04
Gelmini, testi scolastici, ebook ed editori: due righe di spiegazione.
postato da noa in editoria scolastica, news scuola
Stamattina mio marito mi ha chiesto: “ma come mai il Presidente del Consiglio, proprietario di una delle più grandi case editrici scolastiche, ha permesso alla sua pupilla di congelare il mercato dei libri di testo per 5 anni?”.
L’ho guardato. Mi sono resa conto che davvero non capiva.
Allora – non ho mica un marito scemo eh! – si vede che il gioco non è chiaro, forse è il caso di spiegarlo. Semplificando:
Prima è uscita una legge che impone l’adozione dei testi digitali a partire dal 2009 con quello che c’è per arrivare al 2011 con l’adozione di soli ebook.
Subito dopo una legge che pare dire: visto che tanto col cavolo che le case editrici faranno i testi digitali, vi tenete i testi che avete fino al 2014.
Apparentemente è un controsenso e pure una zappata agli editori, come rileva il consorte.
Ma.
1) Le case editrici investono nella redazione, nella stampa dei testi, nelle copie saggio: questi costi vengono ammortizzati nel primo anno di vendita (più o meno) così gli anni successivi, pagati i costi di creazione del testo e gli impianti di stampa (le pellicole e le lastre), rimangono solo i costi di ristampa e i diritti d’autore (una miseria) = tutto guadagno.
2) La trovata della Gelmini ridurrà il fatturato delle case editrici ma aumenterà la percentuale di utile sul fatturato (è una conseguenza del punto 1).
3) Le grandi case editrici detengono l’80% del mercato.
4) Le case editrici piccole avranno difficoltà a far fronte al disastro.
5) Le case editrici grandi recupereranno il fatturato perduto spazzando via quelle piccole.
6) Il monopolio dei 4/5 grandi editori uscirà rafforzato.
7) Nel frattempo le grandi case editrici hanno 5 anni per dirottare gli investimenti sul digitale.
Le case editrici piccole, nello stesso periodo, non potranno investire nulla dovendo pensare a sopravvivere, e così alla fine anche quelle che reggeranno saranno tagliate fuori dal mercato.
Morale, la prima trovata della ministra è funzionale alla seconda e, tutte e due, a chi detiene il potere.
Si tenga pure, il presidente dell’AIE, il suo raccapriccio. Gli renderà parecchio denaro.
02
L’educazione civica ritorna in pagella.
postato da Maurizio Chatel in editoria scolastica, news BBN, news scuola
Un nuovo problema per i prof.
Limitiamoci per il momento ai licei, per i quali la questione è più scottante. Facciamo due conti: cattedra di Storia e filosofia, 5 ore settimanali di insegnamento – 3 di filosofia e 2 di storia, che nell’anno finale diventano 3. Se l’Educazione civica diventa una materia obbligatoria aggiuntiva dell’area storico-geografica-sociale, ovvero della cattedra di storia e filosofia, le 2 ore di storia settimanale vengono di brutto tagliate del 50%, a fronte di un programma ministeriale immenso, che già così è praticamente impossibile completare (vedi a proposito le geremiadi della stampa e dei ben-pensanti su “i nostri studenti che ignorano la storia patria”).
Che fare?
Nessuno vuole negare l’importanza della disciplina, in tempi come questi poi…. Ma al solito siamo nella palude delle riforme ministeriali di facciata, che vengono s-caricate su piattaforme strutturali marce e polverose. A questo punto rischia davvero di saltare il poco di buono che ancora riusciamo a passare ai nostri ragazzi sul senso del passato e dei diritti.
E quindi?
Quindi una proposta: cerchiamo di applicare con serietà e metodo il principio della verticalità. Se si vogliono fare le riforme senza toccare il telaio che regge il motore, almeno distribuiamo i pesi: facciamole tenendo conto delle competenze effettive delle fasce d’età. In questo senso, l’educazione alla cittadinanza è un processo “di base” che può benissimo competere alla fascia della scuola secondaria di primo grado; alla secondaria superiore, affidiamo l’educazione ai diritti. Ovvero un percorso di spiegazione delle fasi storiche che hanno portato all’evoluzione delle istituzioni, dei diritti, delle leggi, dell’idea di comunità che caratterizza la nostra area geo-politica. Facciamo cioè educazione civica (OK) ma senza separarla dall’insegnamento della storia, pur distinguendole nella forma e nei fini.
Esempi: la democrazia è un fenomeno che ha una data di nascita (anzi: tante date di nascita); niente di più importante che capirne l’evoluzione per comprenderne il senso. E allora, nel libro di storia, un MODULO di Educazione civica – ovvero di STORIA DELLE ISTITUZIONI – ci permetta di affrontare lo studio del fenomeno sia in senso sincronico (quando dove perché) che diacronico (cosa è diventata, a cosa occorrerà fare attenzione nel prosieguo degli studi storici, e perché no: quali filosofie del diritto hanno contribuito alla sua trasformazione).
Noi ci abbiamo già pensato, e forse siamo i primi che possono offrire agli insegnanti una soluzione davvero concreta, e non di bassa cucina editoriale, per allontanare la nuova minaccia che incombe sulla loro autostima. Vedere per credere…
Nota di noa: il file “storia delle istituzioni” è allegato al testo di storia a partire dal terzo modulo.
Puoi scaricare il piano dell’opera, la presentazione degli autori, la guida per l’insegnante, gli indici e due pagine di esempio qui.
Oppure puoi richiedere la copia saggio qui.
12
VII commissione cultura e libri digitali: chi dice cosa.
postato da noa in dalla rete..., news scuola
La finanziaria 2008 è stata discussa dalla VII Commissione (cultura).
Pubblichiamo qui un copiaincolla dal resoconto della Camera dei Deputati.
In fondo trovate i link ai documenti ufficiali.
VII Commissione permanente (cultura, scienza e istruzione) 3-9 luglio 2008.
3 luglio 2008
Benedetto Fabio GRANATA (PdL), relatore
[...]
Precisa che si soffermerà sugli aspetti di competenza della Commissione, rinviando al testo dell’articolato per le altre disposizioni.
In questo senso, ricorda che l’articolo 15 stabilisce nuove modalità di fruizione dei libri scolastici, prevedendo una disciplina finalizzata a ridurre progressivamente i costi per le famiglie, a partire dall’anno scolastico 2008-2009. Pertanto, il comma 1, facendo salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo delle scuole di ogni ordine e grado, prevede che, a partire dal primo anno scolastico successivo a quello in corso – ossia, dall’anno scolastico 2008-2009 -, sia data preferenza, nelle scelte degli organi competenti, a libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. L’accesso a tali testi da parte degli studenti avviene gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente. Tale ultima condizione si riferisce, presumibilmente, alla disciplina sulla gratuità dei libri di testo. Il comma 2, primo periodo, del medesimo articolo stabilisce, invece, che nel termine di un triennio a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, quindi, entro l’anno scolastico 2010-2011, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione e per gli istituti di istruzione secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet e mista, ovvero, presumibilmente, cartacea e digitale. Il secondo periodo del medesimo comma 2 stabilisce che, a decorrere dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti è tenuto ad adottare esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabile da internet o mista. L’ultimo periodo fa salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili; il comma 3 del medesimo articolo 15 interviene, quindi, sul contenuto e sulla struttura dei libri di testo. Quanto al primo aspetto, stabilisce che essi debbano sviluppare i contenuti essenziali delle indicazioni nazionali dei piani di studio; quanto al secondo, si prevede che i libri di testo possano essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento. Si affida, quindi, ad un decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca la determinazione: delle caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso; delle caratteristiche tecniche dei libri di testo nelle versioni on line e mista; del prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore. Con riferimento alla nuova modalità di fruizione dei libri di testo, sarebbe opportuno esplicitare il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio, prevista articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 ed 629, della legge n. 296 del 2006. L’articolo 15, comma 4, infine, stabilisce che le università e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della loro autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi recati dai commi precedenti. Alla luce del disposto del comma 4, segnala quindi l’opportunità di integrare la rubrica dell’articolo con un riferimento ai testi universitari.Manuela GHIZZONI (PD)
[...]
Per quel che riguarda invece l’articolo 15, ritiene che lo stesso possa comportare seri problemi dal punto di vista della tutela del diritto di autore, ricordando inoltre che non sembra a suo avviso opportuno parificare la disciplina dei test universitari a quella degli altri libri di testo. Esprime inoltre l’opinione che sarebbe opportuno stralciare la norma in materia di trasformazione delle università in fondazioni oltre che quella che riguarda i contributi per l’editoria. A questo proposito, rileva l’esigenza che su temi così importanti sia coinvolto il Parlamento e in particolare la Commissione cultura per esaminare in via primaria e non solo in sede consultiva le ipotesi di riforma di interi settori di sua competenza. Ricorda che il precedente Governo in occasioni analoghe non aveva avuto alcuna difficoltà a fare «un passo indietro» stralciando da provvedimenti sottoposti all’esame del Parlamento interventi di riforma importanti per affidarli all’esame in sede referente della Commissione.8 luglio 2008
Ricardo Franco LEVI (PD)
rileva che l’articolo 15, pur perseguendo un obiettivo lodevole, presenta una serie di aspetti negativi, quali innanzitutto il fatto della obbligatorietà dell’applicazione di tecnologie di cui non tutti sono in possesso. In secondo luogo, vi sono riflessi negativi dal punto di vista dell’economia domestica, dato che è più costoso stampare un libro che comprarlo. Sarebbero inoltre in sofferenza anche le imprese del settore, oltre ad essere non tutelate a sufficienza le prerogative a difesa del diritto d’autore. Ricorda quindi che ha presentato un emendamento in Commissione di merito volto a sopprimere le parole «liberamente scaricabile» dal testo dell’articolo indicato.Il Ministro Mariastella GELMINI
[...]
Per quel che riguarda le norme in materia di libri di testo, ricorda che obiettivamente potrebbero esserci alcuni problemi legati all’uso delle tecnologie per la diffusione dei libri. Si è confrontata con gli operatori del settore, anche allo scopo di verificare la possibilità di sostituire il termine «scaricabile», con «fruibile». Ritiene peraltro che tale riforma sia fondamentale accanto a quella che prevede che gli editori debbano tenere bassi i prezzi dei libri, come già peraltro è previsto da una esplicita norma, senza procedere a riedizioni non necessarie del testo quando non vi siano modifiche significative.Emerenzio BARBIERI (PdL)
rileva che esiste un problema fondamentale che è quello di trovare una dialogo con l’opposizione per individuare le strategie da seguire in alcune materie, tra le quali quella relativa ai libri di testo. Ricorda in ogni caso che il ricorso alla questione di fiducia è stata una prassi molto diffusa nei passati governi, primo fra tutti il Governo Prodi. Condivide inoltre le osservazioni del collega Levi in merito ai libri di testo, ricordando altresì che occorre coordinare la disciplina prevista dal provvedimento in esame con le norme in materia di comodato e noleggio dei libri. Rileva inoltre che il comma 4 dell’articolo 15 esclude l’applicazione delle norme contenute nell’articolo 15 ai testi universitari, senza un’apparente ragione; a suo giudizio va invece estesa la norma anche a questo tipo di testi.Paola GOISIS (LNP)
rileva, per quanto riguarda i libri di testo, che occorrerebbe tenere in considerazione che non tutti gli studenti hanno la possibilità di collegarsi ad internet. Rileva peraltro che sarebbe opportuno che le case editrici non cambino in continuazione l’edizione dei libri di testo; occorrerebbe inoltre incentivare maggiormente la lettura da parte dei ragazzi. Per quel che riguarda la scuola, ritiene che il problema vero da affrontare riguardi la scuola media, intervenendo su tale settore. Rileva peraltro che la scuola deve essere sempre un luogo nell’ambito del quale deve essere assicurato il pluralismo più efficiente.Manuela GHIZZONI (PD)
[...]
Rileva inoltre che le norme in materia di libri di testo non sono concretamente applicabili perché solo il 50 per cento delle famiglie possiede una connessione internet. Ribadisce infine che non è possibile fare delle politiche serie in materia di scuola e università senza investimenti appropriati e senza strategia [...]Fabio GARAGNANI (PdL)
[...]
Ritiene peraltro che la riforma dei libri di testi non sia applicabile, in considerazione del fatto che è alquanto poco diffuso l’uso di internet presso le famiglie italiane.Valentina APREA, presidente
[...]
Sull’articolo 15, rileva che esistono effettivamente dei problemi di accessibilità ad internet e di tutela del diritto d’autore.9 luglio 2008
Stefano CALDORO (PdL), relatore
illustra una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato 4), ricordando che nella proposta di parere sono state recepite una serie di indicazioni provenienti dai componenti della Commissione.Pierfelice ZAZZERA (IdV)
[...]
Sui temi di specifica competenza della Commissione rileva che l’articolo 15 appare nei principi assolutamente condivisibile e negli obiettivi da raggiungere in un processo che richiede tempo e qualche aggiustamento di rotta. Limitare la speculazione di chi sui libri specula e spesso determina aumenti di prezzo incontrollati, ritiene sia cosa buona e giusta. Come lo è investire sempre più sulle rette favorendone la diffusione e l’incremento di utilizzo.
Sono stati redatti sia un parere favorevole, sia una proposta di parere alternativo da mettere ai voti qualora il primo non avesse avuto la maggioranza.
Il parere favorevole è stato approvato dalla commissione:
La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato per le parti di competenza il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
rilevato che il provvedimento in esame reca una serie di interventi [...]
sottolineato che l’articolo 15, che stabilisce nuove modalità di fruizione dei libri scolastici, dando preferenza, nelle scelte degli organi competenti, a libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet, non esplicita il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio dei libri stessi prevista dall’articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 ed 629, della legge n. 296 del 2006 e che l’applicazione di tale articolo potrebbe comportare violazioni del diritto d’autore;
rilevato, altresì, che la rubrica dell’articolo 15 non fa riferimento ai testi universitari, nonostante il comma 4 del medesimo articolo faccia esplicito riferimento a linee di indirizzo che le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della loro autonomia, devono adottare ispirandosi ai principi recati dai commi precedenti al comma 4; [...]esprime
PARERE FAVOREVOLEcon le seguenti condizioni:
1) all’articolo 15, dopo aver integrato la rubrica dell’articolo con un riferimento anche ai testi universitari, occorre esplicitare il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio, ai sensi articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 e 629, legge n. 296 del 2006, e occorre inoltre prevedere meccanismi normativi idonei a garantire che venga tutelato il diritto d’autore; sempre all’articolo 15, nel favorire l’adozione di libri di testo in forma mista (a stampa e on-line) anche ai fini della fruizione da parte degli studenti di materiale didattico multimediale, appare necessario che non venga meno la qualità dei processi formativi e dei loro strumenti fondamentali, cioè i libri garantendo comunque, una piena utilizzabilità degli stessi da parte degli studenti; siano inoltre previsti investimenti dello Stato, degli editori e delle famiglie, per la diffusione delle nuove tecnologie – hardware, software, connessioni, piattaforme, consumi energetici, vettori – e per l’offerta sul mercato di nuovi prodotti editoriali, precisando in particolare il ruolo delle scuole nel rapporto tra editori ed utenti e con riferimento ai diritti d’autore. [...]
Il resoconto completo è visibile qui.
Il parere approvato dalla Commissione nella versione integrale è visibile qui.
Un commento da leggere qui.
05
BookCamp a Rimini
postato da noa in dalla rete..., news BBN, news scuola
Ci vediamo venerdì 11 luglio.
Il Barcamp è una unconference (non-conferenza) autogestita e collaborativa: i contenuti sono proposti dai partecipanti stessi che, divisi in gruppi di lavoro, dibattono sul tema scelto scambiandosi pensieri, opinioni, conoscenza.
Non ci sono quindi relatori da un lato e pubblico silente dall’altro, ma persone con background e skill diversi che si incontrano trasmettendo conoscenza in modo orizzontale.
Anche in Italia i barcamp si stanno diffondendo (barcamp italia è nato da poco più di un anno) e l’11 luglio ci sarà il primo ritrovo dedicato al libro: il BookCamp, in un castello, a Rimini.
L’incontro è stato organizzato da Mario Guaraldi (Guaraldi Editore), Antonio Tombolini (Simplicissimus Book Farm), Marco Barulli (Clipperz).
I gruppi di lavoro affronteranno temi legati alla rivoluzione digitale e all’editoria che si trova ad affrontare un futuro che, di fatto, è già presente: la produzione, la distribuzione, il famigerato DRM, il print on demand, l’evoluzione dell’editoria scolastica.
Il sito ufficiale qui.
BBN sarà presente, ovviamente
Aggiornamento: vi consigliamo di leggere l’interessante comunicato stampa.
02
L’articolo 15 della finanziaria 2009 è dedicato ai libri scolastici
postato da noa in dalla rete..., news scuola
Sembra un’evoluzione della proposta che fece per la finanziaria 2004 l’ex ministro Moratti (nulla di fatto).
Anche questa volta potrebbe essere stralciata all’ultimo momento, ma ha già sollevato considerazioni e polemiche, anche perché la notizia è stata lanciata dal Sole24ore in modo non corretto.
È possibile leggere qui un articolo di Antonio Tombolini (Simplicissimus) scritto in seguito a quello pubblicato dal Sole24ore, e qui un’aggiornamento scritto dopo la pubblicazione del testo integrale che copioincollo.
CAPO V
ISTRUZIONE E RICERCA
Art. 15
(Costo dei libri scolastici)
1. A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.
2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico
2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.
3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono determinati:
a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;
b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on – line e mista;
c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore.
4. Le Università e le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.
05
Class action per i libri di testo
postato da noa in dalla rete..., news scuola
Interessante questa notizia che prendiamo in prestito dal blog di gattopazzo.
Il sindacato dei consumatori ADOC promuove una class action contro nove tra le maggiori case editrici scolastiche (Principato, De Agostini, Il Capitello, Le Monnier, Giunti Scuola, Paravia Bruno Mondadori, RCS libri, S.E.I., Zanichelli).
L’accusa è quella di aver aumentato i prezzi dei libri di scuola del 10/15% all’anno nell’ultimo lustro. L’obiettivo è invece quello di ottenere il rimborso di quanto pagato in più dalle famiglie negli ultimi cinque anni scolastici.
Infatti, sostiene l’Adoc, gli impegni che le case editrici hanno preso per i prossimi anni, in seguito all’istruttoria del Garante, non escludono la sussistenza dell’illecito negli anni passati.
La causa partirà ufficialmente dal 30 giugno e i consumatori saranno rappresentati… (continua sul blog TuttaCasa&Scuola “Ho comprato il libro, datemi il resto“)
Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista 

