Jan
31

cerchi concentrici tipo ingranaggi

Si è già [stra]parlato di tutto quello che ruota intorno a un’ebook (supporti, mercati, diritti…) e anche molto di quello che potrebbe starci dentro (narrative non lineari, multimedialità e pure illustrazioni – trovate tutto qui), ma sulla grafica tutto tace. Giusto un menarello tecnico sui canoni tipografici e un paio di post in giro sulle copertine. Di questi il più interessante è quello di Giulio: l’unico che non si ferma alla prima di copertina.
La questione è infatti molto più complessa e, specialmente per quei testi che sono qualcosa di più di una semplice narrativa – il libro scolastico è davvero il migliore esempio – il progetto grafico si rivela di estrema importanza.
Il layout di un libro (ma anche di una brochure o di un manifesto) serve a reggerne il significato strutturale. Siamo abituati, e da generazioni, a una serie di convenzioni che con l’editoria elettronica verranno ridefinite in breve tempo, e non è solo una banale questione di lettering. In un testo digitale a 4 dimensioni bisognerà elegantemente ed efficacemente rappresentare evolute relazioni, e le convenzioni tipografiche lasceranno il posto a dinamiche soluzioni che leghino alla parola scritta i suoni e le immagini.
Il flusso di lettura non sarà costante: il fattore tempo, variabile con l’ibridazione dei media, influirà sul tipo di relazione tra le parole e il design non sarà più “content independent” ma dovrà seguire il ritmo tra i diversi registri comunicativi.
I temi grafici saranno dunque flessibili: la composizione, le sequenze e la leggibilità saranno vincolati a gerarchie variabili di contenuti in movimento. Dovranno diventare tensostrutture visuali per veicolare idee, dirigere il traffico fra le informazioni, consigliare percorsi, suggerire alternative, visualizzare mappe di contenuti. Dovranno guidare il cambiamento facendosi carico della complessità.

Posted in editoria scolastica, non dite che non lo avevo detto | Tagged , , , , , | 3 Comments

3 Responses to Quello che oggi è grafica, domani sarà coreografia.

  1. laura parigi says:

    d’accordissimo… anche se sospetto che comunicazione visiva, infodesign e (aggiungerei) interattività devono avere un pubblico di lettori educati… cosa che purtroppo non è…

  2. Ho letto con grande interesse. Trovo in questo post riflessioni innovative.
    Mi informo da tempo sugli e-book ma fino ad ora ho trovato, di solito, l’elenco dei vantaggi a leggere su supporto elettronico (ingrandimenti, ricerche di parole, leggerezza, velocità). Tutte cose interessanti, ma non esaurienti.
    Leggo qui invece una proposta e una visione nuova che lasciano presagire sviluppi e mi piacciono molto.
    Dal mio punto di vista (e chiedo il tuo parere di esperta) un ebook (scolastico ma non solo) non dovrebbe essere solo un pdf scaricabile.
    Un saluto cordiale
    Mariaserena

  3. noa says:

    @Laura: vero, ma attendiamo tempi migliori :)

    @Mariaserena: no, non solo un pdf, una mia risposta che penso quasi esaustiva la puoi trovare nella sbobinatura del convegno di Padova, che inizia qui: http://noa.bibienne.net/2010/02/23/seminario-csb-premesse/

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