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Design thinking, una buona pratica poco conosciuta.
postato da noa in convegni, dalla rete..., non dite che non lo avevo detto, personale

Ho più volte espresso il mio punto di vista sul fatto che non c’è innovazione in un ebook, ma che il passaggio dalla versione cartacea al formato digitale è solo – se i contenuti rimangono gli stessi – una banale evoluzione.
Niente di innovativo, e tantomeno disruptive, quindi.
Verrà però un momento in cui la trasformazione non sarà più solo legata al contenitore (inteso sia come oggetto carta/ereader, sia come formato pdf/epub), ma arriverà a plasmare i contenuti. Uscirà quindi dal dominio tecnologico per dirompere, questa volta sì, nel pensiero. E non nel pensiero accademico, pur necessario, che abbiamo iniziato a intravedere, ma in quello chiamato “design thinking“.
Un approccio sistemico può rispondere a sfide complesse quanto concrete, una visione olistica ci evidenzia le proprietà emergenti, la condivisione di un processo creativo infonde coraggio alle idee, la pragmaticità del fare supporta la sperimentazione, e un feedback continuo consente di imparare e di affinare il ragionamento abdutivo.
Thinking outside the box is the only way to boldly go where no man has gone before.
O per fé l’euv fòra dla cavagna, come avrebbe detto mia nonna.
Un ringraziamento a GP, e-friend since 1999 e relatore all’eBookFest di Fosdinovo.
No Tag09
LSCFcamp: all’arsenale per il VeneziaCamp
postato da noa in convegni, dalla rete...

Un barcamp per la Scuola che funziona, in occasione del VeneziaCamp – 2 luglio 2010.
Io non ci sarò, purtroppo, ma conto sugli amici che mi racconteranno com’è andata ![]()
La community della Scuola che funziona (che ha festeggiato, proprio in questi giorno, il raggiungimento dei 1000 iscritti) sta lavorando intorno a parecchie idee, ma le energie sono in questo periodo concentrate sulla stesura del “Manifesto del nuovo insegnante”: 2 mesi di discussioni, 800 contributi, parecchie decine di membri coinvolti.
Per partecipare questo è il forum, ma intervenire al LSCFcamp sarà sicuramente più utile (e divertente).
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Preghiera alle Apuane
postato da noa in dalla rete..., sassolino nella scarpa
Calamandrei dettò un’epigrafe visibile a Firenze su Villa Triste (via Bolognese), dove vennero interrogati e torturati partigiani e antifascisti da uno speciale reparto della RSI (la 92° legione della Milizia Volontaria, detta “Banda Carità, dal cognome del comandante, contava circa 200 repubblichini – la maggior parte fu poi processata e condannata).

[immagine di Giovanni Baldini, Creative Commons - Attribuzione 3.0]
Una sede simile alla caserma “Alessando la Marmora” di via Asti a Torino, dove gli aguzzini della Guardia nazionale repubblicana, al soldo della Gestapo e delle SS torturarono, uccisero, deportarono. Quando i partigiani liberarono Firenze le sevizie proseguirono nella Villa Triste di Milano (una anche a Trieste, a Brescia, a Genova), creata e comandata da un seguace di Mario Carità, Pietro Koch (infatti questa viene chiamata la “banda Koch”).
Anche qui c’è una lapide che ricorda:
Un tragico luogo e una storia drammatica
della resistenza antifascista
nella nostra Milano
Amici di Kock e frequentatori della struttura erano l’attore Osvaldo Valenti e la sua compagna: l’attrice Luisa Ferida (fucilata dai partigiani).
E per quanto sia controverso il suo ruolo a Villa Triste, certo è che erano entrambi fascisti e lavoravano per il centro cinematografico della RSI.
La destra milanese (nella persona del Presidente del consiglio di Zona 8, tale Claudio Consolini) vuole dedicare una lapide all’attrice, nel più totale disprezzo della Medaglia d’Oro della Resistenza con la quale è stata decorata la città.
Detto questo sono molto felice di abitare in un paese che è ancora una roccaforte della sinistra buona, un paese di partigiani, un paese dove la parola “resistenza” non è ancora stata svuotata di significato.
Devo dire, però, che è un paese anziano, l’età media è piuttosto alta, e di tanto in tanto da casa mia – vicina al campanile – odo le campane suonare a morto.
Un altro [partigiano] che se ne va, penso, e volgo una laica preghiera alle montagne che ci sovrastano.

Una preghiera contro ogni ritorno, scritta per il popolo della lunigiana, e anche questa è di Piero Calamandrei:
Contro ogni ritorno.
Inermi Borgate dell’Alpe
asilo di rifugiati
prese d’assalto con i lanciafiamme
arsi vivi nel rogo dei casali
i bambini avvinghiati alle madri
fosse notturne scavate
dagli assassini in fuga
per nascondervi stragi di trucidati innocenti
questo vi riuscì
S. Terenzio, Bergiola, Zeri, Vinca,
Forno, Mommio, Traverde, S.Anna, S.Leonardo
scrivete questi nomi
son le vostre vittorie
ma espugnare queste trincee di marmo
di dove il popolo apuano
cavatori e pastori
e le loro donne staffette
tutti armati di fame e di libertà
vi sfidava beffardo da ogni cima
questo non vi riuscì
ora sul mare son tornati al carico i velieri
e nelle cave i boati delle mine
chiaman lavoro e non guerra
ma questa pace non è oblio
stanno in vedetta
queste montagne decorate di medaglie d’oro
al valore partigiano
taglienti come lame
immacolato baluardo sempre all’erta
contro ogni ritorno.
(epigrafe scolpita sul marmo della stele commemorativa delle Fosse del Frigido)
No Tag02
Benvenuta Marina!
postato da noa in dalla rete..., news BBN

Siamo felici di ospitare sulla nostra piattaforma il blog di Marina Boscaino.
Insegnante e giornalista, Marina non si occupa di editoria digitale, anche se ne è un’attenta osservatrice, ma di politiche scolastiche. Inutile dire che condivido – ma penso di poter parlare a nome di tutti, qui in BBN – le sue analisi e le sue posizioni. Aggiornate dunque i vostri blogroll
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Convegno senza barriere, ringraziamenti.
postato da noa in convegni, dalla rete...
Incontri che ricaricano le pile ![]()

Stanca, ma contenta, sto lavorando per poter pubblicare in una forma comprensibile i contenuti del mio seminario. Ma i ringraziamenti vengono prima ![]()
Ringrazio gli organizzatori Marco Bertoni e Andrea Femminini per avermi invitata, e ringrazio Elisa di Luca e Federica Tosini dell’Università di Padova, complimentandomi con loro per l’impeccabile accoglienza, per l’attenzione ai particolari che distingue un’ottima organizzazione, per la continua, paziente e sorridente disponibilità: fantastiche.
E non sono passati inosservati gli studenti che si sono impegnati con estrema serietà e hanno contribuito a rendere efficiente la macchina organizzativa.
Ringrazio chi ha seguito il mio intervento e in particolare chi ha manifestato interesse ed entusiasmo per il lavoro che stiamo facendo.
Ringrazio gli amici Mario Guaraldi, Maria Grazia Fiore, Reno Brandoni, Alberto Ardizzone, Federica Scarrione, Cristian Bernareggi e Valeria Brigatti che sono stata molto felice di incontrare di nuovo, e con i quali è stato davvero piacevole condividere i momenti di pausa e un paio di bicchieri di buon vino.
Ho conosciuto persone che seguo online da tempo, come Roberto Ellero e Gino Roncaglia, e mi è sfuggita la Renata Durighello ma sarà per la prossima volta ![]()
Ringrazio anche Gianni Marconato, che ci ha segnalato l’ottimo ristorante (Da Giovanni) per la serata tra amici e che, soprattutto, ci ha raggiunti per cenare con noi: l’allegra combriccola di quella sera valeva da sola il viaggio da qui a Padova.
E ringrazio anche la maestra di danza di mio figlio, che l’ha adottato per questi tre giorni permettendo a me e a Futre di partecipare all’evento senza la preoccupazione del piccolo klingon.
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I libri liquidi, presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola
postato da noa in dalla rete..., editoria scolastica, news BBN, non dite che non lo avevo detto
Testo alternativo al filmato in fondo al post.
Questo l’abstract del mio seminario di venerdì, in occasione del convegno Cultura senza barriere, presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova.
Seminari gratuiti, iscrizione obbligatoria.
I libri liquidi: presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola
Si discute sempre più spesso di ebook per la scuola, complice la normativa che prevede l’adozione di libri scolastici in formato digitale, ma se ne parla in modo ambiguo, si focalizza l’attenzione sul risparmio economico, sulla questione del peso degli zainetti, e sui dubbi – legittimi – che stampare in proprio i testi scaricati dalla rete sia antieconomico, che la gestione in classe di fogli sparsi sia demenziale ecc. Questo dimostra che i giornalisti, ma anche molti addetti ai lavori nell’editoria e nella scuola, hanno una visione ristretta e primitiva di un testo digitale scolastico, lo pensano come un normale ebook di narrativa, si immaginano tutti il file pdf (o epub) di un normale testo scolastico che, una volta scaricato, si deve stampare. Ma cosa rimane di digitale in questo caso? Solo la distribuzione. Per questo io evito di chiamare ebook i libri digitali per la scuola.
Durante il nostro incontro intendo quindi analizzare gli aspetti che possono rendere il testo scolastico digitale uno strumento potentissimo, di dimostrare come la questione peso/costo sia marginale (per quanto importante) rispetto agli altri vantaggi che questo garantisce – a patto che si evolva in qualcosa di diverso rispetto al file riciclato di un normale testo scolastico. Mi propongo di dimostrare come NON devono essere fatti i testi digitali, e perché, ovviamente. Si parlerà anche di accessibilità dei libri di testo, e dei DRM e dello spauracchio della pirateria. Ma mi interessa anche ipotizzare delle soluzioni, vedere come rendere questi nuovi strumenti degni del titolo di “testi digitali”. Ho iniziato a parlare di testi liquidi più di un anno fa, il processo evolutivo sarà lento ma inesorabile, e l’ebook che conosciamo ora non è niente di più che un (necessario) anello evolutivo che segna il passaggio tra oggetto-libro e strumento-ambiente.
Ma la cosa più importante forse è analizzare come si possono creare delle redazioni condivise tra editoria e scuola: fino a oggi gli insegnanti si sono visti recapitare, da volteggianti rappresentanti delle case editrici, cataloghi e copie saggio. Tra queste offerte hanno dovuto (e devono ancora) scegliere il migliore o il meno peggio. Ora la figura dell’editore si deve evolvere insieme al libro: fermi i suoi principali compiti (ai quali non deve abdicare: il primo, in assoluto, è quello di garantire l’autorevolezza di un testo, e poi c’è il resto del lavoro editoriale) l’editore deve imparare a dialogare con le scuole. Si può pensare che la principale differenza tra quelli che io chiamo “falsi testi digitali” (testi tradizionali in pdf) e i “veri testi digitali (nati per essere tali) sia la scrittura, che da lineare si fa radiale, ma se il libro si fa liquido è il flusso di ritorno a fare la differenza. L’editore deve confrontarsi seriamente con le scuole e gli insegnanti, da parte loro, hanno l’occasione di diventare parte attiva del cambiamento: il testo dovrebbe essere concepito dalla scuola, svilupparsi nell’utero virtuale della rete, essere partorito dall’editore, crescere educato da tutti. Il libro di testo deve essere figlio e padre della condivisione. Un lungo viaggio ci aspetta, ma per ora, riassumendo, mi accontenterei di provare a rispondere a queste poche domande:
1. Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola?
2. Cosa invece dovrebbero essere?
3. Come la mettiamo con l’accessibilità?
4. Perché la pirateria non deve far paura?
5. Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva?
abstrac pubblicato QUI
presentazione pubblicata QUI
Pubblicherò, appena avrò un attimo di respiro dopo il seminario, una relazione con link di approfondimento e fonti. Magari salta anche fuori qualche video, chissà.
Testo alternativo al filmato (soluzione rozza ma non ho avuto il tempo di risolverla diversamente):
slide 1: immagine di due omini, tipiche icone di messanger, l’animazione le veste con i panni di pinocchio e di pippi calzelunghe. Il testo: I nativi digitali sono davvero così… diversi?
slide 2: immagine di un omino vestito da sceriffo, l’animazione lo trasforma in Yoda (maestro jedi di Guerre Stellari). Il testo: e i loro insegnanti, si stanno evolvendo?
slide 3: immagine di un omino vestito da faraone, l’animazione lo spoglia lasciando l’omino comune. Il testo: e i Faraoni dell’editoria scolastica perderanno il loro potere? (la parola “potere” sparisce rimpicciolendosi)
slide 4: l’omino comune si trasforma in mago (iconografia classica di mago merlino con cappello blu e stelline gialle). Il testo: e… (a proposito di poteri) come saranno i libri scolastici digitali?
slide 5: il mago torna omino comune, gli si affianca il “docente” sceriffo, e un omina vestita da mary poppins. Il testo: e riusciranno gli insegnanti più… speciali a essere artefici del cambiamento?
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Un eBook sugli eBook
postato da noa in dalla rete..., editoria scolastica
Avevo in animo di scrivere un post per segnalarlo, ma il tempo è tiranno e ho rimandato di giorno in giorno, che sono oppressa dai compiti arretrati (per non parlare dei panni da stirare).
Così ora mi perdonerete visto che copioincollo senza pudore la presentazione che, provvidenziale come un cacio, mi è stata girata (grazie Mario & Mario):

Rotta M., Bini M. & Zamperlin P. (2010), Insegnare e apprendere con gli eBook. Dall’evoluzione della tecnologia del libro ai nuovi scenari educativi. Roma, Garamond.
ISBN 978-88-96819-00-5
Il libro affronta il problema dell’impatto degli eBook nell’educazione e nella formazione, partendo da un’analisi del fenomeno eBook. Si evidenzia come gli eBook non siano altro che l’evoluzione della tecnologia del libro, si approfondisce il problema delle tipologie di eBook, dei formati specifici e dei dispositivi dedicati per la lettura degli eBook e si discute sugli effetti controversi che gli eBook stanno già avendo sull’atteggiamento dei lettori e degli autori, sul lavoro degli editori e sulle biblioteche. Ci si concentra successivamente su tre delle possibili implicazioni degli eBook in ambito educativo, esplorando il ruolo che essi potrebbero avere contro la riluttanza alla lettura, le sinergie tra dispositivi dedicati e altre tecnologie nel quadro delle ipotesi di lavoro in corso sul cosiddetto mobile o ubiquitous learning e la relazione tra eBook, dispositivi di lettura, ambienti personalizzati di apprendimento e biblioteche digitali. In appendice il volume riporta lo schema di un sondaggio sull’impatto degli eBook, uno scenario didattico integrato e una traccia per costruire iperlibri multimodali. Una ricca bibliografia sui temi trattati completa la pubblicazione.
Il libro è disponibile sul portale di Garamond ed è distribuito con una formula innovativa: si potrà infatti leggere online un’anteprima esaustiva e/o scaricare l’intero testo in due formati, uno impaginato su fogli A4 e uno ottimizzato per essere utilizzato direttamente su dispositivi di lettura dedicati (eReaders). Una ulteriore innovazione è stata introdotta nella strategia di distribuzione dell’eBook completo: il prezzo del libro è infatti liberamente definibile dal lettore, ovvero ciascuno può decidere che valore attribuire all’eBook, e quanto reputa equo pagarlo. La formula non è del tutto nuova in assoluto, essendo stata adottata in casi di distribuzione e vendita di musica, ma nel settore editoriale è un esperimento che ben pochi hanno tentato finora. Di fatto, si sta ridisegnando il rapporto tra autore, editore e lettore, ed è proprio il lettore che diventa finalmente artefice reale del successo della pubblicazione e protagonista attivo, coinvolto, di parte della stessa politica editoriale.
No Tag08
Le loro parole e le nostre
postato da noa in dalla rete..., news scuola

“La tecnologia e la rete ci hanno permesso di inserire immagini. Preparate gastroprotettori e prendetevi un po’ di tempo: c’è tanto da leggere e da guardare.”
Promessa mantenuta: l’ultimo articolo a firma di Marina Boscaino e Marco Guastavigna è ricco di link e riferimenti, fonti e video. Su “quel capolavoro ragionieristico che hanno la faccia tosta di chiamare riforma della scuola“.
“Parlano, parlano, parlano. Stitici negli investimenti tanto quanto prodighi di parole. La rappresentazione è grottesca tanto è sfacciata e al di fuori di ogni buon gusto. Ma quel profluvio di parole è il sintomo più evidente dell’arroganza.
[...]
Sono spavaldi perché sono indubitabilmente forti. Hanno dalla loro numeri in Parlamento e quella parte ossequiosa dei media che ha deciso di battere i tacchi e mettersi sull’attenti, facendo da cassa di risonanza delle loro clamorose bugie.”
E un proposito:
“Vediamo i primi risultati: il nostro proposito è pertanto quello di continuare a monitorare puntualmente la situazione, a cercare prove della loro demagogia da quattro soldi, a creare un archivio del cumulo di bugie sotto il quale ci stanno tentando di sotterrarci. Ma sotto il quale non abbiamo intenzione di soccombere. “
Da leggere, seguire, divulgare.
No Tag29
CHI?
postato da noa in dalla rete..., non dite che non lo avevo detto, sassolino nella scarpa

Di chi è il tricolore?
Io mi sento chiamata in causa e mi si torcono le ovaie. Qualcuno lo detesta, qualcuno prova indifferenza e a qualcuno piace, ma amare… è “tanta roba” – come dicono da queste parti. Se pensate che il cielo azzurro, il tricolore e questo paese siano anche un pochino nostri… condividete ![]()
In risposta a:

Su “Noi amiamo Silvio” hanno scritto:
Samaracroci
liberocaffè
– lista in aggiornamento -
No Tag27
Un ossario digitale per 288 storie
postato da noa in dalla rete..., news BBN
I Volti della Memoria
Questo il titolo della mostra virtuale permanente realizzata per celebrare il decennale della legge che, nel 2000, ha istituito il Giorno della Memoria.
La Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) ha pubblicato una delle sue raccolte documentarie più preziose: le 364 fotografie degli ebrei deportati dall’Italia, raccolte dal Comitato Ricerche Deportati Ebrei (CRDE) negli anni del dopoguerra.
Ho rubato il titolo del post al pezzo di Gian Antonio Stella sul Corriere: “I sorrisi dei bambini prima del lager” un buon articolo con un titolo ad effetto, ma bisogna ammettere che è vero, è proprio dalle foto dei bambini che è difficile staccare gli occhi.
Leggete pure l’articolo, e visitate il sacrario virtuale.
Da dire mi restano però due cose, la prima è che io questa pubblicazione l’avrei realizzata in altro modo: andando sul sito della fondazione si arriva a una pagina con un elenco di nomi, e solo cliccando su ciascun nome si apre una pagina con la scheda (e la foto piccina…). Sulla sobrietà non si discute ma, ferma questa, io l’avrei risolta decisamente in modo diverso.
La seconda è che stiamo per pubblicare un testo sull’antisemitismo, opera del professor Stefano Zampieri (presidente dell’Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica Phronesis). Il testo è finito e stiamo ora lavorando all’apparato iconografico: se qualcuno ha delle immagini (anche dei filmati) da sottoporci… grazie!
Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista 

