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Ci vediamo a settembre: eBookFest!
postato da noa in convegni, ebookfest, editoria scolastica, news BBN, news scuola, non dite che non lo avevo detto

Lo SchoolBookCamp dell’anno scorso ci è piaciuto troppo.
Così abbiamo deciso, sollecitati da molti di voi
, di ripetere l’esperienza. Anzi, di raddoppiarla, e forse più.
Ci vedremo dunque a settembre, sempre qui a Fosdinovo, per l’eBookFest.
Abbiamo anche preparato un sito con tutte le informazioni (che verrà aggiornato regolarmente).
www.ebookfest.it
L’ eBookFest nasce come logica e naturale evoluzione di due precedenti esperienze di successo: il BookCamp di Rimini (2008) e lo SchoolBookCamp di Fosdinovo (2009).
Sullo sfondo, la necessità – sempre più sentita nel mondo dell’editoria come in quello della formazione – di supportare culturalmente i processi di cambiamento scaturiti dal ritmo serrato dell’innovazione tecnologica.Giunti al secondo appuntamento, i due Barcamp si arricchiscono di tavole rotonde, seminari di formazione (eBookLife – eBookTab), e di spazi espositivi (eBookShow) proponendosi di diventare un appuntamento annuale per far luce, attraverso il confronto tra studiosi, appassionati, operatori del settore, professionisti, docenti e istituzioni, sullo stato dell’arte dell’editoria digitale.
QUI trovate i bannerini per i vostri blog!
tag: ebookfest
No Tag08
Le loro parole e le nostre
postato da noa in dalla rete..., news scuola

“La tecnologia e la rete ci hanno permesso di inserire immagini. Preparate gastroprotettori e prendetevi un po’ di tempo: c’è tanto da leggere e da guardare.”
Promessa mantenuta: l’ultimo articolo a firma di Marina Boscaino e Marco Guastavigna è ricco di link e riferimenti, fonti e video. Su “quel capolavoro ragionieristico che hanno la faccia tosta di chiamare riforma della scuola“.
“Parlano, parlano, parlano. Stitici negli investimenti tanto quanto prodighi di parole. La rappresentazione è grottesca tanto è sfacciata e al di fuori di ogni buon gusto. Ma quel profluvio di parole è il sintomo più evidente dell’arroganza.
[...]
Sono spavaldi perché sono indubitabilmente forti. Hanno dalla loro numeri in Parlamento e quella parte ossequiosa dei media che ha deciso di battere i tacchi e mettersi sull’attenti, facendo da cassa di risonanza delle loro clamorose bugie.”
E un proposito:
“Vediamo i primi risultati: il nostro proposito è pertanto quello di continuare a monitorare puntualmente la situazione, a cercare prove della loro demagogia da quattro soldi, a creare un archivio del cumulo di bugie sotto il quale ci stanno tentando di sotterrarci. Ma sotto il quale non abbiamo intenzione di soccombere. “
Da leggere, seguire, divulgare.
No Tag10
Aiuto! mio figlio ha un blog!
postato da noa in dalla rete..., news scuola

Il titolo: Dipendenza da internet, progetto a scuola.
L’articolo completo QUI.
Mi chiedo perché definisce allarmanti i dati che ci propina:
I dati diffusi da Eurispes e dal Telefono azzurro sono allarmanti: almeno 1 milione e mezzo di bambini delle scuole elementari possiede un computer e 350 mila di questi navigano in internet. Tra gli 11 e i 14 anni, c’è una fascia, il 4 per cento, che usa il computer costantemente, ogni giorno, e come l’età cresce, tra i 15 e i 17 anni, la percentuale sale al 7,5 per cento. In più della metà dei casi, poi, il controllo dei genitori è assente: infatti il 53 per cento dei ragazzini naviga liberamente, mentre il 52 per cento chatta abitualmente. Il telefonino, uno degli oggetti del desiderio dei ragazzini, viene quasi considerato alla stregua di un elettrodomestico e il 21 per cento dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni lo posside.
L’unica cosa sulla quale riflettere è l’assenza del controllo dei genitori (controllo? anche qui ci sarebbe da discutere: accompagnare non è meglio?), ma per il resto cosa c’è di allarmante?
Ci spiegano:
Un abuso che può degenerare in una dipendenza, anzi cyberdipendenza, come viene definito l’uso costante degli strumenti tecnologici quali computer e anche il telefonino, ormai quasi considerato un elettrodomestico di routine.
Dov’è l’abuso?
Usare un pc costantemente è un abuso? cosa vuol dire costantemente?
Io voglio sapere quante ore giornaliere sono definibili “abuso” (argomentare però eh) e quante ore mi rappresenta il “costantemente”. Voglio sapere cosa vuol dire “chatta abitualmente” e, dati alla mano, sapere come, quando e perché mi devo allarmare. E voglio sapere perché il cellulare non dovrebbe essere considerato un elettrodomestico di routine (ma che definizione stupida). Forse allarma il fatto che non lo considerano un feticcio come i loro genitori?
“1 milione e mezzo di bambini delle scuole elementari possiede un computer e 350 mila di questi navigano in internet”.
Solo. E questo è allarmante.
note:
• con tutto questo nulla da ridire sul progetto didattico che segnala l’articolo.
• mio figlio, 10 anni, vive in un paese dove la connessione veloce è un miraggio, dove non passano automobili e i ragazzi vivono nei vicoli allo stato brado, ha la passione della danza e vede tersicore tutti i santi giorni e per più ore al giorno, ha una wii, un nintendo e un gatto, insomma non ha tempo per intossicarsi al pc, quindi l’unica cosa della quale abusa – quando cerco di fargli fare pure i compiti – è la mia pazienza.
Però ha un blog, mi devo allarmare?
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Gli orizzonti dell’editoria online
postato da noa in editoria scolastica, news BBN, news scuola
Analisi delle opportunità e delle minacce della nuova editoria in rete attraverso l’esperienza degli editori che hanno accolto la sfida dell’ebook
Tempo fa io e altri sei editori impegnati in pubblicazioni digitali siamo stati intervistati da una laureanda di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, Serena Fusco: le interessavano gli ebook, e gli editori che stavano sperimentando.
A tesi sostenuta e laurea conquistata la fanciulla, come atto di cortesia, ce la spedisce.
Ci piace, e piace anche a Mario Guaraldi e ad Antonio Tombolini e a Giacomo Bruno.
La pubblichiamo in coedizione, rigorosamente Creative Commons.
È una bella occhiata sul mondo dell’editoria italiana alle prese con i primi esperimenti di editoria digitale divisa in 4 capitoli:
L’evoluzione storico mediale del’editoria
L’editoria libraria online
Focus sui nuovi editori
Luci e ombre dell’e-book.
Più le conclusioni: una frontiera tutta da scoprire.
E lo è davvero.
Copioincollo qui un pezzo della bella presentazione del prof. Valerio Eletti:
[...]in Italia in questo periodo si è creato un ambiente di sperimentazione e di creatività che permetterà a breve di far emergere per selezione naturale i modelli di business darwinianamente più adatti alle condizioni di mercato e culturali di questa nostra società del ventunesimo secolo caratterizzata dalla connessione sempre più spinta, sempre più presente nel nostro quotidiano.
—–>Scarica il libro<—–
Versione digitale rilasciata free Creative Commons.
Per la versione cartacea vedere sul sito di Guaraldi
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Fàtiche digitali
postato da noa in dalla rete..., news scuola
Mario Agati ritorna sul discorso dei nativi digitali e, anche questa volta come già mesi fa, la discussione si fa interessante.
Come Antonio Fini, che risponde sul proprio blog, anche io rimango colpita da questa frase, e come lui decido di partire da qui per commentare:
…e dire che loro non sono digitalmente performanti solo perché molti (moltissimi!) hanno la consapevolezza critica di un criceto è come dire che la nostra generazione non è gutemberghiana solo perché la maggioranza degli adulti non sa decodificare decentemente un quotidiano (e nemmeno le panzane delle tivu berlusconiane).
I commenti però, quello di Antonio ma anche quello di un giovane studente, rifiutano la rassegnazione che sembra sottendere il “facciamocene una ragione“, e tracciano le linee di una responsabilità educativa e che, a ben vedere, a me pare la stessa di sempre.
Perché dunque la maggioranza degli adulti non sa decodificare decentemente un quotidiano e le panzane delle tivù berlusconiane? Il tasso di analfabetismo è ai minimi storici, ma l’impero romano – solo un esempio, ma non a caso – è roba lontana, e la sua storia non è stata compresa, la storia delle idee.
La questione quindi a me sembra sempre tornare, grazie al cielo, su cosa e come far passare le idee attraverso gli strumenti – gutemberg o pixel che siano – e non sulla vera o presunta (ma comunque auspicabile) padronanza degli stessi.
Le mani che scorrono sciolte fra tasti e tastini, le finestre che si aprono a randa stanno a saper leggere e scrivere, che è ben diverso da saper studiare, e infatti si finisce con googlate incoscienti ![]()
E allora cosa intendiamo per “competenza digitale”? Se pensiamo che la prima delle otto competenze chiave “comunicazione nella madrelingua” significhi semplicemente saper parlare e magari pure leggere e scrivere nella propria lingua, allora possiamo davvero dire che la maggioranza dei nostri studenti ha competenze digitali native. È così? Non credo.
Allora lasciamoli, anzi facciamoli pure lavorare grabbando le foto da facebook, lasciamoli facciamoli attaccare l’ipod e utilizzare la musica di pinco, ma accompagnandoli e continuando a stupirli con gli effetti speciali dei pretenziosi graffiti tracciati sulla SmartBoard, ma anche sulla nera lavagna, e trascinandoli nella ricerca delle risposte domande. Altrimenti la loro competenza digitale rimane quella di saper utilizzare strumenti facilitatori che sostituiscono magistralmente forbici a punta tonda e coccoina. E del nostro fàtico comunicare con loro non rimane nulla.
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Scuola, media e diritti di cittadinanza
postato da noa in dalla rete..., news scuola
ovvero “La rappresentazione del sistema scolastico italiano da parte dei media: variazioni sul tema di un’insegnante-militante-pubblicista“.

Marina Boscaino, un’insegnante specialissima che qualcuno di voi ha avuto modo di conoscere allo schoolbookcamp, già penna dell’Unità e del Manifesto, autrice e coautrice insieme a Marco Guastavigna di molti articoli sulla scuola e sulle tecnologie didattiche, ha deciso di dare una casa alla sua militanza: un nuovo blog che promette assai bene.
Mi dispiace solo che non sia su questa piattaforma ![]()
Stampanonrassegnata.blogspot.com
Subito nei nostri blogroll
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Il Download è un computer con un cromosoma in meno.
postato da noa in dalla rete..., editoria scolastica, news scuola
In compenso il notebook è un nuovo registro elettronico per le note, l’hard disk è un gruppo heavy metal (spopola in rete…), la Lim è un programma ministeriale, e il termine Outlook indica chi non è al passo con i tempi.
A parte il (preoccupante) folklore, l’indagine condotta da Edu-Tech su 1000 insegnanti, in occasione del convegno milanese sul futuro della scuola, rivela aspetti interessanti:
- il 71% dei docenti pensa che il computer sia da fornire a tutti gli studenti,
- il 58% desidera una maggiore presenza di prodotti didattici multimediali mentre solo
-il 25% pensa ai libri di testo digitali.
Quel 71% non stupisce se si nota che il 18% degli intervistati non accende mai un computer.
E detto questo non stupisce neanche il 58% VS 25%: più volte è stato detto, in rete ma anche allo schoolbookcamp, che il libro digitale inteso come pdf di un testo tradizionale non è la giusta soluzione. L’insegnante pensa quindi al prodotto didattico multimediale come ad uno strumento più agile, e probabilmente più evoluto, rispetto al testo digitale. Giustamente, secondo me.
Ma il dato che dovrebbe far riflettere assai è quello che probabilmente passa più inosservato: tra chi usa un pc (e solo il 67% degli insegnanti lo fa abitualmente!!!), il 26% afferma di essere un autodidatta, e un altro quarto ha imparato grazie ai figli. Il 19% ha seguito dei corsi, e un volenteroso 13% ha imparato grazie ad un partner più tecnologico”.
Questo imbarazzante dato significa solo una cosa: gli insegnanti sono stati lasciati soli. Anche in questo. È stato fatto poco, troppo poco, e male.
L’Italia è una repubblica [democratica] che confonde il lavoro con il volontariato*.
*No, non solo il ministero: una grossa grossa grossa azienda automobilistica ha appena comunicato a mio marito che c’è un lavoro da fare.
Gratis, che siamo in crisi.
O così o (cambiamo fornitore) pomì.
07
LaProfessoressaNuova (e i libri di testo).
postato da noa in dalla rete..., editoria scolastica, news scuola
Le reazioni alla (articoli scritti sulla) decisione del Tar sono stravaganti, ma quando invece di apparire su un quotidiano (che, si sa, allunga il brodo del lancio ansa con qualche luogo comune e buonanotte) compaiono su un giornale specializzato…
[...]E poi, invece, fine luglio, sbadabàm, il Tar Lazio modifica la circolare sui libri di testo, e afferma che durante il quinquennio/sessennio di blocco dei testi adottati qualsiasi docente nuovo della classe è autorizzato a modificare il testo adottato.
E allora Tuttoscuola spiega che adesso, vedrai, vedrai, che cosa succede.
Per esempio, dice Tuttoscuola, a settembre arriva LaProfessoressaNuova nella sua bella e nuova progressista scuola, si trova un libro di storia che non le piace (si sa che LaProfessoressaNuova è un po’ noiosa, con i libri) e lo cambia, e così i genitori previdenti, che hanno comprato il libro di scuola che è stato adottato a maggio, a settembre, appena arriva LaProfessoressaNuova, devono comprarne un altro.
Alt. Calma. Non esageriamo, please.
Primo: LaProfessoressaNuova arriva nella nuova scuola, si trova un libro di storia (o di geografia) che non le va, e se lo tiene, lei e i suoi nuovi arguti intelligentissimi alunni. Chiaro? Per cambiare un libro ci vuole una procedura precisa [...]
Leggere tutto QUI.
No Tag06
SchoolBookcamp: si continua in rete.
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E di scuola, e di libri digitali, e di quello che sarà, si continua a parlare QUI.
No Tag02
Tre domande tre.
postato da noa in dalla rete..., editoria scolastica, news BBN, news scuola

Schoolbookcamp, interviste.
Brevi riflessioni a margine del convegno SchoolbookCamp, tenutosi a Fosdinovo (MS) il 22 e il 23 maggio 2009. Interviste a Noa Carpignano, Gianni Marconato, Agostino Quadrino, Marco Guastavigna, Mario Guaraldi su tematiche inerenti i futuri modelli economici dell’editoria elettronica, l’introduzione dell’e-book a scuola, le comunità professionali online.
Grazie a Giorgio Jannis, che ha videoregistrato le interviste e le ha montate in unico filmato che restituisce pienamente il senso del camp.
Il filmato QUI.



Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista 

