Jul
31

Bene ha fatto, il ratto, a intitolare il post “oK, il prezzo è giusto?, anche se di altra Iva si tratta.
In questo documentato post ha indagato il rapporto tra i prezzi di alcuni ebook con le corrispondenti versioni cartacee.
Si scopre che quello che viene chiamato sconto, un po’ impropriamente e non solo da lui, varia dal 40% al 50%, con criteri diversi tra i vari editori. Compreso uno che abbatte i prezzi subito dopo la pubblicazione del post.
Nei commenti c’è chi auspica una riduzione ulteriore: il prezzo di un ebook dovrebbe essere circa un terzo del corrispondente cartaceo. Non è una valutazione oggettiva, ma la percezione del valore di un lettore (personalmente sono d’accordo). Un altro lettore scrive:

In fondo basterebbe avere qualche insider che ci sappia dire alcune cose:
Spariscono alcuni costi, tipo distribuzione, stampa ecc ecc.
Quanto valgono quei costi? X?
Allora prezzo E book uguale prezzo libro carta meno X.

No, secondo me non è proprio così. E non solo per la questione dell’IVA al 20% invece che al 4%, ma anche perché le piattaforme distributive – a partire da Zinio per arrivare alle recenti nostrane – pretendono una fetta che va dal 45% al 60% del prezzo di copertina.
Taglieggiando così i piccoli editori e quelli “nati digitali”: proprio quelli che non avendo grosse strutture da mantenere/convertire sono più elastici e potrebbero giocare un ruolo fondamentale nell’abbattimento dei prezzi. La grande piattaforma, a fronte di una visibilità che il piccolo editore sul suo sito non potrebbe avere, pretende un pizzo insostenibile.

Aggiungo anche, poiché sono in vena di togliermi qualche sassolino dalla scarpa, che l’ottima analisi del ratto non ha preso in considerazione la nuova piattaforma ebook.it (ultima arrivata pur spacciandosi per prima) sulla quale capitano cose ancora diverse.
Testi editi dalla piattaforma stessa (cioè l’editore è ebook.it stesso), di opere con diritti d’autore ormai scaduti, costano cifre bizzarre.
L’edizione in PDF dell’opera di Garibaldi “I Mille” costa 9,00 euro, quando l’edizione cartacea della Delfino costa 14,90 e su Liber liber la si scarica gratuitamente in più formati.
Ma clamoroso è il caso dell’opera del Manzoni “Storia della Colonna Infame”, anche questa senza più diritti e scaricabile gratis su Liber Liber, che troviamo nella biblioteca cartacea BUR a 4,90 (scontata a 3,67 se comprato online su IBS), ma che con grande piacere possiamo acquistare su ebook.it in versione PDF alla modica cifra di 9,00 euro.
Oppure “Dei delitti e delle Pene” di Beccaria (BUR euro 5,90 scontati su IBS a 4,42) e scaricabile su ebook.it, sempre e solo in pdf, a 9,00 euro.

Adda venì Baffone, e questa volta verrà da ovest, e allora sì ci sarà da ridere.
Magari se ne parla a settembre a Fosdinovo.

Per finire, giusto per puntualizzare, anche noi su BBN abbiamo qualche testo ormai libero da diritti, purtroppo solo in formato PDF (e altri sono in arrivo).
Ma sono gratis.

Posted in dalla rete..., non dite che non lo avevo detto, sassolino nella scarpa | Tagged , , , | 5 Comments

5 Responses to eBook: visto che mi costa di meno lo paghi di più.

  1. livio says:

    Inutile dire cosa penso, che lo sai già. Nel caso della colonna, direi che è veramente infame. Magari hanno fatto così per rispettare il titolo. Comunque, 67 pagine elettroniche (?) a 9 euro mica male. Ladri due volte.

  2. eleonora says:

    Ah il vizietto di far pagare la versione digitale di opere senza diritti e gia’ disponibili online gratuitamente .. come avevo scritto mesi fa sul mio blog, ci sono gia’ precedenti http://dizionari.zanichelli.it/index.php?it/414/ebook-della-biblioteca-italiana-zanichelli-per-kindle-e-per-iphone

  3. noa says:

    Vero :)
    C’è da dire che se l’editore lavora in qualche modo il testo, è giustificato il fatto che non sia gratuito. Se non è un semplice txt, ma c’è un lavoro di impaginazione con un minimo di progetto grafico, e magari una copertina illustrata, il fatto che costi qualcosina può essere accettabile. Anche la conversione nel formato e-pub è un costo che l’editore sostiene. Ma certo deve costare meno di un testo del quale vanno retribuiti i diritti d’autore. Quello che non è accettabile è che costi di più di testo stampato e rilegato :)
    Nel caso nostro il Dickens o, per esempio, la Vita Nuova, sono stati impaginati e copertinati riutilizzando le illustrazioni e la grafica che erano state create per le versioni scolastiche riadattate e commentate, e le poche ore di lavoro servite per impaginarli a nostro parere non giustificavano l’imposizione di un prezzo.

  4. la mia domanda, giusto per esser sintetico, è:
    ma le proporzioni sono le stesse anche per il neonato ibook store?
    per l’itunes store le proporzioni sono del 70 per l’utente ed il 30 per apple…
    sono numeri ben diversi e la visibilità è assoluta…
    personalmente, al momento, sono parecchio affascinato dal mondo della mela che sta aprendo al design for all montando l’accessibilità onboard per tutti i suoi devices.

  5. fabiano says:

    Gentile Noa, ho seguito il tuo consiglio e ho visto il blog. Hai effettivamente le idee chiare. Tuttavia aggiungo un contributo di pensiero.
    Il prezzo corretto dipende dalla percezione del lettore. Credo che un prodotto inedito debba costare il 30, 40% in meno. Stesso prezzo se edito e progettato per l’aggiunta di elementi multimediali.
    Se invece tale prodotto è già in libreria deve necessariamente costare ancora un pò di meno perchè il cliente ha la percezione che sta acquistando un’opera già fatta e l’editore vuole arraffare il più possibile (il pdf l’ha già fatto).
    Tuttavia la percezione di valore di acquisto on-line dipende anch’essa dalle abirudini dall’acquirente.
    Faccio un esempio. Se un uomo va a giocare a tennis-tavolo (sport olimpico), è un farfallone e leva tempo alla famiglia. Se giocasse a tennis per lo stesso tempo (politically-correct) si tiene in forma. Analogamente nove euro on-line (da sciupone)sono molto ma molto ma molto più costosi di venti euro in libreria (politically-correct).

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