Nov
02

copertina del libroGli atti dell’eBookFest di Fosdinovo 2010, già pubblicati in forma “liquida” QUI, e scaricabili sempre gratuitamente in versione lineare QUI, sono ora acquistabili in versione stampata nel sito di Guaraldi, QUI.

 

 

Apr
13

copertina della pubblicazione

Ecco finalmente la versione lineare degli atti dell’eBookFest, per ora solo in formato *pdf ma rigorosamente Creative Commons.
È stato un lavorone che, confesso, è stato portato avanti a fatica anche perché si è sovrapposto a molti altri progetti (il più impegnativo dei quali la nuova piattaforma che è stata presentata in anteprima nei convegni a Milano e Torino e della quale presto vi racconterò). Questo per dire che, nonostante la cura e l’attenzione che poniamo sempre in quello che facciamo e la qualità che ci distigue, potrebbe esserci sfuggita qualche imperfezione: se la trovate siete pregati di farcelo sapere.
Di fatto noi siamo sempre molto orgogliosi dei nostri lavori ma di questo lo siamo il doppio, sia per la pubblicazione in sé, sia per quello che rappresenta.
Approfitto per dirvi che non riusciamo ad organizzare un’altra edizione dell’eBookFest entro il 2011, ma stiamo lavorando a quella del 2012.
Anche di questo spero di potervi raccontare qualcosa presto :)

Potete scaricare gli atti QUI, ma non senza un pensiero di ringraziamento a Maria Grazia Fiore.

Nov
24

In diretta dal blog dei liquefAtti.

Liquidi di natura, gli echi digitali delle chiacchiere nel cortile del castello o per i vicoli del paese, dei confronti e riscontri professionali, degli interventi a braccio e di quelli punteggiati da slides meticolose, sono stati conservati così, cercando di rispettarne la forma originaria.

L‘eBookFest è stata un’occasione di formazione/informazione “orizzontale” senza precedenti per tutti coloro che – a vario titolo e per motivi differenti – si interessano alle nuove frontiere dell’editoria digitale: abbiamo voluto conservarne traccia, pur con tutte le difficoltà che una raccolta di contributi postuma comporta.

Non ci siamo arrese e abbiamo pazientemente setacciato la Rete per raccogliere quegli echi, cucendo, filtrando e intessendo trame di lettura, che permettessero di scegliere autonomamente percorsi di senso senza imporli a priori.

Mi piace immaginare che ognuno possa ritrovare nelle varie possibilità, quella più consona al proprio stile e che possa recuperare, tutto ciò che la ricchezza delle sessioni parallele non ha permesso di ascoltare.

Le nostre “trame” toccano molti luoghi sparsi per la Rete e utilizzano strumenti diversi per lasciare indizi di sé: Delicious, aNobii, Youtube, Slideshare, Mindomo, WordPress permettono di cercare il contributo del singolo ma anche di apprezzare quello della community. Una cosa è vedere la foresta, un’altra l’insieme dei singoli alberi…

Il lavoro non è finito ma confidiamo di continuarlo insieme a voi.

Maria Grazia Fiore

Gli atti del dell’eBookFest sono stati pubblicati in forma “liquida” all’indirizzo http://ebookfest.bibienne.net.
Presto saranno pubblicate anche la versione pdf e epub. E poco più avanti la versione cartacea print on demand.

Si tratta di una coedizione BBN (per le versioni digitali) – GUARALDI (per la versione a stampa) a cura di Maria Grazia Fiore.
Gli atti vengono rilasciati con licenza Creative Commons 2.5

Noa Carpignano

Nov
08

A poche ore dall’inizio dell’eBookFest, a cogliere l’istante non poteva che essere un’altra donna.
Grazie a Cinzia Manfredi abbiamo il ricordo di un momento che… :D

Sep
20


È passata solo una settimana dalla chiusura dell’ebookfest e già nascono le imitazioni.
Oh, dico io, visto che esiste il “Festival di Sanremo” potremmo inventarci il “SanremoFest”, ma non credo che ce la farebbero passare liscia. Qualcuno invece visto che c’è l’eBookFest si è inventato il Festival dell’eBook. Ok, non è la stessa cosa (e meno male perché, giusto per dire, Sanremo è un po’ datato) ma insomma, fa sorridere l’ingenuità con la quale ora lo lanciano sulla scia. Ma, dicono, loro sono i primi eh!

Però noi sappiamo che ci sono cose dell’eBookFest di Fosdinovo che non possono essere clonate, non fosse altro perché non dipendono dagli organizzatori. E sappiamo che chiunque sia stato presente ne sa citare almeno una.
Buon lavoro quindi, noi che abbiamo già dato ce ne stiamo qui a riposare contando le… pecorelle.

nota per google: sto parlando del Festival dell’ebook di Abbadia San Salvatore ;)

Sep
19

Oltre 500 presenze, più di 100 iscritti ai barcamp, 51 relatori per 45 seminari e presentazioni, 23 invitati per le 5 tavole rotonde, la cena del venerdì con 94 persone al tavolo, sabato non lo so perché stavo a sistemare le cose per lo spettacolo serale che ha richiamato 300 spettatori, ma almeno altre 40 persone gustavano cibo locale nei ristoranti della zona.
Circa 200 le camere occupate per i pernottamenti, quasi 1000 pasti, 11 le università in qualche modo rappresentate e 3 le biblioteche coinvolte. Oltre ai 5 totem segnaletici sono state distribuite 410 mappe e 5 api robot hanno vagato per la piazza del municipio.
Quasi 200 scontrini per souvenir gastronomici battuti nella sola mattinata di domenica dall’unico alimentari rimasto aperto per l’occasione, e già sabato aveva dovuto rifornirsi due volte di testaroli: Fosdinovo è un piccolo paese e l’onda si è sentita.
Il sito ha superato le 5000 visite settimanali, grazie anche a 45 post nella blogosfera (a oggi) e una novantina di segnalazioni in rete, 15 articoli su stampa, 5 gruppi su Facebook, 118 note e centinaia di foto.
100 mq di palco per circa 60 ballerini.
Le 8 persone che hanno contribuito all’organizzazione e gli 11 volontari del paese coinvolti costituiscono l’armata brancaleone che nei tre giorni dell’evento (e nei due precedenti) si è trovata a dover far le cose più strane, spostare 520 sedie, issare una bandiera, stringere 208 bulloni.
4 mesi di lavoro per me e Maria Grazia dedicati ai contenuti e 894 mail ricevute solo da me.
Una decina di interviste, 1500 slide e, buon lavoro Jannis, ben 60 gigabyte di girato da montare.
Possiamo dare i numeri no?

————–link—————
Il sito: QUI
La crew: QUI
La rassegna stampa: QUI

Aug
29

Prima andavo a scuola e poi… ancora a scuola.
Non so se succede a tutti gli insegnanti, ma io mi porto dietro questa cosa ancora adesso, e sì che la cattedra l’ho lasciata da tempo: l’anno nuovo inizia a settembre.
Non un giorno preciso, non c’è un “capodanno” settembrino, inizia così, in sordina, giorno dopo giorno che neppure te ne accorgi.
Quest’anno poi l’estate mi scivola via ruzzolando sempre più velocemente verso l’eBookFest. Il giorno dopo, ecco sì, inizierà l’anno nuovo.
L’ha detto anche Maria Cecilia, prima l’eBookFest, poi comincerà un nuovo anno.
E io che dico a destra e a manca che non vedo l’ora che arrivi il 10 settembre, sia perché ho davvero voglia di incontrare vecchi e nuovi amici, sia perché finisce ‘sta fatica…  Leggo lei e mi rendo conto che subito dopo ne comincia un’altra: traghettare BBN verso il 2011. E c’è tutto un lavorone da fare, che uno si immagina che bisogna preparare i contenuti, un altro magari che bisogna confezionarli. E sì, giusto, ma il lavorone che ci aspetta è molto più di tutto questo.

E guarda te che combinazione, stamattina capito su un post di Antonio che se ne esce con:

[...] le mie considerazioni sono tutte debitrici di un mio personale postulato, secondo il quale i contenuti sono sempre, sono sempre stati, e sempre saranno gratuiti. Ad essere (eventualmente) pagato è il formato, il package, la forma-prodotto in cui vengono resi disponibili. Non sto qui a motivare, mi basti un accenno un po’ semplicistico, ma che rende l’idea: la Divina Commedia costa come l’ultimo dei romanzetti proprio perché a essere pagato è il formato-libro, e non il suo contenuto.

e proprio oggi Maria Cecilia risponde:

[...]Ovvero il ‘secondo postulato’ per cui, secondo lui, tutti i contenuti dovrebbero essere disponibili gratuitamente (‘sono sempre, sono sempre stati, e sempre saranno gratuiti’), e a essere pagato dovrebbe essere il package, il formato, il prodotto. Mi chiedo se in pratica a crear valore sia, secondo questo assunto, tutto ciò che siamo in grado di creare attorno al contenuto; e in questo senso, più ammenicoli e ‘passaggi’ creiamo, più valore diamo al contenuto stesso. Poi mi domando chi alla fin fine abbia il dovere di compensare l’autore, ecco perché credo che Santachiara in fase di contrattazione faccia bene a tener un po’ duro.

e, quando si dice una giornataccia, ci si mette pure Gianni:

[...]Vorrei, inoltre (e provocatoriamente) domandare a Noa e agli altri editori se tutta la “ricchezza” dei materiali da loro commercializzati e che richiedono interventi di grafici, impaginatori, revisori e non so quanti altri professionisti … si riflette in “valore” per chi deve apprendere. Non ho una risposta certa ma non vorrei che questo valore fosse distribuito lungo la catena editoriale e poco lungo quella pedagogico-didattica.

Ci sarà da divertirsi ci sarà.
E agosto è quasi finito, buon anno nuovo a tutti.

p.s. Fosdinovo è piccolina, prenotate per tempo che sapete come si dice: chi tardi arriva…

Aug
18

Sono giorni che tempero la matita attendendo buone notizie che non sono arrivate.
Giorni di solleciti, qualcuno da parte mia, qualcuno da parte di Alessandro Vigiani che ha proposto e stava organizzando (e avrebbe moderato) la tavola rotonda (in occasione dell’eBookFestdi Fosdinovo).
Ma questa tavola rotonda non s’ha da fare, dicono gli editori interpellati.
Sono convinti di non aver niente da dire o hanno paura dei fantasmi del castello?
Quali scheletri hanno paura che i loro redattori possano portare alla luce?
Principato, De Agostini, Mondadori Education: sono tre dipendenti di queste case editrici che non hanno ottenuto il permesso per partecipare a un incontro che avrebbe cercato di far luce sulle nuove competenze redazionali che l’editoria digitale comporta. Specialmente nella scolastica dove il lavoro redazionale è particolarmente significativo.
A due di loro che avevano interrogato i vertici aziendali circa l’opportunità di intervenire alla tavola rotonda non è mai giunta risposta, a una il consenso è stato esplicitamente negato.
Che dire? grazie.
Avete, ancora una volta, dimostrato qualcosa.

E io mi son tolta un altro sassolino nella scarpa. Avrei preferito la tavola rotonda, ma prometto, e sia di monito, che la prossima volta farò nomi e cognomi.
Nel frattempo vi mando a succhiarvi un limone.

Aggiornamento del 16 settembre, mi scuso per non averlo fatto prima, ma sono stati giorni impegnativi… :)

La tavola rotonda è stata fatta, anche grazie Giunti editore che ha letto questo post rilanciato su FB e ha dato la sua disponibilità:
Re-inventare la redazione”: nuove competenze redazionali per l’editoria scolastica digitale
Filippo Cabiddu (Capoverso) , Elena Asteggiano (redattrice editoriale), Giuseppe Dino Baldi (Giunti Scuola) modera Alessandro Vigiani (Docente master editoria Università Cattolica di Milano e collaboratore Mondadori Education).

L’elenco delle tavole rotonde è visibile QUI

Jul
31

Bene ha fatto, il ratto, a intitolare il post “oK, il prezzo è giusto?, anche se di altra Iva si tratta.
In questo documentato post ha indagato il rapporto tra i prezzi di alcuni ebook con le corrispondenti versioni cartacee.
Si scopre che quello che viene chiamato sconto, un po’ impropriamente e non solo da lui, varia dal 40% al 50%, con criteri diversi tra i vari editori. Compreso uno che abbatte i prezzi subito dopo la pubblicazione del post.
Nei commenti c’è chi auspica una riduzione ulteriore: il prezzo di un ebook dovrebbe essere circa un terzo del corrispondente cartaceo. Non è una valutazione oggettiva, ma la percezione del valore di un lettore (personalmente sono d’accordo). Un altro lettore scrive:

In fondo basterebbe avere qualche insider che ci sappia dire alcune cose:
Spariscono alcuni costi, tipo distribuzione, stampa ecc ecc.
Quanto valgono quei costi? X?
Allora prezzo E book uguale prezzo libro carta meno X.

No, secondo me non è proprio così. E non solo per la questione dell’IVA al 20% invece che al 4%, ma anche perché le piattaforme distributive – a partire da Zinio per arrivare alle recenti nostrane – pretendono una fetta che va dal 45% al 60% del prezzo di copertina.
Taglieggiando così i piccoli editori e quelli “nati digitali”: proprio quelli che non avendo grosse strutture da mantenere/convertire sono più elastici e potrebbero giocare un ruolo fondamentale nell’abbattimento dei prezzi. La grande piattaforma, a fronte di una visibilità che il piccolo editore sul suo sito non potrebbe avere, pretende un pizzo insostenibile.

Aggiungo anche, poiché sono in vena di togliermi qualche sassolino dalla scarpa, che l’ottima analisi del ratto non ha preso in considerazione la nuova piattaforma ebook.it (ultima arrivata pur spacciandosi per prima) sulla quale capitano cose ancora diverse.
Testi editi dalla piattaforma stessa (cioè l’editore è ebook.it stesso), di opere con diritti d’autore ormai scaduti, costano cifre bizzarre.
L’edizione in PDF dell’opera di Garibaldi “I Mille” costa 9,00 euro, quando l’edizione cartacea della Delfino costa 14,90 e su Liber liber la si scarica gratuitamente in più formati.
Ma clamoroso è il caso dell’opera del Manzoni “Storia della Colonna Infame”, anche questa senza più diritti e scaricabile gratis su Liber Liber, che troviamo nella biblioteca cartacea BUR a 4,90 (scontata a 3,67 se comprato online su IBS), ma che con grande piacere possiamo acquistare su ebook.it in versione PDF alla modica cifra di 9,00 euro.
Oppure “Dei delitti e delle Pene” di Beccaria (BUR euro 5,90 scontati su IBS a 4,42) e scaricabile su ebook.it, sempre e solo in pdf, a 9,00 euro.

Adda venì Baffone, e questa volta verrà da ovest, e allora sì ci sarà da ridere.
Magari se ne parla a settembre a Fosdinovo.

Per finire, giusto per puntualizzare, anche noi su BBN abbiamo qualche testo ormai libero da diritti, purtroppo solo in formato PDF (e altri sono in arrivo).
Ma sono gratis.

Jul
21

out_box

Ho più volte espresso il mio punto di vista sul fatto che non c’è innovazione in un ebook, ma che il passaggio dalla versione cartacea al formato digitale è solo – se i contenuti rimangono gli stessi – una banale evoluzione.
Niente di innovativo, e tantomeno disruptive, quindi.
Verrà però un momento in cui la trasformazione non sarà più solo legata al contenitore (inteso sia come oggetto carta/ereader, sia come formato pdf/epub), ma arriverà a plasmare i contenuti. Uscirà quindi dal dominio tecnologico per dirompere, questa volta sì, nel pensiero. E non nel pensiero accademico, pur necessario, che abbiamo iniziato a intravedere, ma in quello chiamato “design thinking“.

Un approccio sistemico può rispondere a sfide complesse quanto concrete, una visione olistica ci evidenzia le proprietà emergenti, la condivisione di un processo creativo infonde coraggio alle idee, la pragmaticità del fare supporta la sperimentazione, e un feedback continuo consente di imparare e di affinare il ragionamento abdutivo.

Thinking outside the box is the only way to boldly go where no man has gone before.
O per fé l’euv fòra dla cavagna, come avrebbe detto mia nonna.

Un ringraziamento a GP, e-friend since 1999 e relatore all’eBookFest di Fosdinovo.

Aggiornamento: un anno dopo i risultati (se sei interessato al design thinking prosegui la lettura fino al terzo post) .

  noa

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista QUI o vedere il suo profilo su LinkedIn.