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19 febbraio 2010 – Università di Padova – Cultura Senza Barriere
Seminario: I libri liquidi: presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola

Nell’abstract mi ero proposta di rispondere a 5 domande, ho quindi sommariamente diviso il mio intervento in 5 parti, e ora viene comodo dividere questo contributo in 5+1 post.

sei qui –> 0. Premesse

1. Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola?

2. Cosa invece dovrebbero essere?

3. Come la mettiamo con l’accessibilità?

4. Perché la pirateria non deve far paura?

5. Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva?

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Tutti gli anni, stagionali e puntuali come il virus dell’influenza, compaiono nei giornali articoli che denunciano il “caro scuola”, in modo particolare il “caro testi”. Sono tanto profonde e ragionate le tesi della maggior parte dei giornalisti da farmi pensare che questi articoli siano riciclati di anno in anno.
capture di un quotidiano online
Di testi digitali raramente si è parlato, e anche nel 2009 – come vedremo un anno particolare – si è evitato l’argomento il più possibile.
Eppure già nel luglio 2004 l’allora ministro Moratti propose di inserire nella finanziaria una norma per permettere di scaricare i libri di testo dalla rete.
Non ho mai compreso che senso potesse avere emanare un decreto per consentire di fare qualcosa che nessuno ha mai proibito.
Nonostante nel 2004 il webduepuntozero non fosse ancora nato (in realtà sì, ma qui nessuno lo sapeva), e nonostante fosse luglio (scuole chiuse), furono molte le discussioni e i commenti nei forum in rete. All’epoca era abbastanza ovvio che venissero percepiti solo i vantaggi dovuti alla diminuzione dei costi e alla riduzione del peso.

capture del blog di beppe grillo

Anche Beppe Grillo pubblicò un anatema sul suo blog (ma quando le cose si fecero concrete, e i primi editori non allineati iniziarono a pubblicare in digitale, preferì il silenzio).
Ci fu un’alzata di scudi da parte dei librai, gli editori brontolarono giusto un po’ (tanto a cosa serve permettere il download dei libri se gli editori non li mettono online?) e la norma fu stralciata dalla finanziaria.

Quattro anni dopo…
Nel luglio 2008 esce la finanziaria 2009

Estratto del testo della finanziaria: 1. A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica [...] i competenti organi  individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla  normativa vigente.  2 [...] A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti  adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.

Da notare che a luglio le adozioni per l’anno scolastico 2008/9 sono già state fatte da due mesi.
Nel febbraio 2009 esce la circolare per l’adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/10:

La scuola, che è il luogo privilegiato per un insegnamento connesso
alla memoria come all’innovazione, non può non far interagire in modo dinamico il proprio tradizionale patrimonio di strumenti con quelli – sempre più diffusi e in continua evoluzione – offerti dalle nuove tecnologie.
L’articolo 15 della legge 133/2008 prevede infatti che i libri di testo siano prodotti nella versione a stampa, on line scaricabile da internet e mista.

La progressiva transizione ai libri di testo online o in versione mista, a partire dalle adozioni relative all’anno scolastico 2009/2010 sarà in relazione alla disponibilità delle proposte editoriali. A partire dall’anno scolastico 2011/2012 il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista.

Si ribadisce quindi, facendo riferimento anche alla finanziaria, che il collegio docenti dovrà privilegiare l’adozione di testi digitali, per quest’anno in relazione alla disponibilità delle proposte editoriali (leggi: per ora vi pigliate quello che gli editori, bontà loro, vi danno), mentre dal 2011/2012 si adotteranno solo libri online.
Nessuna norma però obbliga gli editori a fare i testi digitali e se, per assurdo, nessun editore rende disponibili i file… che fanno gli insegnanti?

Un accento sulla questione accessibilità
La normativa la prevede:

Per gli studenti con disabilità sono previsti libri di testo e strumenti rispondenti alle specifiche esigenze, sia sotto forma di testi trascritti in Braille per allievi non vedenti o con caratteri ingranditi per allievi ipovedenti, sia in forma digitale con prodotti che rispettino i requisiti previsti dalla normativa vigente ed in particolare il DPCM 30 aprile 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 2008), concernente le “Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili”

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7 Responses to Seminario CSB, premesse.

  1. futre says:

    “Anche Beppe Grillo pubblicò un anatema sul suo blog (ma quando le cose si fecero concrete, e i primi editori non allineati iniziarono a pubblicare in digitale, preferì il silenzio).”

    Il Grillo è un comico, non vedo proprio come possa essere serio…

  2. Jonathan says:

    No troppo stringata questa premessa. Si sente appena il profumo di zolfo ;)

  3. noa says:

    eccribbiolina, devo fare un pochino attenzione, non vorrei finir sul rogo anche in questa vita! :)

  4. LaProfe says:

    Solo una cosa: l’articolo 15 della legge dice che “a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista.
    Il che, di fatto, significa secondo me che, se una casa editrice continua a darti il suo solito libro, con quattro esercizi online, be’, è a posto. O no?

  5. noa says:

    ciao! :)
    ehhhh… diciamo che anche sulle specifiche tecniche che sono uscite poco dopo non c’è scritto niente: di tutto parlano, tranne che di quello.
    Nessuno dice cosa significa veramente “mista” e io penso che sarà usata come scappatoia.
    Penso anche che sarà necessaria: non credo che nel 2011 ci sarà tanta scelta per certe materie!

  6. noa says:

    aggiornamento… un anno dopo: nessuna scelta in nessuna materia.

  7. noa says:

    aggiornamento due anni dopo: hanno pubblicato (come previsto) i pdf di alcuni testi tradizionali, poca roba e, come si è detto, il libro misto è ‘na sola.
    Noi invece abbiamo creato DidaSfera.

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