Sep
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Twitto il post di Mario Mattioli Il feudalesimo digitale non esiste, e Edoardo Acotto rilancia con una recensione del testo di Roberto Casati Contro il colonialismo digitale

Troppo lunga la risposta per trovare spazio in un tweet, quindi la posto qui, estrapolando dall’articolo sul testo di Casati su quello che riguarda la scuola:

Ad ogni passaggio da un’attività all’altra, ad ogni nuova struttura in cui dobbiamo orientarci, il nostro cervello subisce una sostanziale dispersione di energia e tempo, che vengono per forza di cose sottratti ad altre attività. Per questo motivo la natura lineare e circoscritta del libro rappresenta un vantaggio cognitivo poiché permette al lettore di dedicarsi  interamente alla comprensione del testo.
[…]
In questo senso proprio la relativa arretratezza tecnologica della scuola, il suo essere uno «spazio protetto in cui lo zapping è vietato per definizione» può rappresentare un enorme vantaggio per la difesa della nostra risorsa intellettuale primaria e una «zon[a] di tranquillità da cui guardare allo sviluppo della società in tutta calma».

Il resto dell’articolo è in buona parte condivisibile ma su questa cosa proprio non sono d’accordo. 
Lo zapping (come su Didasfera imbrigliato da link suggeriti e da una navigazione semantica che accompagna l’esplorazione delle risorse) può rappresentare un enorme vantaggio per la difesa della nostra risorsa intellettuale primaria, e della zona di tranquillità, così intesa, temo che non sappiamo che farcene :D
Come dice Maurizio, mentre insegni fai ricerca, e insegni che lo studio è creazione.

In definitiva rubo da Mattioli:Nella mia scuola ideale insegnanti e studenti usano le tecnologie con naturalezza e spirito critico.”

Posted in dalla rete..., didasfera, editoria scolastica | 1 Comment

One Response to Feudalesimo digitale VS colonialismo digitale

  1. Noa says:

    aggiungo anche questo post di Mattioli sulla cittadinanza digitale: http://www.mariomattioli.it/cittadinanza-digitale-in-tutte-le-scuole/

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