Jun
14

risorse_digitali

Durante una recente riunione fiume tra addetti ai lavori è emersa la difficoltà di far percepire la complessità, la completezza e la ricchezza dei (nostri) testi digitali.

Immaginate, prendo un tomo in mano e ne percepisco subito il peso, poi lo sfoglio velocemente e a colpo d’occhio valuto il numero di pagine che, insieme al corpo dei caratteri, mi dà subito una misura dei contenuti testuali, guardo le immagini e in pochi secondi mi rendo conto di quanto è ricco l’apparato iconografico, mi soffermo su qualche pagina dando un’occhiata alla qualità dei disegni, delle didascalie, degli apparati didattici…, e poi mi fermo sull’indice ed entro nel merito, magari vado a leggermi qualche paragrafo su argomenti che ritengo particolarmente significativi.

Ma un testo digitale? Vedo una copertina, una breve presentazione (nel nostro caso un abstract e una presentazione più approfondita), entro nella struttura e trovo un indice. Noi lasciamo sempre qualche unità creative commons che, quindi, si può vedere anche senza abbonamento, ma non è assolutamente sufficiente. Certo, l’insegnante interessato ci può chiedere l’accredito gratuito (tipo copia saggio, per intenderci), ma anche così ci rendiamo conto che manca il “colpo d’occhio”, che sfogliando il testo online si perde la percezione del totale.

Per non parlare di tutti quegli strumenti, tipici del digitale, che proprio non si colgono se non si inizia a usare il testo: quanti vanno a leggersi la descrizione specifica o addirittura, per quanto breve, il manuale d’uso di DidaSfera? Quanti vedono subito la presenza di glossari, quaderni appunti, strumenti di creazione di percorsi, gruppi e condivisione?

Ma torniamo al testo e alla ricchezza dei contenuti e prendiamo ad esempio una risorsa come “Fare l’Italia, fare gli italiani“. Per risorsa intendo che non è un testo adozionale, anche perché non copre l’intero curricolo di storia di un intero anno scolastico (tratta il Risorgimento). Tuttavia è un testo impegnativo che, una volta completato, conterà circa 700 unità di lavoro suddivise in 11 moduli. Se fosse stampato sarebbe un testo con più di 800 pagine (e non avrebbe un sacco di roba che non si può stampare). Difficile immaginarlo guardando una copertina e leggendo una presentazione! Contiene oltre 1300 immagini, 45 carte storiche, più di 50 biografie, decine di percorsi e piste di lavoro, timeline animate e mappe concettuali, bibliositografie e più di 100 link.

Altro esempio, come facciamo a dire che il testo adozionale di storia per il biennio dei licei Civiltà in Rete ha (anche) un glossario storiografico di un centinaio di voci e 130 schede di approfondimento? E che Storia delle idee (filosofia per il triennio) ha non so più quanti video, animazioni e pure qualche giochino?

Non è facile ma… un’ideuzza mi è già venuta. Restate sintonizzati.

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