Oct
29

I testi scolastici e i contenuti in generale dell’ambiente di apprendimento DidaSfera sono creati da insegnanti, redattori, illustratori, grafici, programmatori…
(se non sai cos’è DidaSfera leggi il primo post)

In ogni unità didattica è possibile vedere gli autori e i collaboratori che, a vario titolo, hanno contribuito a realizzarla.

capture della finestra dei crediti
Abitiamo in città e regioni diverse e lavoriamo connessi fra noi con gli strumenti che la tecnologia ci offre. Se vuoi vedere quanti siamo, chi e dove, puoi curiosare in questa google map che cerchiamo, senza troppo successo, di tenere aggiornata :)

Molti di noi non si conoscono fra loro e l’organizzazione del flusso di lavoro è spesso complessa. Usiamo diversi strumenti cercando di assecondare le preferenze e le abitudini di tutti. C’è un forum con la “bottega degli autori”, ma per comunicare e scambiarci materiali e segnalazioni usiamo anche molto le mail, msn e… facebook :)

Stiamo sperimentando un nuovo modo per fare editoria scolastica, era un’idea bizzarra, la nostra, se si pensa che è nata 10 anni fa, e anche se ora sembra meno utopistica è comunque ancora difficile da raccontare.
La nostra idea di editoria è quella di un laboratorio aperto, il ruolo dell’editore rimane quello di sempre, le modalità cambiano completamente.

Con DidaSfera abbiamo inventato anche un nuovo modello economico, abbracciando la filosofia della culture flat rate e delle licenze Creative Commons, e optando per un contratto di gestione collettiva dei diritti d’autore.

Se sei un insegnante, un grafico, un illustratore, un redattore, un flasher, un programmatore, un traduttore o un visionario e ti piace l’idea di lavorare a questo progetto puoi scrivere a:
redazione@bibienne.com

In generale ci interessano, oltre alle competenze tipiche di queste figure, e della propria materia per i docenti, una profonda conoscenza della rete, dei social network, dei blog. E siamo interessati anche competenze che riguardano la sfera delle disabilità sensoriali e cognitive.

Ti anticipiamo che il prossimo (sesto e ultimo) post della serie sarà un bando di partecipazione alla selezione di progetti e contributi: lo pubblichiamo domani e scadrà a gennaio (così hai anche le vacanze di Natale per pensarci :D ).

Questo è il quinto post della serie “DidaSfera“, gli altri potrebbero interessarti:

DidaSfera, primo post: la piattaforma BBN
DidaSfera, secondo post: la navigazione dei contenuti
DidaSfera, terzo post: strumenti e social learnig
DidaSfera, quarto post: una struttura metastabile (ovvero, com’è stata progettata)
DidaSfera, sesto post: bando di partecipazione

Aggiornamento: in questo post trovi un’infografica dove ci sono anche i collaboratori

Oct
29

ovvero, com’è stata progettata :)
(se non sai cos’è DidaSfera leggi il primo post)

Progettare una casa, un business plan o un armadio significa creare uno spazio interno isolando una porzione dello spazio esterno tramite frontiere (confini, pareti o numeri) che separano una regione interna da una esterna.

La regione interna può essere ulteriormente suddivisa e, secondo gli obiettivi che ci siamo prefissati, ci possono essere dei collegamenti fra questi spazi (una casa avrà le porte, mentre un cassetto è bene non abbia un buco che lo collega a quello sottostante).

Ma spazi interni non vuol dire spazi chiusi o isolati, la continuità spaziale deve comunque essere garantita con uno spazio di relazione, di comunicazione.

Supponiamo quindi di fare design solo con questo spazio, quello di relazione, e di abitare solo quello. Non abbiamo muri ma solo connessioni.

E iniziamo quindi a configurarle.

Abbiamo delle persone che sulla mappa sono insiemi di oggetti relazionati tra loro sulla base di tipi, non si tratta di una gerarchia, ma piuttosto di un’olarchia, dove non c’è una posizione – appunto – gerarchica, ma cluster autogestiti e mutevoli dove la posizione di ognuno (in un dato momento) è data dall’unicità dei frutti che può dare il suo interagire con gli altri. Frutti, creati e organizzati secondo una struttura modulare e una connessione logica.

Abbiamo così una mappa di dati mai completa, dati che, come i pensieri che rappresenta, sono un flusso, un diario di bordo e, nel contempo, un’impalcatura che ci consente di vedere l’intera struttura di un’idea così come di entrare nel dettaglio.

Questa impalcatura facilita la creazione condivisa, chiamiamole intuizioni collettive, e la condivisione della creazione (che è n’altra roba). In questo modo ciascuno può ottenere la comprensione visiva di un livello più elevato che è fondamentale in progetti complessi.

Noi siamo abituati a organizzare dividendo e spezzettando, e organizzando i dati in cartelle e sottocartelle (pensate alla directory del vostro computer) arriviamo alle parti più piccole. E la complessità del sistema tende ad aumentare man mano che andiamo specializzando. Creare una mappa è come mettere un livello di semplicità attraverso il quale leggere la complessità.

Colleghiamo le cose insieme, piuttosto che dividere e separare la conoscenza in piccole porzioni.
In ogni caso se vogliamo lavorare con approccio riduzionista possiamo farlo perdendoci però le interdipendenze, mentre così è sempre percepibile il contesto di riferimento all’interno del quale si può agganciare un’idea o un nuovo progetto che, il più delle volte, scaturirà dal contesto stesso. Ed è questo a far sì che l’insieme sia più della somma delle sue parti favorendo anche una forma di magnetismo che facilita l’aggregazione, sia da un punto di vista di collaborazioni autoriali, sia per quanto riguarda i contenuti.

La struttura che si crea è metastabile: si regge su un non equilibro capace di persistere, potremmo quindi dire che è relisiente.

Abbiamo quindi un organigramma a geometria variabile, una struttura policentrica e dialogica dove i confini sono sostituiti dalle connessioni, esattamente come il prodotto che viene creato: il risultato del lavoro ha le stesse caratteristiche “elastiche” della struttura operativa che l’ha realizzato.

La particolarità vera sta quindi anche nel fatto ciò che ne viene fuori è un libro (dieci libri o cento libri) che diventa un unico ambiente multidisciplinare che consente percorsi reticolari per chi al filo di Arianna preferisce la tela di Aracne. Un libro che non è più un libro non solo perché è digitale, ma perché non ha più senso leggerlo da cima a fondo in quanto nel liquefarsi ha perso sia la cima sia il fondo, e dove l’indice è costituito da punti evento che ne determinano topologicamente la pluridimensionalità.

In questa avventura l’innovazione sta non tanto nel modo nuovo di affrontare un singolo processo, ma nel sovvertire i tradizionali approcci in tutta quella che è normalmente chiamata “filiera”… ecco qui è sparita la filiera. Qui si è creata un’organizzazione del lavoro che è essa stessa un contesto formativo, esattamente come sarà il “libro” che stiamo creando. Ed esattamente come sarà, anche, il meccanismo di distribuizione: una funzione di ricerca utilizzabile come radar culturale.

bozza della mappa semantica - wheel - del motore di ricerca

Alla luce di tutto questo potrebbero essere un po’ meno oscuri questi tre miei precedenti post che qualcuno di voi forse ricorda (e magari ha pensato fossero un po’ strani):
How long is now
Veniamo in pace :)
Quello che oggi è grafica, domani sarà coreografia.

Questo è il quarto post della serie “DidaSfera“, gli altri potrebbero interessarti:

DidaSfera, primo post: la piattaforma BBN
DidaSfera, secondo post: la navigazione dei contenuti
DidaSfera, terzo post: strumenti e social learning
DidaSfera, quinto post: collaborare
DidaSfera, sesto post: bando di partecipazione

Aug
18

Sono giorni che tempero la matita attendendo buone notizie che non sono arrivate.
Giorni di solleciti, qualcuno da parte mia, qualcuno da parte di Alessandro Vigiani che ha proposto e stava organizzando (e avrebbe moderato) la tavola rotonda (in occasione dell’eBookFestdi Fosdinovo).
Ma questa tavola rotonda non s’ha da fare, dicono gli editori interpellati.
Sono convinti di non aver niente da dire o hanno paura dei fantasmi del castello?
Quali scheletri hanno paura che i loro redattori possano portare alla luce?
Principato, De Agostini, Mondadori Education: sono tre dipendenti di queste case editrici che non hanno ottenuto il permesso per partecipare a un incontro che avrebbe cercato di far luce sulle nuove competenze redazionali che l’editoria digitale comporta. Specialmente nella scolastica dove il lavoro redazionale è particolarmente significativo.
A due di loro che avevano interrogato i vertici aziendali circa l’opportunità di intervenire alla tavola rotonda non è mai giunta risposta, a una il consenso è stato esplicitamente negato.
Che dire? grazie.
Avete, ancora una volta, dimostrato qualcosa.

E io mi son tolta un altro sassolino nella scarpa. Avrei preferito la tavola rotonda, ma prometto, e sia di monito, che la prossima volta farò nomi e cognomi.
Nel frattempo vi mando a succhiarvi un limone.

Aggiornamento del 16 settembre, mi scuso per non averlo fatto prima, ma sono stati giorni impegnativi… :)

La tavola rotonda è stata fatta, anche grazie Giunti editore che ha letto questo post rilanciato su FB e ha dato la sua disponibilità:
Re-inventare la redazione”: nuove competenze redazionali per l’editoria scolastica digitale
Filippo Cabiddu (Capoverso) , Elena Asteggiano (redattrice editoriale), Giuseppe Dino Baldi (Giunti Scuola) modera Alessandro Vigiani (Docente master editoria Università Cattolica di Milano e collaboratore Mondadori Education).

L’elenco delle tavole rotonde è visibile QUI

Apr
26

annuncio_eBF

Lo SchoolBookCamp dell’anno scorso ci è piaciuto troppo.
Così abbiamo deciso, sollecitati da molti di voi :D , di ripetere l’esperienza. Anzi, di raddoppiarla, e forse più.

Ci vedremo dunque a settembre, sempre qui a Fosdinovo, per l’eBookFest.
Abbiamo anche preparato un sito con tutte le informazioni (che verrà aggiornato regolarmente).
www.ebookfest.it

L’ eBookFest nasce come logica e naturale evoluzione di due precedenti esperienze di successo: il BookCamp di Rimini (2008) e lo SchoolBookCamp di Fosdinovo (2009).
Sullo sfondo, la necessità – sempre più sentita nel mondo dell’editoria come in quello della formazione – di supportare culturalmente i processi di cambiamento scaturiti dal ritmo serrato dell’innovazione tecnologica.

Giunti al secondo appuntamento, i due Barcamp si arricchiscono di tavole rotonde, seminari di formazione (eBookLife – eBookTab), e di spazi espositivi (eBookShow) proponendosi di diventare un appuntamento annuale per far luce, attraverso il confronto tra studiosi, appassionati, operatori del settore, professionisti, docenti e istituzioni, sullo stato dell’arte dell’editoria digitale.

QUI trovate i bannerini per i vostri blog!

tag: ebookfest

Nov
21

cc_lock
Nel post precedente vi ho segnalato che alcuni mesi fa io e altri sei editori impegnati in pubblicazioni digitali siamo stati intervistati da una laureanda.
E che quando abbiamo avuto modo di leggere la sua tesi, insieme a Mario Guaraldi e Antonio Tombolini abbiamo deciso di pubblicarla.

È importante dire, a questo punto, che si è deciso con l’autrice – tutti assolutamente di comune accordo – per una pubblicazione free, rilasciata con licenza Creative Commons*, e che si è pensato a una coedizione fra tutti gli intervistati. L’autrice si fa carico di proporla quindi anche agli altri editori coinvolti: Giacomo Bruno aderisce subito.
Gli altri tre (pur fornendo gentilmente e tempestivamente il loro logo in alta definizione per la copertina) non aderiscono alla coedizione, ciascuno per i suoi – legittimi – motivi.
Come legittima è la posizione di qualcuno (dichiarata anche nelle interviste riportate dall’autrice) sui DRM**.
Ma sono rimasta sgomenta (e consentitemi anche un po’ di disappunto) nel sapere che uno non ha accettato la coedizione di questo libro solo perché rilasciato senza DRM.
A me l’idea di una pubblicazione gratuita CC con DRM sembra tanto, ma proprio tanto, assurda.

E con questo post inauguro un’altra categoria: “sassolini nella scarpa”.
Tiè.

*Consigliato free ebook di Simone Aliprandi: QUI

**Come la pensiamo noi QUI, e per sapere come la pensa ciascuno degli altri editori scaricate il libro QUI.

Nov
18

Analisi delle opportunità e delle minacce della nuova editoria in rete attraverso l’esperienza degli editori che hanno accolto la sfida dell’ebook

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Tempo fa io e altri sei editori impegnati in pubblicazioni digitali siamo stati intervistati da una laureanda di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, Serena Fusco: le interessavano gli ebook, e gli editori che stavano sperimentando.
A tesi sostenuta e laurea conquistata la fanciulla, come atto di cortesia, ce la spedisce.

Ci piace, e piace anche a Mario Guaraldi e ad Antonio Tombolini e a Giacomo Bruno.
La pubblichiamo in coedizione, rigorosamente Creative Commons.
È una bella occhiata sul mondo dell’editoria italiana alle prese con i primi esperimenti di editoria digitale divisa in 4 capitoli:
L’evoluzione storico mediale del’editoria
L’editoria libraria online
Focus sui nuovi editori
Luci e ombre dell’e-book.

Più le conclusioni: una frontiera tutta da scoprire.

E lo è davvero.

Copioincollo qui un pezzo della bella presentazione del prof. Valerio Eletti:

[...]in Italia in questo periodo si è creato un ambiente di sperimentazione e di creatività che permetterà a breve di far emergere per selezione naturale i modelli di business darwinianamente più adatti alle condizioni di mercato e culturali di questa nostra società del ventunesimo secolo caratterizzata dalla connessione sempre più spinta, sempre più presente nel nostro quotidiano.

—–>Scarica il libro<—–
Versione digitale rilasciata free Creative Commons.
Per la versione cartacea vedere sul sito di Guaraldi

Jun
06

bookcamp_inrete

E di scuola, e di libri digitali, e di quello che sarà, si continua a parlare QUI.

May
26

castle

Perdonate il ritardo di questo post. L’avevo promesso due giorni fa, ma sono a letto con febbre e bronchite. Io non ho ancora avuto la lucidità di scrivere nulla, ma c’è chi l’ha fatto e, quindi, raccolgo qui i link ai resoconti e alle riflessioni scaturite dal camp.

Ovviamente aggiornerò.

Maurizio Chatel: 2 giorni a Fosdinovo

Gianni Marconato: Schoolbookcamp, i temi

Antonio Fini: Disintermediamo la scuola

Gianni Marconato: Schoolbookcamp, riflessioni

Marina Boscaino: Note in calce

Maria Grazia Fiore: SchoolBookcamp: note di viaggio

Davide Mana: La quarta dimensione del libro

Alberto Ardizzone: Libri digitali a scuola: per tutti e insieme

Simone Lazzini: SchoolBookcamp Fosdinovo

Graziano Ferro: SchoolBookcamp

Maurizio Chatel: A cosa serve riflettere.

Paola Limoni: Ma si muove qualcosa?

Giorgio Jannis: SchoolbookCamp, poi

Mario Agati: l’e-book amplificato

Carlo Columba: Libro scolastico digitale: qualche riflessione

Innovascuola: SchoolBookCamp a Fosdinovo

Federico Lera: SchoolBookcamp: Legislazione e Futuro

Non specificatamente sul Camp, ma su argomenti che sono stati discussi:

Marina Boscaino, Marco Guastavigna: Marketing lessicale sui libri di scuola

Maria Grazia Fiore: Ancora sulla circolare sui libri di testo

Maurizio Chatel: “Civiltà in rete” è un testo originale?

Mario Agati: Auri, feisbuc e il libro di filosofia

Mario Agati: book-e-e-book

Davide Mana: La quarta dimensione del libro

Aggiornamento: videointerviste a cura di Giorgio Jannis QUI

May
19

stendardo2

La foto non è una meraviglia, colpa anche del controluce… ma la fretta…

Se riesco a scattarne un’altra quando il sole gira la sostituisco eh.

Intanto questa è fatta. E oggi arrivano anche i portabadge.

E poi una novità: vi annuncio che il comune di Fosdinovo (l’assessore alla cultura nonché nostro candidato sindaco – ma la campagna elettorale la farò dopo il barcamp) ha organizzato un convegno a latere dello SchoolBookcamp.

Si tratta di un convegno rivolto più direttamente alle scuole, presidi e docenti, e non vuole essere (e non sarà) un’operazione promozionale di nessun editore. Io quindi non sarò tra i relatori, ci sarà Maurizio per portare la sua esperienza di insegnante/autore, ma soprattutto ci saranno persone che esporranno vari punti di vista sullo stato dell’arte e sul futuro dei testi scolastici digitali. Magari anche tirando un po’ le somme di quello che è emerso allo SchoolBookcamp (concluso in mattinata) a favore di quelli che non hanno potuto esserci.

Ecco il comunicato stampa:

Le scuole adotteranno gli ebook? Vediamoci chiaro.
Cavalcare il futuro per la cultura del territorio.

Il Comune di Fosdinovo, assessorato alla cultura, organizza un convegno dedicato alla scuola e allo stato dell’arte dell’editoria digitale scolastica.
La circolare Ministeriale n° 16 vincola le scuole ad avviare una progressiva transizione ai libri di testo online o in versione mista a partire dalle adozioni relative all’anno scolastico 2009-2010, per arrivare ad una esclusiva adozione dei testi digitali per l’anno 2011-2012. In sostanza quello che già nella finanziaria 2009 veniva profilato. Le caratteristiche dei testi digitali sono normate in parte da una direttiva pubblicata successivamente, e in parte dalle norme già esistenti sull’accessibilità.
Vediamoci chiaro dunque: cosa sono gli ebook per la scuola? Come saranno nel futuro? E, soprattutto, scopriamo come non subire una norma ministeriale inserita nell’acqua sporca di una riforma non condivisa, ma farsi parte attiva di un’evoluzione inevitabile.

Sabato 23 maggio 2009 – ore 15
Fosdinovo – Torre Malaspiniana

Relatori:

Alberto Ardizzone, docente
Marina Boscaino, insegnante (liceo classico – Roma), pubblicista
Maurizio Chatel, BBN editrice, direttore editoriale
Marco Guastavigna, insegnante (istituto professionale – Torino)
Gianni Marconato, psicologo e formatore

coordina gli interventi Mario Guaraldi, editore

May
09

schoolbookcamp_logo

Ci siamo quasi, lo SchoolBookcamp si avvicina :)

Io… inizio ad agitarmi un po’, ho ancora tante di quelle cose da fare… consegnare gli esecutivi di stampa per  il banner da appendere al castello, per esempio…

E tante altre piccole cose, come fare in modo che ci siano sedie per tutti.

Mi consola la natura informale dell’evento, e ogni sera faccio due giri intorno al tavolo saltellando una “danza del sole” propiziatoria: almeno se il 22 piove non è colpa mia!

E, a proposito di tempo bizzarro, maggio è un mese che può regalare giornate bellissime e calde, ma in questi luoghi il tempo può cambiare in modo repentino. E se si alza il vento può fare più freddo di quello che si immagina.

Tenete presente che il paese si affaccia sul mare ma è a 550 mt di altitudine, e che la temperatura tra le 14 del pomeriggio e le 20 di sera cambia abbastanza: sarà gradevole – se possibile – cenare all’aperto, ma non in maniche corte.
Inoltre l’interno del castello resta fresco anche d’estate, specialmente all’inizio quando non ha ancora avuto il tempo di riscaldarsi al sole.

Il mio consiglio alle signore è quindi: tacchi bassi*, un golfino in più e magari anche un foulard.

La pagina ufficiale dello SchoolBookcamp è stata aggiornata, e l’elenco delle strutture ricettive della zona lo trovate QUI.
La mappa del paese con i parcheggi la trovate QUI.
E se per caso decidete di venire in treno scrivetemi: noa@bibienne.com

*Scalinate, saliscendi e terreno accidentato ;)

  noa

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista QUI o vedere il suo profilo su LinkedIn.