Feb
23

19 febbraio 2010 – Università di Padova – Cultura Senza Barriere
Seminario: I libri liquidi: presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola

Nell’abstract mi ero proposta di rispondere a 5 domande, ho quindi sommariamente diviso il mio intervento in 5 parti, e ora viene comodo dividere questo contributo in 5+1 post.

sei qui –> 0. Premesse

1. Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola?

2. Cosa invece dovrebbero essere?

3. Come la mettiamo con l’accessibilità?

4. Perché la pirateria non deve far paura?

5. Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva?

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Tutti gli anni, stagionali e puntuali come il virus dell’influenza, compaiono nei giornali articoli che denunciano il “caro scuola”, in modo particolare il “caro testi”. Sono tanto profonde e ragionate le tesi della maggior parte dei giornalisti da farmi pensare che questi articoli siano riciclati di anno in anno.
capture di un quotidiano online
Di testi digitali raramente si è parlato, e anche nel 2009 – come vedremo un anno particolare – si è evitato l’argomento il più possibile.
Eppure già nel luglio 2004 l’allora ministro Moratti propose di inserire nella finanziaria una norma per permettere di scaricare i libri di testo dalla rete.
Non ho mai compreso che senso potesse avere emanare un decreto per consentire di fare qualcosa che nessuno ha mai proibito.
Nonostante nel 2004 il webduepuntozero non fosse ancora nato (in realtà sì, ma qui nessuno lo sapeva), e nonostante fosse luglio (scuole chiuse), furono molte le discussioni e i commenti nei forum in rete. All’epoca era abbastanza ovvio che venissero percepiti solo i vantaggi dovuti alla diminuzione dei costi e alla riduzione del peso.

capture del blog di beppe grillo

Anche Beppe Grillo pubblicò un anatema sul suo blog (ma quando le cose si fecero concrete, e i primi editori non allineati iniziarono a pubblicare in digitale, preferì il silenzio).
Ci fu un’alzata di scudi da parte dei librai, gli editori brontolarono giusto un po’ (tanto a cosa serve permettere il download dei libri se gli editori non li mettono online?) e la norma fu stralciata dalla finanziaria.

Quattro anni dopo…
Nel luglio 2008 esce la finanziaria 2009

Estratto del testo della finanziaria: 1. A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica [...] i competenti organi  individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla  normativa vigente.  2 [...] A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti  adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.

Da notare che a luglio le adozioni per l’anno scolastico 2008/9 sono già state fatte da due mesi.
Nel febbraio 2009 esce la circolare per l’adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/10:

La scuola, che è il luogo privilegiato per un insegnamento connesso
alla memoria come all’innovazione, non può non far interagire in modo dinamico il proprio tradizionale patrimonio di strumenti con quelli – sempre più diffusi e in continua evoluzione – offerti dalle nuove tecnologie.
L’articolo 15 della legge 133/2008 prevede infatti che i libri di testo siano prodotti nella versione a stampa, on line scaricabile da internet e mista.

La progressiva transizione ai libri di testo online o in versione mista, a partire dalle adozioni relative all’anno scolastico 2009/2010 sarà in relazione alla disponibilità delle proposte editoriali. A partire dall’anno scolastico 2011/2012 il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista.

Si ribadisce quindi, facendo riferimento anche alla finanziaria, che il collegio docenti dovrà privilegiare l’adozione di testi digitali, per quest’anno in relazione alla disponibilità delle proposte editoriali (leggi: per ora vi pigliate quello che gli editori, bontà loro, vi danno), mentre dal 2011/2012 si adotteranno solo libri online.
Nessuna norma però obbliga gli editori a fare i testi digitali e se, per assurdo, nessun editore rende disponibili i file… che fanno gli insegnanti?

Un accento sulla questione accessibilità
La normativa la prevede:

Per gli studenti con disabilità sono previsti libri di testo e strumenti rispondenti alle specifiche esigenze, sia sotto forma di testi trascritti in Braille per allievi non vedenti o con caratteri ingranditi per allievi ipovedenti, sia in forma digitale con prodotti che rispettino i requisiti previsti dalla normativa vigente ed in particolare il DPCM 30 aprile 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 2008), concernente le “Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili”

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Sep
23

comp115_demo

In compenso il notebook è un nuovo registro elettronico per le note, l’hard disk è un gruppo heavy metal (spopola in rete…), la Lim è un programma ministeriale, e il termine Outlook indica chi non è al passo con i tempi.

A parte il (preoccupante) folklore, l’indagine condotta da Edu-Tech su 1000 insegnanti, in occasione del convegno milanese sul futuro della scuola, rivela aspetti interessanti:
- il 71% dei docenti pensa che il computer sia da fornire a tutti gli studenti,
- il 58% desidera una maggiore presenza di prodotti didattici multimediali mentre solo
-il 25% pensa ai libri di testo digitali.
Quel 71% non stupisce se si nota che il 18% degli intervistati non accende mai un computer.
E detto questo non stupisce neanche il 58% VS 25%: più volte è stato detto, in rete ma anche allo schoolbookcamp, che il libro digitale inteso come pdf di un testo tradizionale non è la giusta soluzione. L’insegnante pensa quindi al prodotto didattico multimediale come ad uno strumento più agile, e probabilmente più evoluto, rispetto al testo digitale. Giustamente, secondo me.

Ma il dato che dovrebbe far riflettere assai è quello che probabilmente passa più inosservato: tra chi usa un pc (e solo il 67% degli insegnanti lo fa abitualmente!!!), il 26% afferma di essere un autodidatta, e un altro quarto ha imparato grazie ai figli. Il 19% ha seguito dei corsi, e un volenteroso 13% ha imparato grazie ad un partner più tecnologico”.
Questo imbarazzante dato significa solo una cosa: gli insegnanti sono stati lasciati soli. Anche in questo. È stato fatto poco, troppo poco, e male.
L’Italia è una repubblica [democratica] che confonde il lavoro con il volontariato*.

Fonte

*No, non solo il ministero: una grossa grossa grossa azienda automobilistica ha appena comunicato a mio marito che c’è un lavoro da fare.
Gratis, che siamo in crisi.
O così o (cambiamo fornitore) pomì.

May
09

schoolbookcamp_logo

Ci siamo quasi, lo SchoolBookcamp si avvicina :)

Io… inizio ad agitarmi un po’, ho ancora tante di quelle cose da fare… consegnare gli esecutivi di stampa per  il banner da appendere al castello, per esempio…

E tante altre piccole cose, come fare in modo che ci siano sedie per tutti.

Mi consola la natura informale dell’evento, e ogni sera faccio due giri intorno al tavolo saltellando una “danza del sole” propiziatoria: almeno se il 22 piove non è colpa mia!

E, a proposito di tempo bizzarro, maggio è un mese che può regalare giornate bellissime e calde, ma in questi luoghi il tempo può cambiare in modo repentino. E se si alza il vento può fare più freddo di quello che si immagina.

Tenete presente che il paese si affaccia sul mare ma è a 550 mt di altitudine, e che la temperatura tra le 14 del pomeriggio e le 20 di sera cambia abbastanza: sarà gradevole – se possibile – cenare all’aperto, ma non in maniche corte.
Inoltre l’interno del castello resta fresco anche d’estate, specialmente all’inizio quando non ha ancora avuto il tempo di riscaldarsi al sole.

Il mio consiglio alle signore è quindi: tacchi bassi*, un golfino in più e magari anche un foulard.

La pagina ufficiale dello SchoolBookcamp è stata aggiornata, e l’elenco delle strutture ricettive della zona lo trovate QUI.
La mappa del paese con i parcheggi la trovate QUI.
E se per caso decidete di venire in treno scrivetemi: noa@bibienne.com

*Scalinate, saliscendi e terreno accidentato ;)

Apr
30

Il blocco delle adozioni non è così rigido come alcuni sostengono (a chi fa comodo sostenerlo?).
La norma infatti che prevede che il collegio docenti possa modificare le adozioni che si sono rivelate sbagliate non è affatto stata abolita, anzi, anche l’articolo 5 della 169/08 dice che il vincolo dei 5 e dei 6 anni è tale fatta “salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze”
Quindi, caro il mio collegio docenti, il parere unanime può modificare l’adozione in qualsiasi momento.
A maggior ragione se la casa editrice del testo adottato non mantiene l’impegno di aggiornare il testo nei modi previsti dalla normativa.
Giusto così, per chiarire.

Apr
25

naif_laptop
I digital native esistono o non esistono?

Dice la sua Marco Guastavigna, proponendo una sua categoria, i digital naïf.

[...]Chi è quindi il digital naïf? È colui o colei che utilizza in maniera ingenua le tecnologie della società della conoscenza, credendo – quasi sempre in totale buona fede – di impiegarle in modo produttivo ed efficace.

A differenza del mitico digital native, il nostro soggetto è trasversale alle generazioni. [...]

Da leggere tutto assolutamente.
E quello che mi diverte è che regge anche il parallelo che avevo fatto al docebo-tech (riproposto qui) con i testi scolastici digitali.
Io li avevo definiti primitivi, anche i nostri che sono curatissimi (ecchepperò si stanno evolvendo rapidamente)… ma dando una desolata occhiata in giro la definizione naïf è davvero la più calzante.

Apr
01

peach

Una nuova primavera per l’editoria, che però parte da presupposti sbagliati.

Ricevo un comunicato che annuncia un convegno, uno dei tanti organizzati in questi ultimi mesi in seguito alle nuove norme e alla circolare ministeriale sull’adozione dei libri di testo.
Sarebbero utili questi convegni se si affrontasse l’argomento in modo progettuale: visto che questi libri di testo digitale nessuno li ha ancora visti, visto che quello che offre ora il mercato è qualcosa di sperimentale e (dico io) primitivo, perché non parlare di cosa e di come può essere, nel prossimo vicinissimo futuro, un testo digitale?
No. I convegni dei quali ho notizia sono un parlarsi addosso di grandi nomi che sventolano posizioni quantomeno sospette (oppure sono delle specie di televendite, ma almeno lì si vede qualcosa di concreto).
Ricevo, dicevo, questo comunicato che copioincollo con qualche commento.

CONVEGNO A BRERA: A SCUOLA SENZA LIBRI?
Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, 8 maggio 2009

A scuola senza libri?
ommimmì, doveandremoafinire, ma la casalinga di Voghera esiste ancora?
Ma chi ha mai detto che si andrà a scuola senza libri? Ma quando mai.

Il Master in Editoria dell’Università Cattolica di Milano organizza il convegno A scuola senza libri? Emergenza educativa, editoria scolastica e internet.

Emergenza educativa? °_°

Venerdì 8 maggio dalle 9.30, presso la Biblioteca Nazionale Braidense (sala Maria Teresa), si discuterà sul futuro della scuola e del libro scolastico.
Ne parleranno con Edoardo Barbieri, direttore del Master, il direttore dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica Giovanni Biondi, il vicepresidente dell’Associazione Italiana Editori Enrico Greco, Simonetta Polenghi, straordinario di Storia dell’educazione alla Cattolica, Valentina Grohovaz, dirigente scolastico, Gian Carlo Quadri (Editrice La Scuola), Franco Menin (Principato), Emilio Zanette (Pearson Paravia Bruno Mondadori).

Ma SE esiste un’emergenza educativa non è meglio parlare delle continue e scellerate riforme della scuola? e invece di sproloquiare su internet pensare all’influsso nefasto della TV?
Qual è la VERA emergenza per i ferengi dell’editoria scolastica alle prese con internet?
E perché cercano di farla passare per emergenza educativa? eh?

Una serie di recenti interventi legislativi ha stabilito il blocco delle adozioni dei testi scolastici e la progressiva scomparsa dei libri cartacei in favore delle versioni scaricabili dalla rete.
In apparenza un risparmio immediato per le famiglie, che però non fa i conti con l’insorgenza di costi latenti (effettiva disponibilità di un computer, collegamento al web, costi di stampa).

“il blocco delle adozioni dei testi scolastici”, detta così pare che nessuno adotti più nulla (nulla di più falso). Su questo punto e sui presunti costi latenti si è già discusso assai, in rete, e non credo ci sia ancora da dire.

L’unico frutto, al momento, sembra quello di aver gettato nel caos gli editori di scolastica, con l’immediato annullamento di nuovi progetti e lo stop delle assunzioni.

Ma pensa te, c’è un mondo intero da inventare e questi che fanno? vanno nel caos, annullano i progetti, non assumono nessuno, incrociano le braccia insomma (io non ci credo neanche se li vedo).

Nel frattempo, la circolare ministeriale del 10 febbraio 2009 ha però riaffermato la «continuità con la tradizione italiana di una editoria scolastica di indubbio livello» e il valore dei libri di testo come «dotazione personale la cui utilità può prolungarsi al di là della vita scolastica».

E mi pare cosa buona e giusta, l’editoria italiana deve continuare a produrre, e i libri di testo sono sicuramente destinati a non morire. Ma a cambiare sì, quindi chi pensa che questa affermazione della circolare sia in contraddizione con il resto del testo non ha (finge di non aver) capito niente.

Da che parte stiamo andando? A scuola si imparerà solo quello che passa Google? Stiamo assistendo alla morte di una delle nostre migliori industrie culturali?

Possono morire quelle che non vogliono cambiare, quelle che producono contenuti di scarsa qualità (altrimenti meglio davvero quello che passa Google, lunga vita a lui), quelle che annullano i progetti e bloccano le assunzioni.
Quelle che invece di investire in nuovi contenuti, nuove tecnologie e in sperimentazione pensano di spremere il vecchio catalogo in uno zip.
Ma più probabilmente non morirà nessuno.
Se però nel frattempo l’approccio fosse più onesto sarebbe meglio.

Mar
09

distillato

Saranno durissimi (avverte in chiusura di post), e va bene, anzi benissimo.
Ma c’è dell’altro.

Racconta Livio:

“Settimana scorsa ho avuto un incontro con la responsabile di un service grafico piuttosto importante, che mi ha raccontato notizie imbarazzanti. Mi racconta: “Sai, in xxxxxx mi hanno passato un profilo di Distiller denominato art. 15 che servirà a fare libri conformi all’art. 15 della finanziaria, così siamo a posto con i libri di testo elettronici”. Cioè, chiedo io. Intendi il Decreto Legge 133/2008? Ah… e risolvi con un profilo di Distiller? Deve essere prodigioso! Che fa questo profilo? Ah niente, risponde lei, praticamente stampo in bassa risoluzione lo stesso file destinato alla stampa in modo che sia più piccolo da scaricare. Uau, dico io, bel colpo! E tutto il resto? Ma quale resto, chiede lei?”

Vediamo il resto.
Tutta la questione dell’accessibilità, certo, che vi esorto a leggere nel resto del post di Mondini, ma permettetemi di caricare la dose.

Anche volendo dimenticare – e non è da fare, e non lo facciamo – le caratteristiche di un testo accessibile, caratteristiche tecniche che sono definite da una normativa precisa, ci sono altri aspetti da tenere presente.
Prendere i file di un testo, i file predisposti per la stampa, e distillarli semplicemente in bassa risoluzione per tirar fuori un pdf (e quindi un ebook) è demenziale.
Può anche funzionare per un romanzo (ma non del tutto, e sempre fingendo di dimenticare l’accessibilità – che con il distiller va a farsi benedire mai ci fosse stata). Ma per un testo scolastico è la cosa più stupida che si possa fare*.

Iniziamo a pensare all’impianto grafico consueto di un testo scolastico:
Il formato: di solito non è A4. È vero che andiamo da mesi ripetendo che i testi digitali non sono testi da stampare in casa, ma può capitare, specialmente in questa fase transitoria, di dover stampare qualche pagina, financo qualche capitolo. Se il testo è più grande dell’A4 il babbo brontola, se è più piccolo si spreca carta, non si riesce a centrare, si fanno pasticci, brontolano padre madre e figlio.
L’impaginato: di solito è pieno di fondini colorati che distinguono parti di testo, box e apparati didattici vari. Vanno benissimo per un testo tradizionale, ma stampati con la epson di casa mangiano inchiostro e se non sono estremamente chiari rendono poco leggibile il testo che vi è posizionato sopra, a meno che non vengano stampati in qualità fotografica (che in tempo e soldi mangia per traverso tutta la famiglia). La lettura a video non sempre è riposante…
Se si arrivasse a usare un reader poi, non oso immaginare cosa venga fuori.
Le immagini: I testi scolastici sono zeppi di immagini, grandi, belle. Ad alta risoluzione.
Sono immagini scelte per andare in stampa. Diverso il criterio per il testo digitale, meno immagini (piuttosto una gallery aggiuntiva online), un pochino più piccole, scelte con accortezza in modo da poterle comprimere al punto giusto, e non tutte nello stesso modo, ci sono immagini che sopportano una maggiore compressione e altre che richiedono una risoluzione maggiore.
I testi scolastici sono pieni di schemi, ad esempio diagrammi ad albero, nel testo tradizionale sono immagini inserite, nel testo digitale sono file vettoriali (si vedono meglio e pesano nulla).
Se si prende il file e lo si distilla “in bassa” tutto insieme e senza distinguo viene fuori una schifezza. E resta comunque pesantissimo, decine di mega eh!

E poi.
A cosa serve un testo digitale se non si può navigare?
Certo, costa meno, ed è già qualcosa, pesa meno, ed è un altro vantaggio, vantaggi che qualcuno pensa di offrire semplicemente spremendo il libro sotto una pressa.
Ma se fosse anche navigabile non sarebbe meglio?
Se quando c’è un piccolo numerino che riporta a una nota in fondo al testo (che negli impaginati di stampa è davvero piccolo, in un digitale conviene impostare gli apici un pochino più grandi), bastasse un click per andarci e uno per tornare? Se quando il testo dice “vedi a pag xx” bastasse un click? E se avesse anche dei link a, per esempio, wikipedia? E se avesse degli approfondimenti online da raggiungere, guarda caso, con un altro click? E se avesse dentro un filmato? si, avete letto bene, nei testi digitali si possono inserire non solo immagini, ma anche filmati.
E se il testo fosse componibile? E se fosse un ciddì tutto navigabile come un sito, con audio e giochi didattici? E se… tante tante cose si possono, si devono fare, si devono ancora inventare.
Tiriamoci su le maniche va, che quelli giocano a far le fotocopie.

*no, non è vero, sono furbi: hanno un sacco di vecchi libri lì, e contano di tirarci fuori ancora tanti soldi.

Nov
06

L’onorevole Elena Centemero (PdL) ha presentato un’interrogazione parlamentare tesa a chiarire una possibile incongruenza tra il decreto legge 137, art. 5 – relativo alle nuove adozioni dei libri di testo – e la legge 133 (finanziaria 2009), art. 15 – relativo ai libri di testo online.
Qui il testo completo dell’interrogazione che chiede se:
a) la versione on line, scaricabile da internet, in caso di aggiornamento rientri nella ricorrenza di specifiche e motivate esigenze;
b) e, in tal caso, per l’eventuale aggiornamento del testo on-line e scaricabile da internet venga prevista dai Regolamenti e dalle Circolari Ministeriali uno standard per l’aggiornamento di testi scolastici o di parti di essi, a seconda che il libro sia in toto utilizzabile nelle versioni on line o mista.

Bene ha fatto la Centemero a chiedere, c’è sempre fin troppa confusione su queste cose.
BBN, in ogni caso, si pone fuori dai giochi: la 137 (l’adozione avviene con cadenza quinquennale nella scuola primaria e ogni sei anni per la scuola secondaria di primo e secondo grado) dice testualmente:

Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili [...]

Quindi, visto che secondo l’articolo 15 della 133 obbliga all’adeguamento al digitale in meno di cinque anni (3), è ovvio che i testi possono essere cambiati per adottare versioni online o miste. Mi pare questa una più che “specifica e motivata esigenza”: si tratta di adeguarsi alla legge.
Inoltre, per quanto riguarda BBN, gli eventuali aggiornamenti sono gratuiti.

Commenteremo, se sarà il caso, la risposta dei ministri interpellati.

Quello che io mi chiedo, però, è cosa si intenda per versioni miste.
Se io, grande e quindi incontestabile editore (no, non io :D ), pubblico un testo cartaceo di 700 pagine con una manciata di schede di approfondimento online, sto facendo una versione mista?
Fatta la legge…

Jul
13

Ogni tanto mi concedo dieci minuti per leggere i blog dei docenti in rete.
Quelli che preferisco, tra quelli che conosco, li trovate nel blogroll (che sto aggiornando).
Spesso i miei dieci minuti diventano venti, trenta o più.
Colpa (anche) della VostraProf che cito perché dedica uno dei suoi ultimi interventi alla finanziaria 2008.
Noi ci siamo occupati dell’art. 15, relativo ai libri di testo, lei invece si riferisce, giustamente, alla questione dei tagli alle cattedre:

Science fiction cut
[...]
Intanto leggo un titolo affascinante: “ Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”. Titolo che contiene disposizioni già operative dal 25 giugno scorso.
Anche per la scuola.
Occupiamoci oggi di Sviluppo Economico: 22 mila tagli l’anno prossimo, già previsti, e altri 110 mila (centodiecimila) da qui al 2011; di questi, 67 mila cattedre di insegnanti
[...]
Leggere qui.

Già che ci sono riporto anche un pezzetto di un altro dei suoi gustosissimi post:

Figlia della solita illusione
[...]
Il punto è questo. Si legge che la scuola (metafora del mondo) va male.
Sì, dice la nuova segretaria amministrativa, non c’abbiamo i soldi nemmeno per la carta igienica, figuriamoci se li ho per pagarvi i progetti e le ore in più.
Sì, dice la bidella che sta guardando sotto le sedie della terza B, tutta colpa dei giovani, che c’abbiamo trecento cicche secche da grattar via e sotto i banchi altre, qui finiamo a Natale.
Sì, ma è la società, dice l’esperto psicologo che scrive sul grande giornale a tiratura nazionale.
Sì, ma, dice il famoso sociologo, la trasformazione antropologica della famiglia è il prodotto di un fenomeno di decadimento o disgregazione sociale, colpa della scuola.
Sì, dice la Maria Stella, è ora di fare qualcosa, mettiamo il grembiule.
No, dice la bidella Maria Tappa, prima vietiamo le cicche.
No, dice la segretaria amministrativa, prima dateci i soldi.
No, dice il sociologo, prima cambiamo la società.
No, dice lo psicologo, prima cambiamo la psiche.
Aspetta, dice la Maria Stella, ho detto: prima il grembiule.
[...]

Leggere qui.

Jul
12

La finanziaria 2008 è stata discussa dalla VII Commissione (cultura).
Pubblichiamo qui un copiaincolla dal resoconto della Camera dei Deputati.
In fondo trovate i link ai documenti ufficiali.

VII Commissione permanente (cultura, scienza e istruzione) 3-9 luglio 2008.

3 luglio 2008

Benedetto Fabio GRANATA (PdL), relatore
[...]
Precisa che si soffermerà sugli aspetti di competenza della Commissione, rinviando al testo dell’articolato per le altre disposizioni.
In questo senso, ricorda che l’articolo 15 stabilisce nuove modalità di fruizione dei libri scolastici, prevedendo una disciplina finalizzata a ridurre progressivamente i costi per le famiglie, a partire dall’anno scolastico 2008-2009. Pertanto, il comma 1, facendo salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo delle scuole di ogni ordine e grado, prevede che, a partire dal primo anno scolastico successivo a quello in corso – ossia, dall’anno scolastico 2008-2009 -, sia data preferenza, nelle scelte degli organi competenti, a libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. L’accesso a tali testi da parte degli studenti avviene gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente. Tale ultima condizione si riferisce, presumibilmente, alla disciplina sulla gratuità dei libri di testo. Il comma 2, primo periodo, del medesimo articolo stabilisce, invece, che nel termine di un triennio a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, quindi, entro l’anno scolastico 2010-2011, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione e per gli istituti di istruzione secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet e mista, ovvero, presumibilmente, cartacea e digitale. Il secondo periodo del medesimo comma 2 stabilisce che, a decorrere dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti è tenuto ad adottare esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabile da internet o mista. L’ultimo periodo fa salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili; il comma 3 del medesimo articolo 15 interviene, quindi, sul contenuto e sulla struttura dei libri di testo. Quanto al primo aspetto, stabilisce che essi debbano sviluppare i contenuti essenziali delle indicazioni nazionali dei piani di studio; quanto al secondo, si prevede che i libri di testo possano essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento. Si affida, quindi, ad un decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca la determinazione: delle caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso; delle caratteristiche tecniche dei libri di testo nelle versioni on line e mista; del prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore. Con riferimento alla nuova modalità di fruizione dei libri di testo, sarebbe opportuno esplicitare il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio, prevista articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 ed 629, della legge n. 296 del 2006. L’articolo 15, comma 4, infine, stabilisce che le università e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della loro autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi recati dai commi precedenti. Alla luce del disposto del comma 4, segnala quindi l’opportunità di integrare la rubrica dell’articolo con un riferimento ai testi universitari.

Manuela GHIZZONI (PD)
[...]
Per quel che riguarda invece l’articolo 15, ritiene che lo stesso possa comportare seri problemi dal punto di vista della tutela del diritto di autore, ricordando inoltre che non sembra a suo avviso opportuno parificare la disciplina dei test universitari a quella degli altri libri di testo. Esprime inoltre l’opinione che sarebbe opportuno stralciare la norma in materia di trasformazione delle università in fondazioni oltre che quella che riguarda i contributi per l’editoria. A questo proposito, rileva l’esigenza che su temi così importanti sia coinvolto il Parlamento e in particolare la Commissione cultura per esaminare in via primaria e non solo in sede consultiva le ipotesi di riforma di interi settori di sua competenza. Ricorda che il precedente Governo in occasioni analoghe non aveva avuto alcuna difficoltà a fare «un passo indietro» stralciando da provvedimenti sottoposti all’esame del Parlamento interventi di riforma importanti per affidarli all’esame in sede referente della Commissione.

8 luglio 2008

Ricardo Franco LEVI (PD)
rileva che l’articolo 15, pur perseguendo un obiettivo lodevole, presenta una serie di aspetti negativi, quali innanzitutto il fatto della obbligatorietà dell’applicazione di tecnologie di cui non tutti sono in possesso. In secondo luogo, vi sono riflessi negativi dal punto di vista dell’economia domestica, dato che è più costoso stampare un libro che comprarlo. Sarebbero inoltre in sofferenza anche le imprese del settore, oltre ad essere non tutelate a sufficienza le prerogative a difesa del diritto d’autore. Ricorda quindi che ha presentato un emendamento in Commissione di merito volto a sopprimere le parole «liberamente scaricabile» dal testo dell’articolo indicato.

Il Ministro Mariastella GELMINI
[...]
Per quel che riguarda le norme in materia di libri di testo, ricorda che obiettivamente potrebbero esserci alcuni problemi legati all’uso delle tecnologie per la diffusione dei libri. Si è confrontata con gli operatori del settore, anche allo scopo di verificare la possibilità di sostituire il termine «scaricabile», con «fruibile». Ritiene peraltro che tale riforma sia fondamentale accanto a quella che prevede che gli editori debbano tenere bassi i prezzi dei libri, come già peraltro è previsto da una esplicita norma, senza procedere a riedizioni non necessarie del testo quando non vi siano modifiche significative.

Emerenzio BARBIERI (PdL)
rileva che esiste un problema fondamentale che è quello di trovare una dialogo con l’opposizione per individuare le strategie da seguire in alcune materie, tra le quali quella relativa ai libri di testo. Ricorda in ogni caso che il ricorso alla questione di fiducia è stata una prassi molto diffusa nei passati governi, primo fra tutti il Governo Prodi. Condivide inoltre le osservazioni del collega Levi in merito ai libri di testo, ricordando altresì che occorre coordinare la disciplina prevista dal provvedimento in esame con le norme in materia di comodato e noleggio dei libri. Rileva inoltre che il comma 4 dell’articolo 15 esclude l’applicazione delle norme contenute nell’articolo 15 ai testi universitari, senza un’apparente ragione; a suo giudizio va invece estesa la norma anche a questo tipo di testi.

Paola GOISIS (LNP)
rileva, per quanto riguarda i libri di testo, che occorrerebbe tenere in considerazione che non tutti gli studenti hanno la possibilità di collegarsi ad internet. Rileva peraltro che sarebbe opportuno che le case editrici non cambino in continuazione l’edizione dei libri di testo; occorrerebbe inoltre incentivare maggiormente la lettura da parte dei ragazzi. Per quel che riguarda la scuola, ritiene che il problema vero da affrontare riguardi la scuola media, intervenendo su tale settore. Rileva peraltro che la scuola deve essere sempre un luogo nell’ambito del quale deve essere assicurato il pluralismo più efficiente.

Manuela GHIZZONI (PD)
[...]
Rileva inoltre che le norme in materia di libri di testo non sono concretamente applicabili perché solo il 50 per cento delle famiglie possiede una connessione internet. Ribadisce infine che non è possibile fare delle politiche serie in materia di scuola e università senza investimenti appropriati e senza strategia [...]

Fabio GARAGNANI (PdL)
[...]
Ritiene peraltro che la riforma dei libri di testi non sia applicabile, in considerazione del fatto che è alquanto poco diffuso l’uso di internet presso le famiglie italiane.

Valentina APREA, presidente
[...]
Sull’articolo 15, rileva che esistono effettivamente dei problemi di accessibilità ad internet e di tutela del diritto d’autore.

9 luglio 2008

Stefano CALDORO (PdL), relatore
illustra una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato 4), ricordando che nella proposta di parere sono state recepite una serie di indicazioni provenienti dai componenti della Commissione.

Pierfelice ZAZZERA (IdV)
[...]
Sui temi di specifica competenza della Commissione rileva che l’articolo 15 appare nei principi assolutamente condivisibile e negli obiettivi da raggiungere in un processo che richiede tempo e qualche aggiustamento di rotta. Limitare la speculazione di chi sui libri specula e spesso determina aumenti di prezzo incontrollati, ritiene sia cosa buona e giusta. Come lo è investire sempre più sulle rette favorendone la diffusione e l’incremento di utilizzo.

Sono stati redatti sia un parere favorevole, sia una proposta di parere alternativo da mettere ai voti qualora il primo non avesse avuto la maggioranza.
Il parere favorevole è stato approvato dalla commissione:

La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato per le parti di competenza il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
rilevato che il provvedimento in esame reca una serie di interventi [...]
sottolineato che l’articolo 15, che stabilisce nuove modalità di fruizione dei libri scolastici, dando preferenza, nelle scelte degli organi competenti, a libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet, non esplicita il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio dei libri stessi prevista dall’articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 ed 629, della legge n. 296 del 2006 e che l’applicazione di tale articolo potrebbe comportare violazioni del diritto d’autore;
rilevato, altresì, che la rubrica dell’articolo 15 non fa riferimento ai testi universitari, nonostante il comma 4 del medesimo articolo faccia esplicito riferimento a linee di indirizzo che le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della loro autonomia, devono adottare ispirandosi ai principi recati dai commi precedenti al comma 4; [...]

esprime
PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
1) all’articolo 15, dopo aver integrato la rubrica dell’articolo con un riferimento anche ai testi universitari, occorre esplicitare il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio, ai sensi articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 e 629, legge n. 296 del 2006, e occorre inoltre prevedere meccanismi normativi idonei a garantire che venga tutelato il diritto d’autore; sempre all’articolo 15, nel favorire l’adozione di libri di testo in forma mista (a stampa e on-line) anche ai fini della fruizione da parte degli studenti di materiale didattico multimediale, appare necessario che non venga meno la qualità dei processi formativi e dei loro strumenti fondamentali, cioè i libri garantendo comunque, una piena utilizzabilità degli stessi da parte degli studenti; siano inoltre previsti investimenti dello Stato, degli editori e delle famiglie, per la diffusione delle nuove tecnologie – hardware, software, connessioni, piattaforme, consumi energetici, vettori – e per l’offerta sul mercato di nuovi prodotti editoriali, precisando in particolare il ruolo delle scuole nel rapporto tra editori ed utenti e con riferimento ai diritti d’autore. [...]

Il resoconto completo è visibile qui.
Il parere approvato dalla Commissione nella versione integrale è visibile qui.
Un commento da leggere qui.

  noa

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista QUI o vedere il suo profilo su LinkedIn.