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DidaSfera, quinto post: collaborare
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news BBN, news scuola, non dite che non lo avevo detto
I testi scolastici e i contenuti in generale dell’ambiente di apprendimento DidaSfera sono creati da insegnanti, redattori, illustratori, grafici, programmatori…
(se non sai cos’è DidaSfera leggi il primo post)
In ogni unità didattica è possibile vedere gli autori e i collaboratori che, a vario titolo, hanno contribuito a realizzarla.

Abitiamo in città e regioni diverse e lavoriamo connessi fra noi con gli strumenti che la tecnologia ci offre. Se vuoi vedere quanti siamo, chi e dove, puoi curiosare in questa google map che cerchiamo, senza troppo successo, di tenere aggiornata
Molti di noi non si conoscono fra loro e l’organizzazione del flusso di lavoro è spesso complessa. Usiamo diversi strumenti cercando di assecondare le preferenze e le abitudini di tutti. C’è un forum con la “bottega degli autori”, ma per comunicare e scambiarci materiali e segnalazioni usiamo anche molto le mail, msn e… facebook
Stiamo sperimentando un nuovo modo per fare editoria scolastica, era un’idea bizzarra, la nostra, se si pensa che è nata 10 anni fa, e anche se ora sembra meno utopistica è comunque ancora difficile da raccontare.
La nostra idea di editoria è quella di un laboratorio aperto, il ruolo dell’editore rimane quello di sempre, le modalità cambiano completamente.
Con DidaSfera abbiamo inventato anche un nuovo modello economico, abbracciando la filosofia della culture flat rate e delle licenze Creative Commons, e optando per un contratto di gestione collettiva dei diritti d’autore.
Se sei un insegnante, un grafico, un illustratore, un redattore, un flasher, un programmatore, un traduttore o un visionario e ti piace l’idea di lavorare a questo progetto puoi scrivere a:
redazione@bibienne.com
In generale ci interessano, oltre alle competenze tipiche di queste figure, e della propria materia per i docenti, una profonda conoscenza della rete, dei social network, dei blog. E siamo interessati anche competenze che riguardano la sfera delle disabilità sensoriali e cognitive.
Ti anticipiamo che il prossimo (sesto e ultimo) post della serie sarà un bando di partecipazione alla selezione di progetti e contributi: lo pubblichiamo domani e scadrà a gennaio (così hai anche le vacanze di Natale per pensarci
).
Questo è il quinto post della serie “DidaSfera“, gli altri potrebbero interessarti:
DidaSfera, primo post: la piattaforma BBN
DidaSfera, secondo post: la navigazione dei contenuti
DidaSfera, terzo post: strumenti e social learnig
DidaSfera, quarto post: una struttura metastabile (ovvero, com’è stata progettata)
DidaSfera, sesto post: bando di partecipazione
Aggiornamento: in questo post trovi un’infografica dove ci sono anche i collaboratori
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DidaSfera, quarto post: una struttura metastabile
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news BBN, news scuola, non dite che non lo avevo detto
ovvero, com’è stata progettata
(se non sai cos’è DidaSfera leggi il primo post)
Progettare una casa, un business plan o un armadio significa creare uno spazio interno isolando una porzione dello spazio esterno tramite frontiere (confini, pareti o numeri) che separano una regione interna da una esterna.
La regione interna può essere ulteriormente suddivisa e, secondo gli obiettivi che ci siamo prefissati, ci possono essere dei collegamenti fra questi spazi (una casa avrà le porte, mentre un cassetto è bene non abbia un buco che lo collega a quello sottostante).
Ma spazi interni non vuol dire spazi chiusi o isolati, la continuità spaziale deve comunque essere garantita con uno spazio di relazione, di comunicazione.
Supponiamo quindi di fare design solo con questo spazio, quello di relazione, e di abitare solo quello. Non abbiamo muri ma solo connessioni.
E iniziamo quindi a configurarle.
Abbiamo delle persone che sulla mappa sono insiemi di oggetti relazionati tra loro sulla base di tipi, non si tratta di una gerarchia, ma piuttosto di un’olarchia, dove non c’è una posizione – appunto – gerarchica, ma cluster autogestiti e mutevoli dove la posizione di ognuno (in un dato momento) è data dall’unicità dei frutti che può dare il suo interagire con gli altri. Frutti, creati e organizzati secondo una struttura modulare e una connessione logica.
Abbiamo così una mappa di dati mai completa, dati che, come i pensieri che rappresenta, sono un flusso, un diario di bordo e, nel contempo, un’impalcatura che ci consente di vedere l’intera struttura di un’idea così come di entrare nel dettaglio.
Questa impalcatura facilita la creazione condivisa, chiamiamole intuizioni collettive, e la condivisione della creazione (che è n’altra roba). In questo modo ciascuno può ottenere la comprensione visiva di un livello più elevato che è fondamentale in progetti complessi.
Noi siamo abituati a organizzare dividendo e spezzettando, e organizzando i dati in cartelle e sottocartelle (pensate alla directory del vostro computer) arriviamo alle parti più piccole. E la complessità del sistema tende ad aumentare man mano che andiamo specializzando. Creare una mappa è come mettere un livello di semplicità attraverso il quale leggere la complessità.
Colleghiamo le cose insieme, piuttosto che dividere e separare la conoscenza in piccole porzioni.
In ogni caso se vogliamo lavorare con approccio riduzionista possiamo farlo perdendoci però le interdipendenze, mentre così è sempre percepibile il contesto di riferimento all’interno del quale si può agganciare un’idea o un nuovo progetto che, il più delle volte, scaturirà dal contesto stesso. Ed è questo a far sì che l’insieme sia più della somma delle sue parti favorendo anche una forma di magnetismo che facilita l’aggregazione, sia da un punto di vista di collaborazioni autoriali, sia per quanto riguarda i contenuti.
La struttura che si crea è metastabile: si regge su un non equilibro capace di persistere, potremmo quindi dire che è relisiente.
Abbiamo quindi un organigramma a geometria variabile, una struttura policentrica e dialogica dove i confini sono sostituiti dalle connessioni, esattamente come il prodotto che viene creato: il risultato del lavoro ha le stesse caratteristiche “elastiche” della struttura operativa che l’ha realizzato.
La particolarità vera sta quindi anche nel fatto ciò che ne viene fuori è un libro (dieci libri o cento libri) che diventa un unico ambiente multidisciplinare che consente percorsi reticolari per chi al filo di Arianna preferisce la tela di Aracne. Un libro che non è più un libro non solo perché è digitale, ma perché non ha più senso leggerlo da cima a fondo in quanto nel liquefarsi ha perso sia la cima sia il fondo, e dove l’indice è costituito da punti evento che ne determinano topologicamente la pluridimensionalità.
In questa avventura l’innovazione sta non tanto nel modo nuovo di affrontare un singolo processo, ma nel sovvertire i tradizionali approcci in tutta quella che è normalmente chiamata “filiera”… ecco qui è sparita la filiera. Qui si è creata un’organizzazione del lavoro che è essa stessa un contesto formativo, esattamente come sarà il “libro” che stiamo creando. Ed esattamente come sarà, anche, il meccanismo di distribuizione: una funzione di ricerca utilizzabile come radar culturale.
Alla luce di tutto questo potrebbero essere un po’ meno oscuri questi tre miei precedenti post che qualcuno di voi forse ricorda (e magari ha pensato fossero un po’ strani):
How long is now
Veniamo in pace
Quello che oggi è grafica, domani sarà coreografia.
Questo è il quarto post della serie “DidaSfera“, gli altri potrebbero interessarti:
DidaSfera, primo post: la piattaforma BBN
DidaSfera, secondo post: la navigazione dei contenuti
DidaSfera, terzo post: strumenti e social learning
DidaSfera, quinto post: collaborare
DidaSfera, sesto post: bando di partecipazione
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DidaSfera, terzo post: strumenti e social learning
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news BBN, news scuola, non dite che non lo avevo detto
(se non sai cos’è DidaSfera leggi il primo post)
Abbiamo visto che il docente non è legato ad una sequenza lineare di pagine ma può crearsi dei percorsi personalizzati anche attraverso testi diversi e utilizzando contributi di vario genere.
Questi percorsi sono memorizzabili perché l’ambiente, oltre che un contenitore evoluto per il materiale didattico, è anche un social network: ciascuno ha un proprio profilo e DidaSfera riconosce il docente dall’allievo offrendo opportunità diverse.
Il menù degli strumenti veloci consente di registrare una pagina interessante tra i preferiti, oppure di memorizzarla in un preciso percorso salvandolo in modo da poterlo riproporre nella classe parallela o il prossimo anno.
L’insegnante ha quindi modo di prepararsi percorsi e lezioni e memorizzarli nel proprio profilo per recuperare velocemente il materiale necessario quando serve. Può anche inserire contenuti propri, e condividere il tutto – questo l’aspetto social – con altri utenti, anche con più persone, ad esempio una classe, o inviare la pagina via mail. Può creare gruppi di lavoro con gli allievi e colleghi, con classi di altre scuole, e chissà quante altre cose potremo inventarci sperimentando ![]()
ATTENZIONE: C’è da dire che stiamo lavorando dando la precedenza alla parte “contenuti”, e per questo non so dire ora quanti di questi strumenti saranno già operativi quando la piattaforma verrà resa pubblica. Li testeremo insieme man mano che verranno implementati Ora sono operativi
Questa immagine quindi è solo una bozza, quella sulla quale stanno lavorando i programmatori. Assomiglia a quello che ne uscirà – e che probabilmente sarà migliore visto che quello che è stato realizzato fino ad ora è meglio di quello che è stato dato come bozza lavoro
AGGIORNAMENTO del 20 novembre:
stiamo lavorando più speditamente del previsto, questa è la capture della versione definitiva del pannello di gestione dei percorsi, già perfettamente funzionante (clicca per ingrandire):
Questo è il terzo post della serie “DidaSfera“, gli altri potrebbero interessarti:
DidaSfera, primo post: la piattaforma BBN
DidaSfera, secondo post: la navigazione dei contenuti
DidaSfera, quarto post: una struttura metastabile
DidaSfera, quinto post: collaborare
DidaSfera, sesto post: bando di partecipazione
Altro aggiornamento sugli strumenti Social QUI
Aggiornamento dell’aggiornamento: DidaSfera è online QUI
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DidaSfera, secondo post: la navigazione dei contenuti
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news BBN, news scuola, non dite che non lo avevo detto
DidaSfera è navigabile in molti modi.
(se non sai cos’è DidaSfera leggi il primo post)
Il menu nella barra in alto offre una tradizionale classificazione tassonomica che consente di scegliere l’area e la materia e di sfogliare alla ricerca del testo che interessa.
Quando l’abbiamo trovato possiamo consultarne l’indice, scegliere il modulo, andare al capitolo, leggere il paragrafo… insomma, come un libro
Oppure si può cercare in modo più specifico utilizzando il motore di ricerca avanzata che consente di filtrare per materia e/o per tipo di contenuto (testo, immagini, giochi, esercizi…) e/o per età (+6 + 12 +14 ecc).
Il motore di ricerca non lo fa ancora (ci stiamo lavorando) ma presto restituirà anche una mappa semantica.
Lavorando direttamente su un argomento si può navigare per tag: ogni unità didattica restituisce i tag dell’intero modulo di appartenenza.

Oppure si può vedere quali risorse interne a DidaSfera stessa o quali link interni o esterni sono consigliati.
E aprire contestualmente la gallery fotografica segnalata.
Potete quindi rovistare liberamente tra testi di autori diversi e di materie diverse per scuole diverse. Potete copiaincollare, assemblare, miscelare con altri contenuti. Potete memorizzare i percorsi.
Potete smontare e rimontare, aggiungere e togliere, provare, sperimentare, condividere, imparare e… collaborare ![]()
Potete divertirvi, anche.
Tutto questo, in breve, dal punto di vista tecnico.
E da quello didattico? Un’idea potete farvela leggendo il post di Chatel “L’insegnante liquido”
Questo è il secondo post della serie “DidaSfera“, gli altri potrebbero interessarti:
DidaSfera, primo post: la piattaforma BBN
DidaSfera, terzo post: strumenti e social-learning
DidaSfera, quarto post: una struttura metastabile
DidaSfera, quinto post: collaborare
DidaSfera, sesto post: bando di partecipazione
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DidaSfera, primo post: la piattaforma BBN
postato da Noa in didasfera, editoria scolastica, news BBN, news scuola, non dite che non lo avevo detto
Abbiamo parlato e straparlato di libri liquidi e di libri ambiente (didattico).
Riprendo un concetto che credo fondamentale:
…bisogna considerare anche la sua perdita di confini fisici dovuta non solo alla scomparsa della sua solidità, ma alla sua permeabilità a contenuti “altri”, alla sua miscelabilità con contentuti “altri”.
Le connessioni – che permettono di esplorare – e l’hackerabilità – che consente di appropriarsi e rimescolare e sperimentare i contenuti – fanno sì che il testo sia fluido e possa diventare un vero e proprio ambiente di apprendimento.
Siamo quindi partiti da qui, e siamo riusciti a progettare un libro ambiente che contiene libri liquidi. O, forse più correttamente, uno cento mille libri che fondendosi si fanno ambiente.

Si chiama DidaSfera: www.didasfera.it
È online ma l’accesso è per ora riservato agli addetti ai lavori: sarà parzialmente accessibile tra pochi giorni (ma solo su invito per lo stress test) e operativa prima di Natale.AGGIORNAMENTO: è online e accessibile
Il post di annuncio d’apertura, con infografica è QUI.
Un nuovo modello economico
Sono convinta – in BBN siamo convinti – che uno dei modelli economici sostenibili, per produrre e distribuire prodotti culturali con licenze estese o Creative Commons tutelando nel frattempo chi produce opere creative, sia quello della cultura flat-rate.
La sostenibilità (nel senso di ricavare un profitto con il quale remunerare l’opera di ingegno e reggere la struttura sul mercato) è da ricercare nella simmetria della logica tra sell in e sell out, offrendo così all’utente un servizio che gli consente l’accesso gratuito alle risorse tutelandone simmetricamente – e retribuendo, con un sistema di gestione collettiva – il diritto d’autore.
DidaSfera, l’ambiente di apprendimento al quale stiamo lavorando, e che abbiamo presentato in bozza a Milano e a Torino, e in versione beta allo Smau pochi giorni fa ha avuto origine da questa convinzione.
I contenuti di DidaSfera:
Tutti possono accedere a DidaSfera e navigare tra i contenuti rilasciati con licenza Creative Commons.
Per accedere agli altri contenuti bisogna invece essere registrarsi sottoscrivendo un abbonamento annuale.
L’utente registrato può navigare senza limitazione di materia e ordine di scuola e può consultare e prelevare (e copiaincollare, stampare, fotocopiare, miscelare, potare o integrare…) liberamente i contenuti che gli servono. Inoltre l’utente registrato ha a disposizione strumenti che consentono di memorizzare percorsi, condividere contenuti, creare gruppi di lavoro ecc.
In DidaSfera sono “liquefatti” i libri di testo digitali e altre risorse (schede, approfondimenti, dispense, video, podcast, materiale per LIM ecc) di tipo didattico. I testi inseriti hanno il codice ISBN e alcuni sono divisi in moduli, ciascuno con un suo codice (oltre a quello dell’opera completa).
In questo modo la scuola che sottoscrive l’abbonamento a DidaSfera può usare questi codici per le adozioni dei testi digitali. I testi in lavorazione vengono segnalati e, appena possibile, vengono resi disponibili indici e pagine demo agli insegnanti in modo che la scuola possa pianificarne l’adozione per l’anno scolastico successivo.
MA noi suggeriamo di utilizzarla, per ora, in affiancamento al tradizionale libro di testo in modo da testarla e sperimentarne l’uso in classe.
Il prezzo dell’abbonamento la rende conveniente anche nel caso la utilizzi un solo docente, infatti costa meno di un qualsiasi libro in adozione pur consentendo l’accesso a tutti i contenuti presenti di qualsiasi materia e corso di studi.
In questo modo l’insegnante di storia delle medie può sfogliare le gallerie di immagini di storia del costume, pensate per l’istituto d’arte, e far vedere agli allievi come andavano vestiti gli assiri, oppure può andare a rovistare tra le schede di approfondimento di tecnologia per spiegare cosa sono i dagherrotipi.
Nel frattempo l’insegnante di educazione fisica sta consultando con i ragazzi il testo di scienze per identificare il bicipite, mentre l’ora dopo sarà l’insegnante di scienze a pescare, in una tavola del testo di tecnica, le essenze del legno.
No, non ci sono ancora tutti i testi di tutte le materie di tutti i corsi di studio. Sarebbe bello ma… c’è tanto lavoro ancora da fare (collaboratori cercasi).
Questo è il primo post della serie “DidaSfera“, gli altri potrebbero interessarti:
DidaSfera, secondo post: la navigazione dei contenuti
DidaSfera, terzo post: strumenti e social-learning
DidaSfera, quarto post: una struttura metastabile
DidaSfera, quinto post: collaborare
DidaSfera, sesto post: bando di partecipazione
Aggiornamento: altri post con le news (nuovi strumenti ecc)
Nuove cose in fase di test su Didasfera: QUI
Didasfera e i libri a strati: QUI
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SMAU, ci vediamo a Milano?
postato da Noa in convegni, didasfera, editoria scolastica, news BBN
Aggiornamento: QUI la videointervista a Maurizio Chatel
Qui il post del giorno dopo di Maria Grazia Fiore
Workshop formativo allo Smau, con me ci saranno Maurizio Chatel e Maria Grazia Fiore.
Vi racconteremo e vi faremo vedere la versione beta del nostro libro liquido: uno, dieci, cento testi scolastici che sono diventati un unico ambiente di apprendimento, si chiama DidaSfera.
DidaSfera è una piattaforma didattica con caratteristiche tipiche dei social network, è una biblioteca ma anche un ambiente di lavoro, è un’agenda ma anche un diario di bordo, è uno strumento di condivisione e, soprattutto, è in continua e costante evoluzione.
E parleremo anche di un nuovo modello economico, perché in un mercato che si confronta quotidianamente con il problema dei diritti d’autore e della pirateria noi abbiamo fatto una scelta controcorrente, quella della cultura flat rate.
Quindi vediamoci là, su.
Venerdì 21 ottobre, ore 11, sala 2 – pad. 4
Abstract:
Se l’anno scorso abbiamo fatto un esempio teorico di Design Thinking, quest’anno ve lo mostriamo in tutta la sua concretezza: Didasfera, la piattaforma didattica BBN, sarà ora disponibile in versione beta per chi vorrà sperimentarla.
“Un’organizzazione adattiva, non gerarchica e un workflow non lineare, per generare un prodotto flessibile altrettanto adattivo”, si diceva. A partire dunque da un organigramma a geometria variabile, da una struttura policentrica e dialogica dove i confini sono sostituiti dalle connessioni, il prodotto è un libro che non è più un libro: nel “liquefarsi” ha perso sia la cima, sia il fondo e il suo indice è costituito da punti evento che ne determinano topologicamente la pluridimensionalità.
In questa avventura l’innovazione sta non tanto nel modo nuovo di affrontare un singolo processo, ma nel sovvertire i tradizionali approcci in tutta quella che è normalmente chiamata “filiera” … Ecco qui è sparita la filiera. Qui si è creata un’organizzazione del lavoro che è essa stessa un contesto formativo, esattamente come sarà il “libro” che andiamo creando ed il suo meccanismo di distribuizione.















Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista 

