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Libri di testo digitali (filmato)
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news BBN
Il libro di testo digitale per la scuola come lo intendiamo noi.
Navigabile, accessibile, aperto, trasversale, multimediale e multicodale che è scaricabile, copiabile, modificabile, condivisibile.
vai a vedere DidaSfera
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mercoledì 8 maggio, Didamatica
postato da Noa in convegni, didasfera, editoria scolastica, news BBN
Verrà presentato a Didamatica (Pisa, 7/8/9 maggio) il progetto Storia delle Idee vincitore di una delle gare di “Editoria digitale scolastica” lanciate nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale del MIUR.
“L’obiettivo dell’azione è la realizzazione di un prodotto che sia progettato in un’ottica di trasversalità rispetto alle differenti discipline scolastiche e che consenta di affrontare una porzione consistente del curricolo; un prodotto che sia funzionale al conseguimento di competenze ed abilità e che contribuisca efficacemente alla realizzazione/organizzazione di nuovi ambienti di apprendimento.”
Le discipline contemplate dalla gara, lanciata dal Liceo Scientifico Vieusseux di Imperia, erano filosofia e matematica per il terzo e il quarto anno del liceo.
Il progetto Storia delle idee sviluppa quattro temi tra loro correlati, due dei quali ad ampio contenuto scientifico-matematico,:
- Conversazione sull’Infinito
- Conversazione sul Bene
- Conversazione sulla Libertà
- Conversazione sulla Scienza.
Il progetto è stato concepito e sviluppato a partire dalle caratteristiche “liquide” del testo digitale, che ne permettono diversi gradi di personalizzazione della sua forma quanto del suo contenuto e che caratterizzano l’ambiente didattico digitale DidaSfera.
A partire dunque da una struttura tecnologica che non rinchiude i contenuti in rigidi recinti disciplinari ma ne agevola piuttosto la connessione a diversi livelli di granularità e approfondimento nonché l’interazione significativa tra codici diversi, i contenuti di filosofia e di matematica sono stati progettati in modo da consentire un confronto continuo, sia a livello di sviluppo “sinottico” delle tematiche disciplinari abbinate, che nel parallelismo interdisciplinare dei concetti più rilevanti.
L’impostazione metodologica del Progetto si rifà al modello criticoermeneutico di Richard Rorty, e in modo particolare al suo concetto di ‘conversazione’, intesa come un nuovo modo di intendere la ricerca speculativa alla luce della teoria wittgensteiniana dei Giochi linguistici.
L’intenzione degli autori è quella di superare l’impostazione storicista della disciplina, a favore di una visione dei problemi filosofici più dinamica e più aderente al vissuto . In quest’ottica, il pensiero filosofico appare non più come una successione di autori e di testi, ma come un luogo di dibattito (un’agorà) attorno ai grandi temi dell’esistenza e della conoscenza umane, rivisitati in modo non specialistico ma dialettico e narrativo, come dev’essere ogni dialogo che tenta di spiegare il senso delle cose. Più che fornire definizioni, lo scopo della Storia delle idee è quello di coinvolgere lo studente in un processo di identificazione, grazie a una continua ricerca di attualizzazione dei problemi proposti.
Il progetto è stato realizzato in partnership con Extra e mantenendo un dialogo costante con i docenti del liceo Vieusseux con il quale, durante i tre mesi che il bando concedeva per lo sviluppo (pochissimi!!!), sono state fatte riunioni in presenza e webconference.
Inoltre una partnership con ItalianMood ci ha consentito di realizzare anche un ambiente virtuale 3D che non sarà possibile – per motivi di tempo – presentare a Didamatica e che sarà oggetto del mio prossimo post.
Tutto questo verrà rilasciato, appena collaudato, con licenza Creative Commons.
Vi posto qui una delle timeline inserite nel progetto:
Visualizza la Timeline ingrandita
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oh oh, m’è semblato di vedele un gambelo
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news scuola, sassolino nella scarpa

Durante le vacanze di pasqua, a Napoli e quindi per fortuna corroborata da abbondati fette di pastiera, ho spulciato la nuova circolare per l’adozione dei libri di testo 2013 e i commenti su blog e social network.
QUI un articolo su Repubblica
QUI l’annuncio del MIUR con in allegato la circolare.
Riassumendo, per chi non avesse ancora letto nulla, la circolare dice che a partire dall’anno scolastico 2014/2015 dovranno essere adottati testi digitali o misti nelle classi prime e quarte della primaria, nelle prime della secondaria di I grado, nelle prime e nelle terze della secondaria di II grado.
È quindi decisamente condivisibile il disappunto di Federica Scarrione, che segue il dibattito sui libri di testo digitali (e il nostro lavoro) da parecchi anni, sul fatto che nessuno pare accorgersi del salto indietro che queste nuove disposizioni rappresentano rispetto alle precedenti.
Tutto da leggere il suo post “Della memoria corta e delle false novità“, dove ha scritto tutto quello che avrei voluto scrivere io che quindi parto da lì.
Succede che la lobby degli editori ha continuato a remar contro e a imporre le proprie esigenze. Tuttavia la parziale vittoria non li soddisfa, si narra di una riunione di fuoco tra le mura del ministero e, anche pubblicamente, questi continuano al lamentarsi e ogni anno si comportano come se il ministero facesse loro lo sgambetto a sorpresa, mentre la prima proposta governativa per i testi digitali (Moratti) risale al luglio del 2004.
La prossima volta potrebbero invitare anche noi, al MIUR, che gli editori NON rappresentati dall’AIE conteranno anche poco ma sono quelli su cui contare per queste cose.
Ovviamente hanno anche un pochino poco ragione, i tapini dell’AIE, quando recitano l’ormai consunta litania (a rispondere abbiamo il coro dell’assemblea dei giornalisti) sulle scuole che non sono ancora attrezzate e sui, sob, docenti che non son pronti*. Ma questa non è una buona ragione per tirare i remi in barca e, credo sia chiaro a tutti, le loro buone ragioni sono altre, sono 650milioni di ragioni all’anno che non fanno gli interessi di nessuno se non i loro, e certo non quelli della scuola.
Quella che a me resta nel collo, sin da quando sono uscite le prime disposizioni (dal 2008, ritrattate, rilanciate, modificate, ritrattate e rilanciate e… arriviamo a oggi) è la questione del “libro misto”. Definizione che non definisce nulla lasciando spazio a tutte le peggiori interpretazioni che, infatti, hanno già generato fior di mostri.
Noi, che non siamo per le mezze misure, abbiamo lanciato DidaSfera un anno fa, e ora stiamo lavorando alla nuova versione.
Durante l’ebookfest di Sanremo abbiamo fatto una riunione (approfittando della presenza di molti nostri autori, redattori e di molti docenti con i quali confrontarci) e abbiamo votato per la linea dura. Se innovazione deve essere che sia quella vera. Abbiamo scelto di rendere DidaSfera ancora più liquida, ancora più social. Per alzata di mano, (davvero, e all’unanimità!), abbiamo deciso che non importa se commercialmente sarà ancora più difficile, se non incontreremo i favori degli insegnanti meno preparati (informaticamente) o più luddisti, se il bacino d’utenza andrà a stringersi invece che allargarsi. Quello che importa è che la nuova DidaSfera è in cantiere e che è stata una decisione collettiva, anche perché, essendo collettiva la gestione dei diritti d’autore, questa scelta dimostra la passione che anima chi lavora per e su DidaSfera. Passione che con la preparazione, la competenza, e l’aggiornamento continuo sostiene la qualità del nostro lavoro.
* Se i grandi editori avessero speso il loro potere per reclamare investimenti nelle scuole in tecnologia e in formazione, nuovi orizzonti di fatturato si sarebbero aperti. Cosa dobbiamo pensare, non sarebbe abbastanza rispetto al lucro al quale sono abituati? o semplicemente quelli che siedono nei consigli di amministrazione non hanno voglia di affrontare la questione visto che sono tutti a un passo dalla (lauta) pensione? o, ancora più semplicemente – vero fino a un paio di anni fa, ma difficilmente credibile ora – non hanno ancora capito nulla?
[nota sul titolo: vedele QUI]
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Nuovo master LTE UniFi: “Le nuove competenze digitali: open education, social e mobile learning”
postato da Noa in ebookfest, news BBN
Tre incontri online, il primo giovedì 15 novembre alle 20.45, per presentare il nuovo master promosso e coordinato dal Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione dell’Università di Firenze con il supporto BBN editrice, di Insegnalo.it e di MED.
Tra i docenti ci saremo pure io e Maria Grazia Fiore.
Vi pubblico qui le slide della presentazione del master di Antonio Calvani all’eBookFest:
QUI invece potete scaricare il volantino del master (descrizione, docenti ecc): diffondete!
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La circolare sull’adozione dei libri di testo, le allegre compagnie di editori e le responsabilità dei dirigenti.
postato da Noa in dalla rete..., didasfera, editoria scolastica, news BBN, news scuola, non dite che non lo avevo detto, sassolino nella scarpa
Bisogna pure che qualcuno le scriva certe cose, perché alle scuole nessuno le spiega.
E allora, caro insegnante, caro dirigente, nel tuo interesse seguimi che ti aiuto a togliere un po’ di castagne dal fuoco.
E se hai un figlio dislessico, o non vedente, o in qualche altro modo disabile, seguimi anche tu, che ti sarà utile.
Partiamo dalle prime righe della circolare (vedere QUI):
La scelta dei libri di testo nelle scuole statali di ogni ordine e grado costituisce rilevante momento di espressione dell’autonomia professionale e della libertà di insegnamento dei docenti e ha ormai trovato una compiuta regolamentazione ad opera della circolare ministeriale 10 febbraio 2009, n. 16, che qui si intende integralmente richiamata, emanata in applicazione della normativa primaria vigente.
Quindi la circolare ministeriale fa riferimento a quella del 2009 la quale (come potete vedere scaricandola QUI) a sua volta fa riferimento alla normativa primaria citando sia la finanziaria 2008 (articolo 15 della legge 133/2008) che ha introdotto i testi digitali, sia citando:
in particolare il DPCM 30 aprile 2008 concernente le “Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili”.
E noi queste cose dobbiamo saperle perché la circolare ultima, questa qui del 2012, dice anche:
I dirigenti avranno cura di esercitare la necessaria vigilanza affinchè le adozioni dei libri di testo di tutte le discipline siano deliberate nel rispetto dei vincoli di legge.
Una bella rogna per i dirigenti scolastici, che non è mica una roba da poco.
Allora andiamo a vedere questo DPCM che sembra essere la fonte di tutta la questione e che inizia con:
Vista la legge 9 gennaio 2004, n. 4, recante «Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici» ed in particolare l’art. 5, comma 1
Eccoci! scava scava siamo arrivati alla legge principe, stiamo parlando della legge Stanca (se vuoi la trovi QUI) della quale il nostro DPCM è infatti il decreto di attuazione.
Ai fini del presente decreto s’intendono per:
a) accessibilità: ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera a), della legge 9 gennaio 2004, n. 4, la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche a coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari;
[...]
c) strumenti didattici e formativi: programmi informatici e documenti in formato elettronico usati nei processi di istruzione e apprendimento. Sono tali, ad esempio, il software didattico e i documenti elettronici, ivi compresi i libri di testo, prodotti anche con programmi applicativi diversi dal software didattico, usati come strumenti di lavoro nell’attività scolastica o essi stessi oggetto di studio e addestramento
Fermiamoci.
Quello che preme ora sapere è che il libro di testo DEVE essere accessibile, per legge, se non basta il buon senso.
Ma come deve essere per essere accessibile? Potete leggervi tutta la normativa (ma di base è sufficiente l’ultimo decreto citato combinato con la Stanca e l’allegato A) oppure, più semplicemente, vi fate un’infarinatura con quello che c’è scritto QUI.
Di fatto la nuova circolare fa anche un autogoal, roba da far rabbrividire: nelle ultime righe evidenzia la possibilità che per la parte a stampa dei libri misti (visto che quelli solo a stampa non si possono più adottare) i dirigenti che hanno alunni:
non vedenti, o ipovedenti, provvederanno immediatamente a richiedere ai centri di produzione specializzati che normalmente curano la trascrizione e la stampa braille i testi scolastici necessari.
Pare che i bambini e i ragazzi con altri tipi di disabilità possiamo tirarli dalla rupe, alla faccia della legge Stanca.
Comunque sia… vediamo un po’ quello che c’è in giro, quello che, dicevo, mi ha fatto saltar la mosca al naso. Qualcuno ricorda cosa avevo detto al convegno “Cultura senza Barriere” di Padova? su quello che avrebbero fatto i grandi editori, pur di spremere ancora un po’ il loro polveroso catalogo?
Eccoli che sono arrivati, i grandi. E, come previsto, con ebook finti… semplici pdf scaricabili da internet ma visualizzabili SOLO con il loro reader proprietario (no, non con acrobat reader) scaricabile dal loro sito.
A questo punto il dirigente avveduto, anche turandosi il naso sul formato, dovrebbe domandarsi: sono accessibili?
E come fa a saperlo? non è che si può scaricare la copia saggio di tutti, installarsi jaws (programma per non vedenti) sul computer e provarli uno per uno. E poi provarli anche con altri tipi di tecnologie assistive per altri tipi di disabilità (che, ricordiamolo ancora una volta, non ci sono solo ciechi tra i ragazzi che necessitano dei libri di scuola e possono avvantaggiarsi di queste tecnologie).
Allora vi passo io due dritte di massima.
Se il testo è in pdf quasi sicuramente NON è accessibile, ma potrebbe esserlo se è un testo che è stato impaginato con specifici criteri (non libri che erano prima a stampa), quindi non eliminiamolo a priori.
Diciamo che possiamo però escludere subito i pdf che hanno delle limitazioni, delle protezioni.
I testi in pdf che abbiamo visto QUI hanno delle FORTI limitazioni: alcuni non si possono stampare per nulla, alcuni hanno altri limiti di stampa. E hanno una limitazione ancora più grave: nessuno fra quelli che ho analizzato offre la possibilità di selezionare e copiare parti di testo. In pratica è come se ogni pagina fosse una grossa fotografia della stessa.

Ecco, queste protezioni, dichiarate già nel sito (ingrandisci per leggere), rendono il file inaccessibile a prescindere. Inutile provarlo.
Se non ci sono limitazioni possiamo allora fare un’analisi sommaria, ma bisogna avere un software che ci aiuti. Io non sono stata a fare l’esperimento su Jaws, quello sarebbe eventualmente un passo successivo, mi è bastato aprire il file saggio con Acrobat (non il reader, il programma – per i file di anteprima non è necessario scaricare il loro reader) e sono venute fuori un bel po’ di segnalazioni.
A partire da quella iniziale:

e ancora:

e le immagini non hanno un testo alternativo (gravissimo!!!)

e poi ancora…

insomma, cari dirigenti, vi aspetta un duro lavoro di verifica, ricerca, selezione.
Sì, io il suggerimento lo avrei, ma poi mi si dice che scrivo solo per fare pubblicità a DidaSfera.
E allora che sia, facciamo direttamente un po’ di pubblicità comparativa tra ebook per la scuola NON accessibili e ambiente didattico con testi online accessibili. E lo faccio semplicemente riproponendovi questa infografica (che meriterebbe un aggiornamento visto che già ora ci sono molte più cose… lo farò al più presto).
Ma prima voglio ancora dire che la differenza tra un testo in pdf e un testo digitale didattico, non sta solo nell’accessibilità. Sta in tante altre (importantissime) cose e soprattutto nell’uso che se ne può fare.
E segnalare che direttamente sull’accessibilità dei libri di testo in questi giorni hanno scritto anche:
Livio Mondini: Libri di testo elettronici per le scuole, a chi servono?
Maria Grazia Fiore: Libri di testo online, accessibilità ‘for all’ e gerarchia delle fonti
Clicca per ingrandire

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Ecco a voi DidaSfera :)
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news BBN, non dite che non lo avevo detto
Finalmente l’abbiamo finita, DidaSfera.
Anche se c’è ancora qualcosina da fare per perfezionare gli strumenti e per renderla totalmente accessibile agli screen reader ecc… è su, è completa, è uscita dalla fase di test, la navigazione, gli strumenti personali e social sono funzionanti. Ma è una versione beta mica per niente… troverete qua e là un martello, un cacciavite… insomma, entrate, rovistate, gustatevi il bello della diretta, ci sono ancora un sacco di “lavori in corso” nei testi, ma in ogni caso quelli che vedete ora iniziati saranno tutti pronti per l’estate e quindi per l’anno scolastico 2012/13. E comunque i lavori in corso nei testi ci saranno sempre, che continueremo a pubblicare cose nuove eh!
E io son stanca morta, e poi di DidaSfera ho già scritto tanto, cosa posso raccontarvi di più? Tuttavia mi sono divertita a preparare un’infografica. E ve la pubblico qui, per festeggiare
Cliccare per ingrandire, che è meglio

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2012 o 2013? non fa differenza :)
postato da Noa in dalla rete..., didasfera, non dite che non lo avevo detto

(immagine trovata per caso, non ricordo più dove, che ho grabbato perché mi ricorda una cartomante che…)
È appena iniziato l’anno e le profezie semiserie di Quintadicopertina “Le dieci cose che succederanno nel 2012 nel mercato degli ebook” non tardano ad avverarsi. Il punto 10: Man mano che passeranno i mesi, ci si renderà conto che il 2013 sarà – senz’ombra di dubbio – l’anno degli ebook.
Il primo articolo che leggo la mattina di capodanno è su l’Unità: Scrittori ed editori: il 2012 sarà l’anno degli ebook? Leggendolo mi chiedo se ci sarà qualcosa di nuovo sull’Unitag “Speciale ebook”, del quale immagino che l’articolo rappresenti l’antipasto e, tra le altre cose, non posso fare a meno di notare che dei 19 intervistati nessuno è disposto a sostenere che il 2012 sarà l’anno degli ebook, tra gli scettici e quelli che fanno scongiuri, tutto fa pensare che la faccenda sarà rimandata, appunto, al 2013.
A noi, che ci occupiamo di scolastica, non fa molta differenza: per chi lavora nella scuola e per la scuola l’anno nuovo inizia a settembre, e l’ultima circolare sull’adozione dei libri di testo dice che sarà l’anno scolastico 2012/13 a imporre l’ebook nelle classi. Il che dimostra che le profezie dei visionari, anche se scherzose, hanno più probabilità di avverarsi di quanto non ne abbia una demagogica circolare ministeriale di essere rispettata perché questo non succederà.
Abbiamo pubblicato i primi ebook nel 2007 e l’anno dopo è uscita la finanziaria che ne rendeva obbligatoria la sperimentazione. Avremmo potuto pensare di essere sulla strada giusta, e invece abbiamo interrotto la produzione: aveva un bel dire il ministro, ma l’ebook così come lo conoscevamo non poteva entrare nelle scuole. E avevamo ragione, non sono entrati. Ben altro infatti bisognava fare, bisognava studiare, sperimentare. L’abbiamo fatto. Abbiamo studiato, sperimentato, profetizzato libri digitali liquidi ed hackerabili, libri visibili ai non vedenti, libri che diventavano ambienti, libri che non fanno rimpiangere i libri. Profezie serissime, per quanto bislacche. E ora siamo pronti. Speriamo che si avverino.
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Ci siamo quasi: 9 giorni al lancio
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news BBN
Tra nove giorni, il 6 gennaio 2012, Didasfera sarà disponibile.
Ancora in versione beta ma perfettamente navigabile e sperimentabile.
In questo ultimo mese abbiamo lavorato su tre fronti:
- scioglimento dei testi (con tag, collegamenti, suggerimenti… che lavorone!!!)
- test e perfezionamento del motore di ricerca, implementazione blocchi appunti e glossari
- test e perfezionamento della memorizzazione dei percorsi e della creazione di gruppi per la condivisione dei materiali di studio.
Da una parte siamo in anticipo sulla tabella di marcia: gli strumenti personali e quelli “social network” sono disponibili con almeno due mesi di anticipo sulle più rosee previsioni. Dall’altra siamo un po’ in ritardo con l’inserimento dei contenuti: speravo che almeno i testi conclusi, quelli finiti e corretti, fossero tutti online al momento dell’apertura. Invece il lavoro si è rivelato più lungo del previsto, anche perché oltre a “sciogliere” i testi, taggare, inserire le note, segnalare link e risorse, agganciare i glossari, ecc.. stiamo facendo un lavoro sull’iconografia che nessun editore fa.
Ogni foto, ogni immagine che non sia stata scattata o disegnata da noi ha il riferimento della fonte e della licenza d’uso (che qui non vogliamo rogne) e, soprattutto, ogni immagine ha un testo alternativo ragionato.
Quindi ci perdonerete se vi faremo assistere ai lavori in corso ![]()
In pratica potrete vedere le unità di lavoro aumentare di giorno in giorno, le immagini moltiplicarsi, comparire nuove gallery, nuovi testi ecc… tutto il bello della diretta ![]()
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A proposito di testi alternativi, vi faccio un esempio tratto da un’unità di lavoro relativa alla percezione visiva (non a caso).

Riporto dal testo (Tecnologia–> testo: Tecnica per il [tuo] futuro–>Grafica–>Le leggi della configurazione–>La percezione delle figure–>Il fattore di chiusura):
Il fattore di chiusura
Come puoi vedere paragonando fra loro le immagini qui sotto, il fattore di chiusura prevale su quello della vicinanza: infatti nella seconda figura ignoriamo istintivamente le zone racchiuse tra margini più vicini e le zone più larghe, che prima leggevamo come sfondo assumono il ruolo di forma.

In questa immagine percepiamo le aste come raggruppate a due a due, in base alla legge di vicinanza, ma come puoi vedere nell’immagine successiva, la legge di chiusura prevale su quella di vicinanza.

Il testo alternativo all’immagine recita: L’immagine è divisa in due parti: sopra abbiamo una fila di aste posizionate a due a due (due vicine, spazio, altre due vicine, spazio…) sotto abbiamo la stessa fila di aste, ma gli spazi fra le aste lontane sono stati chiusi da delle linee orizzontali creando quindi dei quadrati.
La legge della “curva buona” (o continuità di direzione)
Osserva l’immagine qui sotto, istintivamente distinguerai nella figura due linee che si incrociano in un punto, e le separerai mentalmente in questo modo:

Il testo alternativo all’immagine recita: Questa immagine è divisa in due parti. La prima rappresenta, apparentemente, un segmento che incrocia (più o meno a 90°) una linea con delle curve. La seconda immagine ci mostra come istintivamente possiamo separare le linee: il segmento diritto da una parte, e la linea a serpentello dall’altra.
Eppure le due linee che si incrociano potrebbero essere decisamente diverse da quelle che tu percepisci, per esempio così:

Il testo alternativo recita: Questa immagine invece ci dimostra come la figura che abbiamo visto potrebbe essere composta da due segni diversi: una parte del segmento con una parte della linea curva sopra (dal segmento fino all’incrocio e da lì la linea curva che sale e forma una V) e la restante parte del segmento con l’altro pezzo di linea curva che scende, formando una V al contrario.
Per “curva buona” si intende quindi una percepibile continuità della direzione della linea.
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E a questo punto approfitto per lanciare anche un appello: se qualche non vedente, o insegnante che lavora con non vedenti, vuole segnalarci problemi o, per esempio, suggerire testi alternativi migliori… bè, ci fa un regalo
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Letterina di Natale
postato da Noa in dalla rete..., editoria scolastica
Riporto qui, perché credo meriti essere diffusa, la letterina di Natale che la Rete dei Redattori Precari ha mandato in occasione delle feste a Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori e in quanto tale rappresentante di quelle case editrici a cui molti dei redattori precari prestano la propria manodopera.
Sette domande scomode a cui ci auguriamo che l’illustre destinatario vorrà dare risposta: è il nostro modo per denunciare quello che non ci piace del sistema editoriale italiano e allo stesso tempo gettare un seme di dialogo, sperando che dall’altra parte si pensi non solo agli utili di un gruppo di aziende ma anche alla cultura e alla civiltà di un paese.
È triste dover chiedere come dono di Natale una riflessione su diritti che dovrebbero essere riconosciuti da decenni, diritti per i quali si sono battuti i nostri nonni, intendo – e ho l’età per esser già nonna pure io.
Allora non mi limito a postare la “cartolina” ma ricopio il testo, perché possa vederlo anche chi non vede e perché sia indicizzato dai motori di ricerca, ecco.
1) Secondo la vostra associazione c’è un rapporto tra qualità del lavoro (in termini di diritti, di tutele e serenità del lavoratore) e qualità del prodotto editoriale?
2) Secondo la vostra associazione, il lavoratore è un costo o un patrimonio?
3) La vostra associazione attua controlli mirati ad accertare che gli editori aderenti non eludano le leggi in materia di diritto del lavoro?
4) L’industria editoriale gode di facilitazioni e sovvenzioni pubbliche di vario genere. La vostra associazione non ritiene che ciò dovrebbe impegnare gli editori a far ricadere i benefici ottenuti anche sui propri lavoratori?
5) Perché nell’ambito dell’ultimo rinnovo del CCNL grafici-editoriali la vostra associazione si è dichiarata contraria a concordare con le controparti un sistema regolamentativo che, senza nuocere alle case editrici, garantisca condizioni di lavoro più dignitose ai loro collaboratori?
6) La vostra associazione sarebbe disposta a definire un sistema di riconoscimento e valorizzazione delle case editrici che instaurano con i propri collaboratori rapporti di lavoro corretti ed equi, al fine di incentivare queste condotte?
7) La vostra associazione sarebbe disposta ad aprire un dialogo con la Rete dei Redattori Precari sulla questione del precariato in editoria?
Personalmente penso che una particolare riflessione meriti il punto 4.
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DidaSfera e i libri a strati.
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news BBN
E se un testo (i famosi uno cento mille testi che sono diventati ambiente di apprendimento) consente anche di prendere appunti?
Vero, qualche appuntino a margine di pagina l’abbiamo sempre preso
Ma sto parlando di appunti un po’ più lunghi, sottolineati, evidenziati e… cliccabili.
MA
prima raccontarvi di questa nuova cosa, e di farvi vedere qualche immagine, non posso fare a meno di proporvi un video: Verso un libro a strati? di Gino Roncaglia. Probabilmente a voi non farà lo stesso effetto ma io, quando l’ho visto, sono cappottata con tutta la sedia: sapendo quello che stavamo giusto giusto combinando sembrava ci avesse letto nel pensiero.
Visto il video? allora vi faccio vedere come su DidaSfera abbiamo pensato di lavorare sugli strati (a parte le gallery e le note, che abbiamo già visto aprirsi in modal windows, quindi già su un livello superiore).
Lo strumento “appunti” è stato pensato per gli studenti ma, ovviamente, è a disposizione anche degli utenti riconosciuti come insegnanti
Navigando tra le Unità di lavoro di Didasfera è sempre presente, sulla sinistra del browser, una linguetta viola.

Cliccando sulla linguetta si apre sul testo una tendina che funziona come un blocco appunti.
Nelle due capture che seguono (clicca le immagini per ingrandire) puoi vedere la tendina degli appunti chiusa e aperta.
Il blocco appunti è legato alla materia, quindi ogni allievo avrà un blocco se sta consultando contenuti classificati sotto la materia “filosofia”, e un diverso blocco se sta consultando “matematica”. Nell’immagine vediamo che quello aperto ha il titolo “Appunti di tecnologia”.
La text area messa a disposizione nella tendina del blocco appunti consente di formattare il testo, di inserire link, di evidenziare le parole con colori diversi, di fare elenchi puntati e numerati.
Gli appunti possono poi essere:
• salvati dove sono: l’allievo ritrova gli appunti al suo ritorno sulla materia,quando ritorna a casa o alla lezione successiva
• salvati sul proprio computer: viene generato un file di testo (mantiene le formattazioni, i link ecc) che come nome ha la materia, la data e l’ora (ad esempio, un file di tecnologia salvato il 4 ottobre del 2011 a mezzogiorno avrà come nome: Tecnologia_04_10_11_12_00.doc). Questo per facilitare l’organizzazione dei file che lo studente può raccogliere in una cartella e avere in ordine cronologico. Ovviamente si possono rinominare
In questo modo possono essere anche facilmente condivisi.
• stampati direttamente su un foglio e inseriti nel quaderno
Come abbiamo detto la tendina degli appunti è su uno “strato” superiore, e per questo motivo si apre “sopra” anche quando abbiamo aperta quella del pannello di ricerca o quella degli strumenti social (nella seconda immagine di esempio è aperta sulla memorizzazione dei percorsi, cliccale per ingrandire)
Questo consente, ad esempio, di appuntarsi i link restituiti dal motore di ricerca o di verificare, e annotare, quali percorsi abbiamo condiviso.
Vi anticipo che lo stesso concetto di tendina, di livello o strato superiore che si apre sul testo, lo stiamo utilizzando per i glossari: a giorni sarà pronto il primo e potrò postare le immagini
Ah, giusto per dire, mio figlio l’ha subito testato con il suo cellulare: si è loggato e ha memorizzato qualche appunto nella text area direttamente con la tastiera touch del telefono, poi ha salvato ma.. non posso pubblicarvi la capture… erano adolescenziali sproloqui su sua madre che, con le unghie lunghe, sul touch fa grandi pasticci






Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista 

