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19 febbraio 2010 – Università di Padova – Cultura Senza Barriere
Seminario: I libri liquidi: presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola

Nell’abstract mi ero proposta di rispondere a 5 domande, ho quindi sommariamente diviso il mio intervento in 5 parti, e ora viene comodo dividere questo contributo in 5+1 post.

0. Premesse

1. Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola?

2. Cosa invece dovrebbero essere?

sei qui –>3. Come la mettiamo con l’accessibilità?

4. Perché la pirateria non deve far paura?

5. Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva?

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Si tende a pensare che un file pdf sia per sua natura accessibile.
Niente di più falso, vero è che, ad oggi, solo la suite di Adobe consente di editare pdf accessibili (gli altri software che consentono di esportare pdf non lo fanno).
Per essere però accessibile alle tecnologie assistive un file necessita di particolari accorgimenti, a partire dal progetto grafico, nell’impaginazione su indesign, e poi ancora sul pdf stesso.
Faccio alcuni esempi, senza la pretesa di essere esaustiva.
Parliamo della dignità dei titoli: i vedenti riconoscono il titolo di un paragrafo, e quello di un sottoparagrafo, perché si accorgono che sono scritti in grassetto, magari con un corpo più grande, probabilmente in una posizione precisa o con un motivo grafico che li distingue.
Ma un non vedente non riconosce un titolo per queste caratteristiche e a nulla serve sottolinearlo di rosso.
L’unico modo perché il software riconosca i titoli dal testo corrente, e dia anche loro la giusta dignità, è fare in modo che all’interno del file esista una “struttura”:
1
1.1
1.1.1
2
2.1
che nel nostro caso del pdf diventa H1, H2 ecc come in HTML.
Questo si può ottenere utilizzando gli stili di paragrafo in indesign, e mappando i tag nel pdf.

immagine di impaginato in indesign
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Questo è un esempio di impaginato su indesign, lavorato per la stampa.

impaginato con evidenziati interventi per l'accessibilità
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Questo è lo stesso impaginato sul quale sono stati usati alcuni accorgimenti per renderlo accessibile, ad esempio i decori grafici (filetti e amenità assortite) che vengono taggati come artifact.

Tenete presente che io non sono un tecnico, mi tocca fare l’editore :D, quindi non sarò molto precisa in questa spiegazione che vuole essere solo di orientamento. Quello che so lo devo a Livio Mondini, e se qualcuno tra i presenti ha interesse ad approfondire la cosa troverà molte risorse che lui ha generosamente condiviso in rete, a partire dal suo sito.

Altro esempio: le note.
I vedenti, quando leggono il numerino piccino vicino a una parola scelgono se andare a leggere la nota, che può essere in fondo alla pagina, in fondo al capitolo o in fondo al testo. Nel pdf la nota deve avere un collegamento attivo, un link che porti direttamente il lettore vocale a quella specifica nota.
Non solo, il vedente tiene in qualche modo il segno (nel testo tradizionale mette il ditino…) e finita la nota torna a leggere da dove aveva lasciato, questo il non vedente non lo può fare, per questo motivo si mette alla fine della nota un rimando non visibile ai vedenti, ma che le tecnologie assistive leggono, che dice pressoché: “torna al testo”. E un altro link attivo riporta l’utente al testo nel punto esatto dell’interruzione.

accessibilita3
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Altro esempio ancora: l’ordine del testo.
Immaginiamo un testo su due colonne: il vedente legge la colonna di sinistra e poi incomincia con quella di destra.
Il software invece può scambiarle, e se gli girasse di leggere la prima riga di una e la prima dell’altra, la seconda di una e la seconda dell’altra? un bel problema.
Oppure immaginiamo un testo con di fianco un’immagine (con il testo alternativo!) e, sotto a questa, la didascalia della stessa.
Il software quando arriva all’altezza della didascalia inizia a leggerla, oppure decide di leggerla tra un paragrafo e l’altro a casaccio.
Questo tipo di problemi si risolve se si è data una buona struttura all’inizio, in fase di impaginazione, e lavorando a posteriori sul pdf assegnando e correggendo l’ordine di lettura con strumenti appositi (vedere immagine).

aggiornamento: un post senza pretese di esaustività sulle caratteristiche delle font che facilitano la lettura (dislessia e disabilità cognitive)

aggiornamento, marzo 2012: anche la nuova circolare sui libri di testo parla di accessibilità, ne parla in maniera non chiara, e addossa la responsabilità della conformità alla normativa ai dirigenti scolastici. Se vuoi approfondire trovi QUI un post dedicato.
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Posted in convegni, editoria scolastica, news BBN, non dite che non lo avevo detto, sassolino nella scarpa | Tagged , , , , , , , , , , , , | 4 Comments

4 Responses to Seminario CSB, parte 3.

  1. Antonella says:

    Sono felice di leggere questi post! :-)
    Finalmente una bella boccata d’aria pura tra i fumi del marketing dell’editoria scolastica!!!
    Come referente per la dislessia ho già sperimentato alcuni libri digitali, di diverse case editrici e spesso succede esattamente così: la sintesi vocale legge qua e là tra colonne, titoli di paragrafo e note a piè di pagina… Le mappe da completare sono inutilizzabili al pc… ed altre assurdità.
    Se diamo ad un ragazzino dislessico il libro digitale a cui ha diritto e una buona voce digitale, ma poi lui resta spiazzato perchè la lettura della sintesi vocale va a casaccio, a che serve?

    Grazie di esistere… ;-)
    Antonella

  2. noa says:

    Consiglio di leggere l’aggiornamento: anche la nuova circolare sui libri di testo parla di accessibilità, ne parla in maniera non chiara, e addossa la responsabilità della conformità alla normativa ai dirigenti scolastici. Se vuoi approfondire trovi QUI un post dedicato.
    E anche di andare a vedere didasfera

  3. Gabriele says:

    Vorrei suggerire di valutare anche LibreOffice che a quanto pare ha diversi strumenti per creare documenti accessibili ed esportarli in PDF. Questo potrebbe completare lo sforzo di apertura su tutta la filiera della produzione di testi digitali.

  4. Angela says:

    Vorrei ordinare dei libri della scuola primaria in forma digitale.. Grazie

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