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2012 o 2013? non fa differenza :)
postato da noa in dalla rete..., didasfera, non dite che non lo avevo detto

(immagine trovata per caso, non ricordo più dove, che ho grabbato perché mi ricorda una cartomante che…)
È appena iniziato l’anno e le profezie semiserie di Quintadicopertina “Le dieci cose che succederanno nel 2012 nel mercato degli ebook” non tardano ad avverarsi. Il punto 10: Man mano che passeranno i mesi, ci si renderà conto che il 2013 sarà – senz’ombra di dubbio – l’anno degli ebook.
Il primo articolo che leggo la mattina di capodanno è su l’Unità: Scrittori ed editori: il 2012 sarà l’anno degli ebook? Leggendolo mi chiedo se ci sarà qualcosa di nuovo sull’Unitag “Speciale ebook”, del quale immagino che l’articolo rappresenti l’antipasto e, tra le altre cose, non posso fare a meno di notare che dei 19 intervistati nessuno è disposto a sostenere che il 2012 sarà l’anno degli ebook, tra gli scettici e quelli che fanno scongiuri, tutto fa pensare che la faccenda sarà rimandata, appunto, al 2013.
A noi, che ci occupiamo di scolastica, non fa molta differenza: per chi lavora nella scuola e per la scuola l’anno nuovo inizia a settembre, e l’ultima circolare sull’adozione dei libri di testo dice che sarà l’anno scolastico 2012/13 a imporre l’ebook nelle classi. Il che dimostra che le profezie dei visionari, anche se scherzose, hanno più probabilità di avverarsi di quanto non ne abbia una demagogica circolare ministeriale di essere rispettata perché questo non succederà.
Abbiamo pubblicato i primi ebook nel 2007 e l’anno dopo è uscita la finanziaria che ne rendeva obbligatoria la sperimentazione. Avremmo potuto pensare di essere sulla strada giusta, e invece abbiamo interrotto la produzione: aveva un bel dire il ministro, ma l’ebook così come lo conoscevamo non poteva entrare nelle scuole. E avevamo ragione, non sono entrati. Ben altro infatti bisognava fare, bisognava studiare, sperimentare. L’abbiamo fatto. Abbiamo studiato, sperimentato, profetizzato libri digitali liquidi ed hackerabili, libri visibili ai non vedenti, libri che diventavano ambienti, libri che non fanno rimpiangere i libri. Profezie serissime, per quanto bislacche. E ora siamo pronti. Speriamo che si avverino.
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Letterina di Natale
postato da noa in dalla rete..., editoria scolastica
Riporto qui, perché credo meriti essere diffusa, la letterina di Natale che la Rete dei Redattori Precari ha mandato in occasione delle feste a Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori e in quanto tale rappresentante di quelle case editrici a cui molti dei redattori precari prestano la propria manodopera.
Sette domande scomode a cui ci auguriamo che l’illustre destinatario vorrà dare risposta: è il nostro modo per denunciare quello che non ci piace del sistema editoriale italiano e allo stesso tempo gettare un seme di dialogo, sperando che dall’altra parte si pensi non solo agli utili di un gruppo di aziende ma anche alla cultura e alla civiltà di un paese.
È triste dover chiedere come dono di Natale una riflessione su diritti che dovrebbero essere riconosciuti da decenni, diritti per i quali si sono battuti i nostri nonni, intendo – e ho l’età per esser già nonna pure io.
Allora non mi limito a postare la “cartolina” ma ricopio il testo, perché possa vederlo anche chi non vede e perché sia indicizzato dai motori di ricerca, ecco.
1) Secondo la vostra associazione c’è un rapporto tra qualità del lavoro (in termini di diritti, di tutele e serenità del lavoratore) e qualità del prodotto editoriale?
2) Secondo la vostra associazione, il lavoratore è un costo o un patrimonio?
3) La vostra associazione attua controlli mirati ad accertare che gli editori aderenti non eludano le leggi in materia di diritto del lavoro?
4) L’industria editoriale gode di facilitazioni e sovvenzioni pubbliche di vario genere. La vostra associazione non ritiene che ciò dovrebbe impegnare gli editori a far ricadere i benefici ottenuti anche sui propri lavoratori?
5) Perché nell’ambito dell’ultimo rinnovo del CCNL grafici-editoriali la vostra associazione si è dichiarata contraria a concordare con le controparti un sistema regolamentativo che, senza nuocere alle case editrici, garantisca condizioni di lavoro più dignitose ai loro collaboratori?
6) La vostra associazione sarebbe disposta a definire un sistema di riconoscimento e valorizzazione delle case editrici che instaurano con i propri collaboratori rapporti di lavoro corretti ed equi, al fine di incentivare queste condotte?
7) La vostra associazione sarebbe disposta ad aprire un dialogo con la Rete dei Redattori Precari sulla questione del precariato in editoria?
Personalmente penso che una particolare riflessione meriti il punto 4.
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La fobia del diritto d’autore e la scuola.
postato da noa in dalla rete..., sassolino nella scarpa

Si parla di Siae, ma pochi conoscono l’AIDRO.
Dal sito:
AIDRO è l’associazione italiana che tutela i diritti di riproduzione delle Opere librarie e periodiche.
Ha due principali ambiti di attività:
• le azioni di contrasto contro la pirateria libraria
• la gestione, per conto degli autori ed editori associati, dei diritti di riproduzione in fotocopia delle opere librarie per uso professionale o commerciale, nei casi quindi che vanno oltre la riserva di legge concessa alla SIAE (uso personale entro il limite del 15% di ciascun libro o rivista). AIDRO offre un sistema di licenze studiato per soddisfare le diverse esigenze del mercato.
Creata nel 1989 da Autori ed Editori, nel 2004 si è dotata di uno statuto modificato per cercare di rispondere meglio alle sfide poste ora anche dalle nuove tecnologie. Nuovi mezzi pongono difatti ora nuovi problemi all’editoria sul fronte dell’antipirateria, poiché hanno reso più economiche e fedeli le copie pirata e più facile la diffusione delle stesse.Socio di AIDRO è AIE (Associazione Italiana Editori).
AIDRO tutela i propri associati pure nei confronti della pirateria informatica delle Opere librarie, mettendo a punto strumenti sempre più sofisticati di controllo. Sono attualmente allo studio – grazie alla collaborazione con alcune consorelle estere – soluzioni efficaci per la gestione dei diritti in ambiente digitale, in particolare per soluzioni di print on demand.
Bene.
Questi signori hanno pubblicato un decalogo per il mondo della formazione. Penso che tutti i docenti e i dirigenti dovrebberlo leggerlo.
La cosa che mi fa sorridere è che anche il pdf del breve “vademecum per la formazione”, scaricabile QUI, è un file protetto.
Quindi se io volessi citarne un pezzettino, volessi copiaincollare qui due righe significative, non lo posso fare. Perché, cari i miei insegnanti, dovete sapere che anche la redazione di quelle “semplici” regole (cito dal decalogo) è costata fatica e sudore, e trattasi di opera di ingegno.
Quando si dice avere il chiodo fisso.
p.s. ho provato ad aprire il file con photoshop per creare l’immaginetta della prima pagina e mi chiede la password ![]()
quindi ho fatto una capture dello schermo, speriamo che non mi mandino una contravvenzione
p.p.s. ma non è che l’intento è quello di non farlo circolare, di non farlo leggere? forse conviene loro incassare le (salate) multe…
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Meet the Media Guru: MIMI ITO
postato da noa in convegni, dalla rete...

Mimi Ito è un’antropologa culturale che da anni studia come i giovani si rapportano ai nuovi media.
Sarà possibile incontrarla alla Mediateca Santa Teresa (Milano) venerdì 1 ottobre – forse non per caso nel giorno dei remigini.
Il suo intervento “Back to Digital School”, che sarà sui giovani digitali, i nuovi modelli di apprendimento e ipersocialità, fa parte di un percorso molto più ampio: Meet the Media Guru è un appuntamento costante che da quattro anni crea occasioni di dibattito con le voci più eminenti della cultura new media e dell’innovazione.
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eBookFest: così bello che viene subito clonato.
postato da noa in convegni, dalla rete..., ebookfest, non dite che non lo avevo detto, sassolino nella scarpa

È passata solo una settimana dalla chiusura dell’ebookfest e già nascono le imitazioni.
Oh, dico io, visto che esiste il “Festival di Sanremo” potremmo inventarci il “SanremoFest”, ma non credo che ce la farebbero passare liscia. Qualcuno invece visto che c’è l’eBookFest si è inventato il Festival dell’eBook. Ok, non è la stessa cosa (e meno male perché, giusto per dire, Sanremo è un po’ datato) ma insomma, fa sorridere l’ingenuità con la quale ora lo lanciano sulla scia. Ma, dicono, loro sono i primi eh!
Però noi sappiamo che ci sono cose dell’eBookFest di Fosdinovo che non possono essere clonate, non fosse altro perché non dipendono dagli organizzatori. E sappiamo che chiunque sia stato presente ne sa citare almeno una.
Buon lavoro quindi, noi che abbiamo già dato ce ne stiamo qui a riposare contando le… pecorelle.
nota per google: sto parlando del Festival dell’ebook di Abbadia San Salvatore
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Buon anno :)
postato da noa in dalla rete..., ebookfest, editoria scolastica, personale

Prima andavo a scuola e poi… ancora a scuola.
Non so se succede a tutti gli insegnanti, ma io mi porto dietro questa cosa ancora adesso, e sì che la cattedra l’ho lasciata da tempo: l’anno nuovo inizia a settembre.
Non un giorno preciso, non c’è un “capodanno” settembrino, inizia così, in sordina, giorno dopo giorno che neppure te ne accorgi.
Quest’anno poi l’estate mi scivola via ruzzolando sempre più velocemente verso l’eBookFest. Il giorno dopo, ecco sì, inizierà l’anno nuovo.
L’ha detto anche Maria Cecilia, prima l’eBookFest, poi comincerà un nuovo anno.
E io che dico a destra e a manca che non vedo l’ora che arrivi il 10 settembre, sia perché ho davvero voglia di incontrare vecchi e nuovi amici, sia perché finisce ‘sta fatica… Leggo lei e mi rendo conto che subito dopo ne comincia un’altra: traghettare BBN verso il 2011. E c’è tutto un lavorone da fare, che uno si immagina che bisogna preparare i contenuti, un altro magari che bisogna confezionarli. E sì, giusto, ma il lavorone che ci aspetta è molto più di tutto questo.
E guarda te che combinazione, stamattina capito su un post di Antonio che se ne esce con:
[...] le mie considerazioni sono tutte debitrici di un mio personale postulato, secondo il quale i contenuti sono sempre, sono sempre stati, e sempre saranno gratuiti. Ad essere (eventualmente) pagato è il formato, il package, la forma-prodotto in cui vengono resi disponibili. Non sto qui a motivare, mi basti un accenno un po’ semplicistico, ma che rende l’idea: la Divina Commedia costa come l’ultimo dei romanzetti proprio perché a essere pagato è il formato-libro, e non il suo contenuto.
e proprio oggi Maria Cecilia risponde:
[...]Ovvero il ‘secondo postulato’ per cui, secondo lui, tutti i contenuti dovrebbero essere disponibili gratuitamente (‘sono sempre, sono sempre stati, e sempre saranno gratuiti’), e a essere pagato dovrebbe essere il package, il formato, il prodotto. Mi chiedo se in pratica a crear valore sia, secondo questo assunto, tutto ciò che siamo in grado di creare attorno al contenuto; e in questo senso, più ammenicoli e ‘passaggi’ creiamo, più valore diamo al contenuto stesso. Poi mi domando chi alla fin fine abbia il dovere di compensare l’autore, ecco perché credo che Santachiara in fase di contrattazione faccia bene a tener un po’ duro.
e, quando si dice una giornataccia, ci si mette pure Gianni:
[...]Vorrei, inoltre (e provocatoriamente) domandare a Noa e agli altri editori se tutta la “ricchezza” dei materiali da loro commercializzati e che richiedono interventi di grafici, impaginatori, revisori e non so quanti altri professionisti … si riflette in “valore” per chi deve apprendere. Non ho una risposta certa ma non vorrei che questo valore fosse distribuito lungo la catena editoriale e poco lungo quella pedagogico-didattica.
Ci sarà da divertirsi ci sarà.
E agosto è quasi finito, buon anno nuovo a tutti.
p.s. Fosdinovo è piccolina, prenotate per tempo che sapete come si dice: chi tardi arriva…
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eBook: visto che mi costa di meno lo paghi di più.
postato da noa in dalla rete..., non dite che non lo avevo detto, sassolino nella scarpa

Bene ha fatto, il ratto, a intitolare il post “oK, il prezzo è giusto?“, anche se di altra Iva si tratta.
In questo documentato post ha indagato il rapporto tra i prezzi di alcuni ebook con le corrispondenti versioni cartacee.
Si scopre che quello che viene chiamato sconto, un po’ impropriamente e non solo da lui, varia dal 40% al 50%, con criteri diversi tra i vari editori. Compreso uno che abbatte i prezzi subito dopo la pubblicazione del post.
Nei commenti c’è chi auspica una riduzione ulteriore: il prezzo di un ebook dovrebbe essere circa un terzo del corrispondente cartaceo. Non è una valutazione oggettiva, ma la percezione del valore di un lettore (personalmente sono d’accordo). Un altro lettore scrive:
In fondo basterebbe avere qualche insider che ci sappia dire alcune cose:
Spariscono alcuni costi, tipo distribuzione, stampa ecc ecc.
Quanto valgono quei costi? X?
Allora prezzo E book uguale prezzo libro carta meno X.
No, secondo me non è proprio così. E non solo per la questione dell’IVA al 20% invece che al 4%, ma anche perché le piattaforme distributive – a partire da Zinio per arrivare alle recenti nostrane – pretendono una fetta che va dal 45% al 60% del prezzo di copertina.
Taglieggiando così i piccoli editori e quelli “nati digitali”: proprio quelli che non avendo grosse strutture da mantenere/convertire sono più elastici e potrebbero giocare un ruolo fondamentale nell’abbattimento dei prezzi. La grande piattaforma, a fronte di una visibilità che il piccolo editore sul suo sito non potrebbe avere, pretende un pizzo insostenibile.
Aggiungo anche, poiché sono in vena di togliermi qualche sassolino dalla scarpa, che l’ottima analisi del ratto non ha preso in considerazione la nuova piattaforma ebook.it (ultima arrivata pur spacciandosi per prima) sulla quale capitano cose ancora diverse.
Testi editi dalla piattaforma stessa (cioè l’editore è ebook.it stesso), di opere con diritti d’autore ormai scaduti, costano cifre bizzarre.
L’edizione in PDF dell’opera di Garibaldi “I Mille” costa 9,00 euro, quando l’edizione cartacea della Delfino costa 14,90 e su Liber liber la si scarica gratuitamente in più formati.
Ma clamoroso è il caso dell’opera del Manzoni “Storia della Colonna Infame”, anche questa senza più diritti e scaricabile gratis su Liber Liber, che troviamo nella biblioteca cartacea BUR a 4,90 (scontata a 3,67 se comprato online su IBS), ma che con grande piacere possiamo acquistare su ebook.it in versione PDF alla modica cifra di 9,00 euro.
Oppure “Dei delitti e delle Pene” di Beccaria (BUR euro 5,90 scontati su IBS a 4,42) e scaricabile su ebook.it, sempre e solo in pdf, a 9,00 euro.
Adda venì Baffone, e questa volta verrà da ovest, e allora sì ci sarà da ridere.
Magari se ne parla a settembre a Fosdinovo.
Per finire, giusto per puntualizzare, anche noi su BBN abbiamo qualche testo ormai libero da diritti, purtroppo solo in formato PDF (e altri sono in arrivo).
Ma sono gratis.
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Design thinking, una buona pratica poco conosciuta.
postato da noa in convegni, dalla rete..., non dite che non lo avevo detto, personale

Ho più volte espresso il mio punto di vista sul fatto che non c’è innovazione in un ebook, ma che il passaggio dalla versione cartacea al formato digitale è solo – se i contenuti rimangono gli stessi – una banale evoluzione.
Niente di innovativo, e tantomeno disruptive, quindi.
Verrà però un momento in cui la trasformazione non sarà più solo legata al contenitore (inteso sia come oggetto carta/ereader, sia come formato pdf/epub), ma arriverà a plasmare i contenuti. Uscirà quindi dal dominio tecnologico per dirompere, questa volta sì, nel pensiero. E non nel pensiero accademico, pur necessario, che abbiamo iniziato a intravedere, ma in quello chiamato “design thinking“.
Un approccio sistemico può rispondere a sfide complesse quanto concrete, una visione olistica ci evidenzia le proprietà emergenti, la condivisione di un processo creativo infonde coraggio alle idee, la pragmaticità del fare supporta la sperimentazione, e un feedback continuo consente di imparare e di affinare il ragionamento abdutivo.
Thinking outside the box is the only way to boldly go where no man has gone before.
O per fé l’euv fòra dla cavagna, come avrebbe detto mia nonna.
Un ringraziamento a GP, e-friend since 1999 e relatore all’eBookFest di Fosdinovo.
Aggiornamento: un anno dopo i risultati (se sei interessato al design thinking prosegui la lettura fino al terzo post) .
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LSCFcamp: all’arsenale per il VeneziaCamp
postato da noa in convegni, dalla rete...

Un barcamp per la Scuola che funziona, in occasione del VeneziaCamp – 2 luglio 2010.
Io non ci sarò, purtroppo, ma conto sugli amici che mi racconteranno com’è andata ![]()
La community della Scuola che funziona (che ha festeggiato, proprio in questi giorno, il raggiungimento dei 1000 iscritti) sta lavorando intorno a parecchie idee, ma le energie sono in questo periodo concentrate sulla stesura del “Manifesto del nuovo insegnante”: 2 mesi di discussioni, 800 contributi, parecchie decine di membri coinvolti.
Per partecipare questo è il forum, ma intervenire al LSCFcamp sarà sicuramente più utile (e divertente).
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Preghiera alle Apuane
postato da noa in dalla rete..., sassolino nella scarpa
Calamandrei dettò un’epigrafe visibile a Firenze su Villa Triste (via Bolognese), dove vennero interrogati e torturati partigiani e antifascisti da uno speciale reparto della RSI (la 92° legione della Milizia Volontaria, detta “Banda Carità, dal cognome del comandante, contava circa 200 repubblichini – la maggior parte fu poi processata e condannata).

[immagine di Giovanni Baldini, Creative Commons - Attribuzione 3.0]
Una sede simile alla caserma “Alessando la Marmora” di via Asti a Torino, dove gli aguzzini della Guardia nazionale repubblicana, al soldo della Gestapo e delle SS torturarono, uccisero, deportarono. Quando i partigiani liberarono Firenze le sevizie proseguirono nella Villa Triste di Milano (una anche a Trieste, a Brescia, a Genova), creata e comandata da un seguace di Mario Carità, Pietro Koch (infatti questa viene chiamata la “banda Koch”).
Anche qui c’è una lapide che ricorda:
Un tragico luogo e una storia drammatica
della resistenza antifascista
nella nostra Milano
Amici di Kock e frequentatori della struttura erano l’attore Osvaldo Valenti e la sua compagna: l’attrice Luisa Ferida (fucilata dai partigiani).
E per quanto sia controverso il suo ruolo a Villa Triste, certo è che erano entrambi fascisti e lavoravano per il centro cinematografico della RSI.
La destra milanese (nella persona del Presidente del consiglio di Zona 8, tale Claudio Consolini) vuole dedicare una lapide all’attrice, nel più totale disprezzo della Medaglia d’Oro della Resistenza con la quale è stata decorata la città.
Detto questo sono molto felice di abitare in un paese che è ancora una roccaforte della sinistra buona, un paese di partigiani, un paese dove la parola “resistenza” non è ancora stata svuotata di significato.
Devo dire, però, che è un paese anziano, l’età media è piuttosto alta, e di tanto in tanto da casa mia – vicina al campanile – odo le campane suonare a morto.
Un altro [partigiano] che se ne va, penso, e volgo una laica preghiera alle montagne che ci sovrastano.

Una preghiera contro ogni ritorno, scritta per il popolo della lunigiana, e anche questa è di Piero Calamandrei:
Contro ogni ritorno.
Inermi Borgate dell’Alpe
asilo di rifugiati
prese d’assalto con i lanciafiamme
arsi vivi nel rogo dei casali
i bambini avvinghiati alle madri
fosse notturne scavate
dagli assassini in fuga
per nascondervi stragi di trucidati innocenti
questo vi riuscì
S. Terenzio, Bergiola, Zeri, Vinca,
Forno, Mommio, Traverde, S.Anna, S.Leonardo
scrivete questi nomi
son le vostre vittorie
ma espugnare queste trincee di marmo
di dove il popolo apuano
cavatori e pastori
e le loro donne staffette
tutti armati di fame e di libertà
vi sfidava beffardo da ogni cima
questo non vi riuscì
ora sul mare son tornati al carico i velieri
e nelle cave i boati delle mine
chiaman lavoro e non guerra
ma questa pace non è oblio
stanno in vedetta
queste montagne decorate di medaglie d’oro
al valore partigiano
taglienti come lame
immacolato baluardo sempre all’erta
contro ogni ritorno.
(epigrafe scolpita sul marmo della stele commemorativa delle Fosse del Frigido)

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista 

