Apr
22

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No, non ho nessuna intenzione di aprire il vaso di Pandora: non mi interessa, in questa sede, il pensiero dei grandi della filosofia, e neanche la posizione formale della fisica moderna. Potrei fare un pensierino sull’utilizzo del peyote per dilazionare un po’ il tempo – che è sempre troppo poco – ma anche per quello non è il momento :D
Quello che mi interessa è il tempo della conversazione, e non solo nell’apprendimento.
Noi possiamo immagazzinare – e l’editoria questo ha sempre fatto – molte informazioni, organizzarle e archiviarle, per poi renderle accessibili e fissarle in uno spazio-tempo. Ma se invece di organizzarle in stock, le strutturiamo in flow, la comunicazione costante coltiva un diverso senso collettivo dello spazio e del tempo: non si tratta più di confezionare un libro, o una rivista, ma di adoperarsi continuamente per implementare e organizzare tracciati, di valutare e riordinare le correnti delle informazioni e gli aggiornamenti che si sovrappongono.
Si tratta di applicare, come dice Guastavigna e interpretando un po’ a modo mio, la prospettiva della pubblicazione come processo anziché come prodotto. Le categorie e le suddivisioni delle informazioni vengono sostituite da flussi, e la comunicazione fra parti di conoscenza adiacenti nello spazio e/o nel tempo permettono un dialogo la cui complessità rende necessarie competenze specifiche per poter accompagnare il discente in un percorso di apprendimento che lo sfida alla partecipazione attiva.
Quindi l’editoria, soprattutto quella scolastica, ha ben altri compiti che continuare ad ammassare, catalogare e vendere informazioni: di archivi è piena la rete. La gestione dei flussi, questa è la vera sfida.
Now.

Posted in editoria scolastica, non dite che non lo avevo detto | Tagged , , , , , , | 1 Comment

One Response to How Long Is Now

  1. Maria Grazia says:

    E così sia, sorella :-)

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