ricerca speculativa alla luce della teoria wittgensteiniana dei Giochi linguistici.
L’intenzione degli autori è quella di superare l’impostazione storicista della disciplina, a favore di una visione dei problemi filosofici più dinamica e più aderente al vissuto . In quest’ottica, il pensiero filosofico appare non più come una successione di autori e di testi, ma come un luogo di dibattito (un’agorà) attorno ai grandi temi dell’esistenza e della conoscenza umane, rivisitati in modo non specialistico ma dialettico e narrativo, come dev’essere ogni dialogo che tenta di spiegare il senso delle cose. Più che fornire definizioni, lo scopo della Storia delle idee è quello di coinvolgere lo studente in un processo di identificazione, grazie a una continua ricerca di attualizzazione dei problemi proposti.

Il progetto è stato realizzato in partnership con Extra e mantenendo un dialogo costante con i docenti del liceo Vieusseux con il quale, durante i tre mesi che il bando concedeva per lo sviluppo (pochissimi!!!), sono state fatte riunioni in presenza e webconference.
Inoltre una partnership con ItalianMood ci ha consentito di realizzare anche un ambiente virtuale 3D che non sarà possibile – per motivi di tempo – presentare a Didamatica e che sarà oggetto del mio prossimo post.

Tutto questo verrà rilasciato, appena collaudato, con licenza Creative Commons.

Vi posto qui una delle timeline inserite nel progetto:

Visualizza la Timeline ingrandita

Nov
14

Tre incontri online, il primo giovedì 15 novembre alle 20.45, per presentare il nuovo master promosso e coordinato dal Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione dell’Università di Firenze con il supporto BBN editrice, di Insegnalo.it e di MED.

Tra i docenti ci saremo pure io e Maria Grazia Fiore.
Vi pubblico qui le slide della presentazione del master di Antonio Calvani all’eBookFest:

QUI invece potete scaricare il volantino del master (descrizione, docenti ecc): diffondete!

Oct
16

Aggiornamento: QUI la videointervista a Maurizio Chatel
Qui il post del giorno dopo di Maria Grazia Fiore

Workshop formativo allo Smau, con me ci saranno Maurizio Chatel e Maria Grazia Fiore.
Vi racconteremo e vi faremo vedere la versione beta del nostro libro liquido: uno, dieci, cento testi scolastici che sono diventati un unico ambiente di apprendimento, si chiama DidaSfera.
DidaSfera è una piattaforma didattica con caratteristiche tipiche dei social network, è una biblioteca ma anche un ambiente di lavoro, è un’agenda ma anche un diario di bordo, è uno strumento di condivisione e, soprattutto, è in continua e costante evoluzione.
E parleremo anche di un nuovo modello economico, perché in un mercato che si confronta quotidianamente con il problema dei diritti d’autore e della pirateria noi abbiamo fatto una scelta controcorrente, quella della cultura flat rate.
Quindi vediamoci là, su.

(Invito QUI)

 

Venerdì 21 ottobre, ore 11, sala 2 – pad. 4

Abstract:

Se l’anno scorso abbiamo fatto un esempio teorico di Design Thinking, quest’anno ve lo mostriamo in tutta la sua concretezza: Didasfera, la piattaforma didattica BBN, sarà ora disponibile in versione beta per chi vorrà sperimentarla.

“Un’organizzazione adattiva, non gerarchica e un workflow non lineare, per generare un prodotto flessibile altrettanto adattivo”, si diceva. A partire dunque da un organigramma a geometria variabile, da una struttura policentrica e dialogica dove i confini sono sostituiti dalle connessioni, il prodotto è un libro che non è più un libro: nel “liquefarsi” ha perso sia la cima, sia il fondo e il suo indice è costituito da punti evento che ne determinano topologicamente la pluridimensionalità.

In questa avventura l’innovazione sta non tanto nel modo nuovo di affrontare un singolo processo, ma nel sovvertire i tradizionali approcci in tutta quella che è normalmente chiamata “filiera” … Ecco qui è sparita la filiera. Qui si è creata un’organizzazione del lavoro che è essa stessa un contesto formativo, esattamente come sarà il “libro” che andiamo creando ed il suo meccanismo di distribuizione.

Apr
13

copertina della pubblicazione

Ecco finalmente la versione lineare degli atti dell’eBookFest, per ora solo in formato *pdf ma rigorosamente Creative Commons.
È stato un lavorone che, confesso, è stato portato avanti a fatica anche perché si è sovrapposto a molti altri progetti (il più impegnativo dei quali la nuova piattaforma che è stata presentata in anteprima nei convegni a Milano e Torino e della quale presto vi racconterò). Questo per dire che, nonostante la cura e l’attenzione che poniamo sempre in quello che facciamo e la qualità che ci distigue, potrebbe esserci sfuggita qualche imperfezione: se la trovate siete pregati di farcelo sapere.
Di fatto noi siamo sempre molto orgogliosi dei nostri lavori ma di questo lo siamo il doppio, sia per la pubblicazione in sé, sia per quello che rappresenta.
Approfitto per dirvi che non riusciamo ad organizzare un’altra edizione dell’eBookFest entro il 2011, ma stiamo lavorando a quella del 2012.
Anche di questo spero di potervi raccontare qualcosa presto :)

Potete scaricare gli atti QUI, ma non senza un pensiero di ringraziamento a Maria Grazia Fiore.

Oct
02

Noa Carpignano e Maria Grazia Fiore insieme allo SMAU.
Per parlare di design thinking, di mappe e di sortilegi assortiti.

Milano, 20 ottobre, ore 12,30 – arena Vodafone pad.3

Design thinking: la mappa come pensiero, strumento, prodotto

Nel suo libro sulle metafore dell’organizzazione, Gareth Morgan propone la comparazione tra organizzazione e cervello, in quanto entrambi sistemi olografici.
I principi della progettazione olografica sono:
“Far entrare l’intero nelle parti”
“Creare interdipendenza e ridondanza”
“Creare specializzazione e nel contempo generalizzazione”
“Creare la capacità di auto-organizzarsi”
E’ per questo che vi proporremo un esempio di design thinking.
Un esempio dall’inizio alla fine, verrebbe da dire, se ci fosse un inizio e se ci fosse una fine. Ma un pensiero progettuale tridimensionale, senza soluzione di continuità fra relazioni aziendali, processo produttivo, prodotto stesso e rapporti con l’utenza, comporta che non siano percepibili né l’uno né l’altra.
E anche l’appellativo “utente finale” si rivela inadeguato, se non decisamente deviante.
Siamo convinte che i processi di adattamento e la gestione dei cambiamenti siano molto più semplici e veloci in un sistema team-based, dove cluster autogestiti e multidisciplinari creano in un ambiente sistemico, che si fa prodotto esso stesso.
Una struttura che non resiste alle sollecitazioni dunque, ma le accompagna. Un’organizzazione adattiva, non gerarchica e un workflow non lineare, per generare un prodotto flessibile altrettanto adattivo: il libro liquido.
In questa visione olistica lo strumento principe è la mappa mentale.
Da forma di pensiero a strumento operativo per diventare prodotto [mai] finale.

Vi chiedete cosa c’entra il design thinking con le streghe? provate voi, allora, a trasformare quotidianamente zucche in carrozze.
E poi mancheranno pochi giorni ad Halloween, e noi ci si prepara eh.

Aug
18

Sono giorni che tempero la matita attendendo buone notizie che non sono arrivate.
Giorni di solleciti, qualcuno da parte mia, qualcuno da parte di Alessandro Vigiani che ha proposto e stava organizzando (e avrebbe moderato) la tavola rotonda (in occasione dell’eBookFestdi Fosdinovo).
Ma questa tavola rotonda non s’ha da fare, dicono gli editori interpellati.
Sono convinti di non aver niente da dire o hanno paura dei fantasmi del castello?
Quali scheletri hanno paura che i loro redattori possano portare alla luce?
Principato, De Agostini, Mondadori Education: sono tre dipendenti di queste case editrici che non hanno ottenuto il permesso per partecipare a un incontro che avrebbe cercato di far luce sulle nuove competenze redazionali che l’editoria digitale comporta. Specialmente nella scolastica dove il lavoro redazionale è particolarmente significativo.
A due di loro che avevano interrogato i vertici aziendali circa l’opportunità di intervenire alla tavola rotonda non è mai giunta risposta, a una il consenso è stato esplicitamente negato.
Che dire? grazie.
Avete, ancora una volta, dimostrato qualcosa.

E io mi son tolta un altro sassolino nella scarpa. Avrei preferito la tavola rotonda, ma prometto, e sia di monito, che la prossima volta farò nomi e cognomi.
Nel frattempo vi mando a succhiarvi un limone.

Aggiornamento del 16 settembre, mi scuso per non averlo fatto prima, ma sono stati giorni impegnativi… :)

La tavola rotonda è stata fatta, anche grazie Giunti editore che ha letto questo post rilanciato su FB e ha dato la sua disponibilità:
Re-inventare la redazione”: nuove competenze redazionali per l’editoria scolastica digitale
Filippo Cabiddu (Capoverso) , Elena Asteggiano (redattrice editoriale), Giuseppe Dino Baldi (Giunti Scuola) modera Alessandro Vigiani (Docente master editoria Università Cattolica di Milano e collaboratore Mondadori Education).

L’elenco delle tavole rotonde è visibile QUI

Aug
16

In occasione dell’eBookFest di Fosdinovo verrà organizzato un evento cross-universe che si svolgerà in Second Life. Lo spazio dedicato, ora in allestimento, sarà localizzato nella land di “Second Physics” e sarà in collegamento permanente con una postazione all’interno della manifestazione tra le mura del paese.
Qui a Fosdinovo un’antica e suggestiva sala medievale sarà luogo di incontro tra i due mondi, con due PC collegati tramite i quali i visitatori potranno sperimentare l’immersività in SL e accedere alla lettura di libri digitali in SL.
Su un grande schermo a orari prefissati saranno visibili gli incontri e le interviste con realtà operative presenti in Second Life nel mondo dell’editoria digitale, publishers, editors, vendors, librarians, graphyc composers, authors and readers di libri digitali realizzati negli standard diffusi in SL.
Queste attività cross universe sono rese possibili grazie al gemellaggio con l’associazione Esplica, Laboratorio di Divulgazione culturale e scientifica nell’era digitale.

Jul
21

out_box

Ho più volte espresso il mio punto di vista sul fatto che non c’è innovazione in un ebook, ma che il passaggio dalla versione cartacea al formato digitale è solo – se i contenuti rimangono gli stessi – una banale evoluzione.
Niente di innovativo, e tantomeno disruptive, quindi.
Verrà però un momento in cui la trasformazione non sarà più solo legata al contenitore (inteso sia come oggetto carta/ereader, sia come formato pdf/epub), ma arriverà a plasmare i contenuti. Uscirà quindi dal dominio tecnologico per dirompere, questa volta sì, nel pensiero. E non nel pensiero accademico, pur necessario, che abbiamo iniziato a intravedere, ma in quello chiamato “design thinking“.

Un approccio sistemico può rispondere a sfide complesse quanto concrete, una visione olistica ci evidenzia le proprietà emergenti, la condivisione di un processo creativo infonde coraggio alle idee, la pragmaticità del fare supporta la sperimentazione, e un feedback continuo consente di imparare e di affinare il ragionamento abdutivo.

Thinking outside the box is the only way to boldly go where no man has gone before.
O per fé l’euv fòra dla cavagna, come avrebbe detto mia nonna.

Un ringraziamento a GP, e-friend since 1999 e relatore all’eBookFest di Fosdinovo.

Aggiornamento: un anno dopo i risultati (se sei interessato al design thinking prosegui la lettura fino al terzo post) .

Jun
01

Pubblicate le pagine turistiche sul sito dell’eBookFest: per chi vuole approfittare dell’ultimo fine settimana ancora estivo e vacanziero è possibile partecipare all’eBookFest e ritagliare qualche ora per spiaggiarsi, arrampicarsi o semplicemente farsi un giretto nei dintorni di Fosdinovo. Può essere anche una buona occasione per le mogli e i mariti con pargoli al seguito ;)

Jun
01

Maria Grazia ha pubblicato la call (scuole, università, aziende e professionisti) per le sezioni eBookTab e eBookShow.
Per saperne di più e per scaricare la call in formato pdf (versione A4 e versione A3 – uso locandina), andare QUI.

  Noa

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista QUI o vedere il suo profilo su LinkedIn.