Nov
02

copertina del libroGli atti dell’eBookFest di Fosdinovo 2010, già pubblicati in forma “liquida” QUI, e scaricabili sempre gratuitamente in versione lineare QUI, sono ora acquistabili in versione stampata nel sito di Guaraldi, QUI.

 

 

Jul
27

Simone Bedetti, Noa Carpignano, Maria Grazia Fiore, Mario Guaraldi e Giorgio Jannis, in ordine rigorosamente alfabetico, vi invitano al BookCamp che NON stanno organizzando.

E ringraziano Barbara, creatrice e organizzatrice del Romagna Creative District, il maxi evento che ci ospita, la quale ha destinato al nostro camp la corte del Palazzo del Diavolo. Giusto quello che fa per noi.

Mario ha proposto il titolo di questo quarto incontro: “Lo strano caso del Dr. Libro e dei molti Mr. eBooks”.
Come sempre ci sarà da divertirsi, a Forlì, 9-10 settembre 2011.

E visto che sono in mezza vacanza e non mi va di scrivere un altro testo copioincollo questo su barcamp.org, la pagina wiki da seguire per gli aggiornamenti dell’ultima ora.

Apr
26

annuncio_eBF

Lo SchoolBookCamp dell’anno scorso ci è piaciuto troppo.
Così abbiamo deciso, sollecitati da molti di voi :D , di ripetere l’esperienza. Anzi, di raddoppiarla, e forse più.

Ci vedremo dunque a settembre, sempre qui a Fosdinovo, per l’eBookFest.
Abbiamo anche preparato un sito con tutte le informazioni (che verrà aggiornato regolarmente).
www.ebookfest.it

L’ eBookFest nasce come logica e naturale evoluzione di due precedenti esperienze di successo: il BookCamp di Rimini (2008) e lo SchoolBookCamp di Fosdinovo (2009).
Sullo sfondo, la necessità – sempre più sentita nel mondo dell’editoria come in quello della formazione – di supportare culturalmente i processi di cambiamento scaturiti dal ritmo serrato dell’innovazione tecnologica.

Giunti al secondo appuntamento, i due Barcamp si arricchiscono di tavole rotonde, seminari di formazione (eBookLife – eBookTab), e di spazi espositivi (eBookShow) proponendosi di diventare un appuntamento annuale per far luce, attraverso il confronto tra studiosi, appassionati, operatori del settore, professionisti, docenti e istituzioni, sullo stato dell’arte dell’editoria digitale.

QUI trovate i bannerini per i vostri blog!

tag: ebookfest

Feb
23

19 febbraio 2010 – Università di Padova – Cultura Senza Barriere
Seminario: I libri liquidi: presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola

Nell’abstract mi ero proposta di rispondere a 5 domande, ho quindi sommariamente diviso il mio intervento in 5 parti, e ora viene comodo dividere questo contributo in 5+1 post.

0. Premesse

1. Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola?

2. Cosa invece dovrebbero essere?

3. Come la mettiamo con l’accessibilità?

sei qui –>4. Perché la pirateria non deve far paura?

5. Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva?

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immagine buffa: rappresenta Mr Bean travestito da Pippi Calzelunghe vestita da pirata

Tenete presente che io parlo sempre di scolastica, perché per la varia la questione è un po’ diversa.

Il testo digitale è un invito alla pirateria, una
volta che scarico il file ne posso fare mille copie.
L’unico modo per tutelare il diritto d’autore è
semplicemente non permettere il download.

Il già citato Michele Lessona, De Agostini, consigliere del Gruppo Educativo AIE, sostiene che i file non devono essere scaricati. Ma la discussione vera non è tanto sul download, se permetterlo o meno (anche perché la normativa è stata dirimente su questo punto parlando chiaramente di testi scaricabili), ma sui DRM.

il disegno rappresenta il logo delle licenze CC chiuso con un lucchetto
C’è addirittura chi pensa che sia cosa logica applicare DRM su contenuti rilasciati con CC, che è dir tutto.

I DRM sono dei lucchetti antipirateria, nati per limitare la diffusione illegale dei contenuti soggetti a diritto d’autore. La storia dell’industria musicale dovrebbe aver insegnato che non solo sono inutili, ma sono anche dannosi. Però se qualcuno pensa al libro digitale come a un oggetto fatto e finito, pensa di venderlo come tale, e quindi si premura di lucchettarlo.
Ma l’editore che si arrocca sull’idea di vendere un file come fosse un oggetto è miope: dimostra di non aver compreso la natura del prodotto e neppure lo spirito del contesto in cui opera.
Un testo scolastico, così come un testo di divulgazione scientifica, che sia aggiornabile in tempo reale, integrabile nella struttura, permeabile alle idee è il migliore dei testi possibili. L’interattività che un testo di questo tipo consente è così preziosa da rendere qualsiasi tentativo di costrizione un gesto scellerato.
La dissociazione schizofrenica di chi pensa di lavorare in rete senza condividerne lo spirito non può che dare un esito infausto.
[Noi investiamo risorse volentieri anche per pubblicare materiale gratuito. Per fare un esempio, i primi tre moduli del testo di storia sono composti da 416 pagine, mentre le schede free di approfondimento ad essi associate sono composte da un totale di 383 pagine, e chiunque può scaricarle. È il nostro piccolo tributo alla rete. Per questi file abbiamo scelto, in accordo con gli autori, la licenza Creative Commons.
E anche i file non free, quelli dati in licenza alle scuole, non sono protetti in alcun modo, non occorrono password per aprirli o stamparli, non c'è un controllo su quanti computer/dispositivi li possano aprire, non ci sono accrocchi di nessun genere che possano impedirne la copia e la diffusione che, anzi, è incoraggiata.
Inizialmente inibivamo solo la modifica dei file, per poter garantire la correttezza scientifica e la qualità dei contenuti (se qualcuno modificasse i testi scrivendo delle bufale, la credibilità degli autori e della casa editrice sarebbe compromessa), ma stiamo pensando a soluzioni diverse e più libere.]

piratepoetry-med

Eppure questo problema è così sentito che nel gennaio del 2009 è nato, per iniziativa governativa, il Comitato Tecnico contro la Pirateria Digitale, meglio sarebbe stato, come scrive Lera nel post “Il futuro dei contenuti digitali tra voglia di repressione e necessità di sviluppo” creare un Comitato per la regolazione e disciplina dei contenuti digitali.
[Chi è interessato ad approfondire può leggere l'ottimo articolo di Bobbio riportato da Guido Scorza]

Per quanto riguarda l’editoria in generale sono ben lontana dall’avere, e proporre, soluzioni, ma per l’editoria scolastica la soluzione è sotto il naso di tutti, l’abbiamo proposta già più di due anni fa.

insegnante davanti ad una LIM con il foulard da pirata

[Per praticità copioincollo da un vecchio post]

Premesso che NON tutti gli insegnanti sono pirati, incominciamo a dire che le adozioni sono pubbliche: in primavera gli insegnanti scelgono i libri di testo che i ragazzi (le famiglie) dovranno acquistare a settembre. Gli elenchi dei testi adottati in ogni scuola di ogni ordine e grado sono pubblici.
Supponiamo quindi che una scuola di Milano adotti il nostro testo di storia.
La scuola ci chiede la licenza (presidi corsari non ne conosco) e distribuisce i file ai ragazzi. Si tratta di file NON protetti: la nostra licenza ne permette la copia, la stampa e la fotocopia (più altrettanto materiale Creative Commons).

Ora ipotizziamo che uno dei ragazzi del liceo milanese, chiamiamolo Barbanera, e-mulizzi i file, e che un altro ragazzo, che chiameremo Barbagianni, li scarichi.

Caso 1: Barbagianni vive a Milano e frequenta lo stesso liceo di Barbanera.
Caso 2: Barbagianni vive a Bari, o a Venezia, o a Catania e frequenta un liceo che ha adottato lo stesso testo.
Caso 3: Barbagianni vive a… e frequenta un liceo che NON ha adottato questo testo.

E allora?
Caso 1: non ci interessa: se i ragazzi sono compagni di scuola, questa ha già acquistato la licenza per tutti. Che differenza fa quindi se Barbagianni utilizza il file che gli ha passato l’insegnante con la chiavetta usb, o quello identico che ha pescato in un torrente?
Caso 2: Il liceo di Bari, Venezia o Catania che sia, se ha adottato il testo ha anche acquistato la licenza, quindi vedi risposta al caso 1.
Caso 3: Barbagianni studia storia su un altro testo e i motivi per i quali ha scaricato i file possono essere due: o l’ha fatto per errore, quindi li butterà via o finiranno dimenticati in qualche sottocartella, oppure li ha scaricati per leggerli, consultarli, usarli per integrare il testo sul quale studia. Bene, questa è l’unica ipotesi dove potrebbe, secondo i criteri usuali, configurarsi la pirateria. Ma per quanto ci riguarda un ragazzo che sceglie di farsi il download di un libro scolastico, invece che di un gioco, è così raro che il testo gratis se lo merita. E se ce li richiede, al Barbagianni bucaniere, diamo pure gli altri.

[Addenda per gli studenti presenti in aula e per quelli che leggeranno questa sbobinatura.
Mi avete sentita sostenere che siamo contrari ai DRM, che la pirateria non è un problema e che un libro di testo è buono se è hackerabile (parte 5), poco dopo avete sentito Guaraldi sostenere che la pirateria è necessaria (come lo fu anche in real life ecc ecc). Ora io non voglio che interpretiate queste idee controcorrente di due bizzarri editori come un invito al brigantaggio: tenete ben a mente che la pirateria è un reato penale, che può costare anche tre anni di patrie galere.
Ma c'è modo e modo di fare pirateria, ci sono forme di militanza che non sono perseguibili: condividere idee, buone pratiche e novità osteggiate dalle lobby e quindi non pubblicate sui media mainstream. I canali li avete, da quelli reali (consigli di classe, di istituto, associazioni studentesche) a quelli virtuali (blog, forum e social network), e questi sono potentissimi e costituiscono il vantaggio "rivoluzionario" della vostra generazione. Ma pensate un po' che casino avremmo tirato su se li avessimo avuti noi nel decennio dal '68 al '78 :D ]

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vai alla parte successiva

Feb
21

Incontri che ricaricano le pile :)
pile

Stanca, ma contenta, sto lavorando per poter pubblicare in una forma comprensibile i contenuti del mio seminario. Ma i ringraziamenti vengono prima :)
Ringrazio gli organizzatori Marco Bertoni e Andrea Femminini per avermi invitata, e ringrazio Elisa di Luca e Federica Tosini dell’Università di Padova, complimentandomi con loro per l’impeccabile accoglienza, per l’attenzione ai particolari che distingue un’ottima organizzazione, per la continua, paziente e sorridente disponibilità: fantastiche.
E non sono passati inosservati gli studenti che si sono impegnati con estrema serietà e hanno contribuito a rendere efficiente la macchina organizzativa.
Ringrazio chi ha seguito il mio intervento e in particolare chi ha manifestato interesse ed entusiasmo per il lavoro che stiamo facendo.
Ringrazio gli amici Mario Guaraldi, Maria Grazia Fiore, Reno Brandoni, Alberto Ardizzone, Federica Scarrione, Cristian Bernareggi e Valeria Brigatti che sono stata molto felice di incontrare di nuovo, e con i quali è stato davvero piacevole condividere i momenti di pausa e un paio di bicchieri di buon vino.
Ho conosciuto persone che seguo online da tempo, come Roberto Ellero e Gino Roncaglia, e mi è sfuggita la Renata Durighello ma sarà per la prossima volta :)
Ringrazio anche Gianni Marconato, che ci ha segnalato l’ottimo ristorante (Da Giovanni) per la serata tra amici e che, soprattutto, ci ha raggiunti per cenare con noi: l’allegra combriccola di quella sera valeva da sola il viaggio da qui a Padova.
E ringrazio anche la maestra di danza di mio figlio, che l’ha adottato per questi tre giorni permettendo a me e a Futre di partecipare all’evento senza la preoccupazione del piccolo klingon.

Nov
21

cc_lock
Nel post precedente vi ho segnalato che alcuni mesi fa io e altri sei editori impegnati in pubblicazioni digitali siamo stati intervistati da una laureanda.
E che quando abbiamo avuto modo di leggere la sua tesi, insieme a Mario Guaraldi e Antonio Tombolini abbiamo deciso di pubblicarla.

È importante dire, a questo punto, che si è deciso con l’autrice – tutti assolutamente di comune accordo – per una pubblicazione free, rilasciata con licenza Creative Commons*, e che si è pensato a una coedizione fra tutti gli intervistati. L’autrice si fa carico di proporla quindi anche agli altri editori coinvolti: Giacomo Bruno aderisce subito.
Gli altri tre (pur fornendo gentilmente e tempestivamente il loro logo in alta definizione per la copertina) non aderiscono alla coedizione, ciascuno per i suoi – legittimi – motivi.
Come legittima è la posizione di qualcuno (dichiarata anche nelle interviste riportate dall’autrice) sui DRM**.
Ma sono rimasta sgomenta (e consentitemi anche un po’ di disappunto) nel sapere che uno non ha accettato la coedizione di questo libro solo perché rilasciato senza DRM.
A me l’idea di una pubblicazione gratuita CC con DRM sembra tanto, ma proprio tanto, assurda.

E con questo post inauguro un’altra categoria: “sassolini nella scarpa”.
Tiè.

*Consigliato free ebook di Simone Aliprandi: QUI

**Come la pensiamo noi QUI, e per sapere come la pensa ciascuno degli altri editori scaricate il libro QUI.

Nov
18

Analisi delle opportunità e delle minacce della nuova editoria in rete attraverso l’esperienza degli editori che hanno accolto la sfida dell’ebook

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Tempo fa io e altri sei editori impegnati in pubblicazioni digitali siamo stati intervistati da una laureanda di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, Serena Fusco: le interessavano gli ebook, e gli editori che stavano sperimentando.
A tesi sostenuta e laurea conquistata la fanciulla, come atto di cortesia, ce la spedisce.

Ci piace, e piace anche a Mario Guaraldi e ad Antonio Tombolini e a Giacomo Bruno.
La pubblichiamo in coedizione, rigorosamente Creative Commons.
È una bella occhiata sul mondo dell’editoria italiana alle prese con i primi esperimenti di editoria digitale divisa in 4 capitoli:
L’evoluzione storico mediale del’editoria
L’editoria libraria online
Focus sui nuovi editori
Luci e ombre dell’e-book.

Più le conclusioni: una frontiera tutta da scoprire.

E lo è davvero.

Copioincollo qui un pezzo della bella presentazione del prof. Valerio Eletti:

[...]in Italia in questo periodo si è creato un ambiente di sperimentazione e di creatività che permetterà a breve di far emergere per selezione naturale i modelli di business darwinianamente più adatti alle condizioni di mercato e culturali di questa nostra società del ventunesimo secolo caratterizzata dalla connessione sempre più spinta, sempre più presente nel nostro quotidiano.

—–>Scarica il libro<—–
Versione digitale rilasciata free Creative Commons.
Per la versione cartacea vedere sul sito di Guaraldi

Oct
20

Mario, il profeta, ha scritto nel suo primo post sul suo nuovo blog:

E c’è da immaginarsi che nei prossimi giorni assisteremo a una valanga di (finte) conversioni al Web 2.0

Io, nel frattempo, me la prendo con Lessona che ipotizza di mettere online i pdf che confezionano per la stampa e chiudo con un “Te vojo vedé online“.

Passano 24 ore da un post e neanche quelle dall’altro.

Ora leggo su la Repubblica:

“Finalmente è nato www.scuolabook.it, ossia il portale per l’editoria digitale pensato per le scuole secondarie di primo e secondo grado per contenere la spesa delle famiglie italiane. Basato sullo standard Adobe Digital Edition per la gestione del DRM, permette di scaricare libri equivalenti a quelli della versione su carta, con una visualizzazione molto simile al tradizionale formato cartaceo…”

E ho iniziato a ridere, pensando alla profezia di Mario, e a chiedermi se pure io l’avevo indovinata sulla questione dei pdf: possibile?

Possibile sì:

geografia_zanichelli

Caratteristiche da notare:

1) il peso: 82 pagine = 23 mega

2) stampa NON permessa

3) copia digitale NON permessa

Ho scaricato l’anteprima (24 pagine free) ed è un testo in bianco e nero (è un supporto didattico) ricco di immagini – ben fatto, tra l’altro.

Ho quindi preso un file dei miei, di altra materia ma analogo come quantità di immagini inserite, per vedere la differenza di peso tra un file nato per andare in tipografia e un file nato per una vita digitale. Il mio pesa 5,6 mega per 46 pagine (il testo è a moduli, in totale sono più di 600).

Vi posto una pagina del primo (no, non ho sprotetto il pdf, ho semplicemente fatto una capture dello schermo) e un paio del secondo. Cliccateci sopra per ingrandire.

zanichelli tecnica1 tecnica2

Visto che un mega corrisponde a 1024 kb, il file del loro “diventato ebook” pesa 315 kb a pagina, mentre il nostro file del “nato ebook” pesa 124 kb a pag.

Se poi consideriamo che il nostro file oltre a essere tutto a colori (le immagini a colori pesano di più) contiene anche un filmato quicktime, ecco spiegato quello che intendo dire quando sostengo che un file creato per andare in lastra non è adatto al web.

Ma il peso è solo la prima cosa che salta agli occhi, ci sono tanti altri motivi per i quali vi rimando QUI.

Poi ci sono cose che non solo non saltano agli occhi, ma non si vedono proprio.

Oggi ho lavorato come una matta per rendere accessibile un ebook molto semplice.

Ho impiegato ore solo a mettere i collegamenti ipertestuali alle note (con scritte invisibili, ma che lo screen reader legge per il ritorno al testo) e dicevo a mio marito “pensa, ci sono chicche in questo file che puoi vedere solo se sei cieco: questo è un buon file“.

E queste cose non si possono fare in un pdf da stampa: infatti quello che ho scaricato non ha neppure un banalissimo testo alternativo alle immagini.

E sono cose previste dalla normativa (rileggetevi la circolare sull’adozione dei libri di testo…).

Insomma, la stampa al torchio garantisce una buona qualità, ma non per questo torchiare il vecchio catalogo per schiacciarlo as is in un pdf è una buona idea.

Un’ultima nota: ho iniziato citando Lessona, ma devo specificare che lui rappresenta De Agostini, i libri dei quali ho parlato sono invece Zanichelli.

Portino pazienza gli uni e gli altri: se vogliono commentare sono i benvenuti.

Oct
19

Benvenuto Guaraldi!

postato da noa in news BBN

prophetica

È un onore avere Mario fra noi.
Ma io lo so già che qualsiasi cosa scrivo suona di sviolinata, così faccio che mettere su un violino come porte-bonheur e… buonanotte suonatori.

Buonanotte Mario, domattina vedrai il tuo blog pubblicato ;)

violino

Oct
18

Elettrizzata.

postato da noa in news BBN

start

Sto confezionando un nuovo blog all’interno della WPMU (che sta per WordPress MultiUser, cioè questa piattaforma).
No, non ve lo dico di chi è, dovrete aspettare ancora una manciata di ore.
Ma, credetemi sulla parola, ne vale la pena.

Aggiornamento del giorno dopo: Il blog è stato pubblicato, l’annuncio lo trovate QUI.

  noa

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista QUI o vedere il suo profilo su LinkedIn.