Feb
23

19 febbraio 2010 – Università di Padova – Cultura Senza Barriere
Seminario: I libri liquidi: presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola

Nell’abstract mi ero proposta di rispondere a 5 domande, ho quindi sommariamente diviso il mio intervento in 5 parti, e ora viene comodo dividere questo contributo in 5+1 post.

0. Premesse

1. Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola?

sei qui –>2. Cosa invece dovrebbero essere?

3. Come la mettiamo con l’accessibilità?

4. Perché la pirateria non deve far paura?

5. Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva?

———————————————–

immagine di un libro con mouse
Per dire come saranno i testi del futuro bisognerebbe possedere capacità divinatorie che io non ho, ma è logico pensare che con esattezza nessuno lo sa, ciascuno ha le sue visioni, e siamo talmente in pochi (tra gli editori dico) ad averne qualcuna che bisognerà darsi parecchio da fare.
Siamo partiti tutti con i pdf, chi in un modo chi nell’altro, chi con una politica di distribuzione e chi con un’altra, ma quello che conta è che il primo catalogo, povero, di testi digitali è uscito in tempi non sospetti, ben PRIMA cioè delle normative, e se da una parte me ne arrogo il merito (e con soddisfazione perché quando nel 1998 condividevo le mie visioni con un paio di editori per i quale lavoravo mi sono presa della pazza) dall’altra questo significa che non c’è bisogno, e non ci deve essere una imposizione dall’alto perché le cose si evolvano, l’evoluzione – che non si tratta di innovazione – è un processo naturale, con i suoi tempi, e stabilire per decreto che entro due o tre anni tutto sarà diverso è da scellerati.
In questo modo si abilitano le scorciatoie che producono mostri.
Nell’abstract mi proponevo di dimostrare come NON devono essere fatti i testi digitali.

copertina altroconsumo
Nel mese di settembre la rivista Altroconsumo ha pubblicato un’inchiesta sugli ebook a scuola, ci sono stralci di interviste a me, ad Agostino Quadrino di Garamond, e a Michele Lessona:

“Sulla parola ‘digitale’ siamo già pronti”, rassicura Michele Lessona, consigliere del gruppo Educativo dell’Aie (Associazione italiana editori) e presidente di DeAgostini scuola. “Abbiamo i pdf di tutti i nostri libri, vi si possono aggiungere collegamenti ipertestuali, e renderli scaricabili da internet non è un grosso problema”.

Questa è solo una citazione, ma discorsi del genere si sono sentiti da più parti. E in seguito a questa dichiarazione, avevo scritto un post: Te vojo vedè online.

Vediamo allora perché, secondo me, non è corretto mettere online il pdf di stampa.

capture della home del sito di Zanichelli
Zanichelli ha aperto da pochi mesi scuolabook, un sito dove vende alcuni degli ebook del suo gruppo editoriale. Eccone uno:

capture della pagina del sito corrispondente a un supporto di geografia
Il formato scelto è Adobe digital edition, un formato con protezioni antipirateria (e il formato dell’anteprima è pdf – protetto), pesa 23 mega per 82 pagine, ma quanto peserà allora un testo di 600 pagine? mica tutti hanno fastweb eh! E poi, stampa non permessa, copia non permessa. Ok.

Allora ho scaricato il pdf di anteprima di un testo di arte (si tratta sempre di supporti didattici, non di testi adozionali che sarebbero molto più pesanti e commercialmente più “rischiosi” da mettere online). Bisogna dire che è un gran bel cartaceo prodotto, ben fatto, curato, non entro nel merito dei contenuti ma il lavoro editoriale certo si vede.
immagine di una pagina del testo
Il file pesa mediamente 315 kb a pagina, che pare niente ma provate a moltiplicare.
E se pensate che le sottolineature siano link… vi sbagliate.
Allora, io non amo le sottolineature neppure nel cartaceo, preferisco usare semibold, occasionalmente bold, ma il problema è che in un testo digitale le sottolineature hanno un’altro significato. Questo per dire che lavorando un testo per il digitale bisogna cambiare la normativa, altrimenti l’utente va un po’ in confusione…
e, ancora, non c’è un solo testo alternativo alle immagini.
Però hanno aggiunto il © in ogni singola pagina, segno che anche se l’hanno protetto, anche se hanno vietato la stampa, sanno perfettamente che il file è craccabile. No, io non l’ho craccato, per mostrarvi la singola pagina ho fatto una capture dello schermo.

Ora vi faccio vedere un file nato per essere digitale, il formato di queste slide è PDF, scelto appositamente per farvi vedere cosa si può fare [Intendo le slide proiettate al convegno, qui inserisco l’immagine, cliccando sopra potete scaricare il pdf].

in questa pagina c'è il disegno di una semplice prospettiva centrale, cliccando si scarica il file pdf

Queste pagine appartengono a un nostro testo di educazione tecnica per le medie che – essendo nato digitale – pesa 120 kb a pagina, meno della metà del testo che abbiamo visto prima di Zanichelli, nonostante abbia immagini a colori (che pesano di più in compressione di quelle bn) e… filmati QuickTime!
[per vedere i filmati aprire i file con adobe pdf reader (versione recente) e cliccare sul disegno]
Inoltre ci sono link a risorse esterne (non sono ancora attive, questo è materiale sperimentale e l’url è fittizio) e altre forme di interattività.
questa immagine rappresenta una pagina di libro di testo contenente filmati, cliccando si scarica il file pdf
[nota: questi file non sono ancora stati resi accessibili alle tecnologie assistive, per questo mi scuso]

Prendere i file predisposti per la stampa e distillarli semplicemente in bassa risoluzione per tirar fuori un pdf (e quindi un ebook) può anche funzionare per la narrativa, per un romanzo (sempre fingendo di dimenticare l’accessibilità – che con il distiller va a farsi benedire mai ci fosse stata).
Ma per un testo scolastico è sconsigliabile anche per altri motivi, più importanti ancora del peso, vediamoli:

L’impaginato: di solito è pieno di fondini colorati che distinguono parti di testo, glossarietti, box di approfondimento e apparati didattici vari. Sono molto funzionali e vanno benissimo per un testo tradizionale, ma stampati con la epson di casa mangiano inchiostro e se non sono estremamente chiari rendono poco leggibile il testo che vi è posizionato sopra, a meno che non vengano stampati in qualità fotografica (che in tempo e soldi mangia per traverso tutta la famiglia).
A video invece i fondini colorati con il testo sopra creano problemi di accessibilità.

Le immagini: I testi scolastici sono zeppi di immagini, grandi, belle. Ad alta risoluzione. Sono immagini a 300 dpi, scelte per andare in stampa. Diverso il criterio per il testo digitale, meno immagini (piuttosto una gallery aggiuntiva online), un pochino più piccole, scelte con accortezza in modo da poterle comprimere al punto giusto, e non tutte nello stesso modo, ci sono immagini che sopportano una maggiore compressione e altre che per le caratteristiche della foto, o per la ricchezza o la pregnanza del contenuto, richiedono una risoluzione maggiore. E devono essere in RGB, perché il CMYK usato per la stampa le rende meno sature e un po’ smortine.
E poi le immagini devono avere il testo alternativo: nell’impaginato di stampa questo non esiste.

I testi scolastici sono pieni di schemi, ad esempio tabelle, torte, diagrammi ad albero, nel testo tradizionale sono immagini inserite, nel testo digitale sono file vettoriali (si vedono meglio, mantengono sempre la definizione, anche ingrandendo per l’ipovisione, e pesano nulla).
Se si prende il file e lo si distilla “in bassa” tutto insieme e senza distinguo viene fuori ‘na schifezza. E resta comunque pesantissimo, decine di mega.

E poi, diciamolo finalmente, a cosa serve un testo digitale se non si può navigare?
Abbiamo detto che costa meno, vero ed è già qualcosa (qualcuno vuol far credere che non è vero, ma questo è un altro discorso), sicuramente pesa meno, ed è indiscutibilmente un altro vantaggio, ma non sono vantaggi che possiamo offrire semplicemente spremendo il libro sotto una pressa. Se fosse navigabile non sarebbe meglio? E se avesse link ad approfondimenti online da raggiungere con un click?
Un testo digitale deve agevolare l’accesso a una vasta gamma di materiali da consultare (ad esempio glossari o voci enciclopediche, o fonti originali, testi integrali ecc.. ) che non è detto siano solo testo e immagini, ma anche file audio, filmati, mappe concettuali ecc.

A proposito dei file audio:

musica1

Questo testo digitale della Garamond – nato per essere digitale – pesa quanto il testo Zanichelli che abbiamo visto prima, PERO’ ha 50% di pagine in più, immagini a colori, ed è zeppo, ma proprio zeppo, di file musicali.

musica2[cliccare per ingrandire]
Per inserire queste due pagine nelle slide, non come immagine ma nel formato originale per farvi sentire quest’arpa, ho dovuto “estrarle” sproteggendo il .pdf, ma Agostino Quadrino mi perdonerà perché l’ho fatto a fin di bene :)
[Agostino, se mi leggi e mi dai il consenso io le metto scaricabili come ho fatto con le mie, giusto queste due :D] Agostino ci ha dato il consenso, e io ho aggiornato il post: cliccando sulle pagine scaricate i pdf con i file audio.
In ogni caso il capitolo di saggio è scaricabile dal sito della Garamond.

E se il testo fosse componibile? E se fosse un ciddì tutto navigabile come come un sito, con audio e giochi didattici? E se… tante tante cose si possono, si devono fare, si devono ancora inventare.
interfaccia del cd del testo di storia

La slide rappresenta l’interfaccia del CD del nostro testo di storia, che è stato definito da un collega “testo a geometria variabile”, una definizione azzeccata.

Ma le caratteristiche tecniche che abbiamo descritto le troviamo in gran parte anche nella normativa:

. Rendere disponibili i libri di testo on line scaricabili nei formati più diffusi e garantire massima compatibilità di fruizione con tutti i dispositivi hardware più diffusi
. Avvalersi delle possibilità offerte dai supporti multimediali: interattività, collegamenti ipertestuali, animazioni, con uso pertinente di supporti audio, video e di immagini
. Inserire un sommario navigabile che permetta il collegamento diretto ai corrispondenti contenuti e prevedere idonei collegamenti ipertestuali per il ritorno all’indice
. Prevedere funzionalità di lettura dinamiche: possibilità di inserire nel testo evidenziazioni, segnalibri, annotazioni
. Poter beneficiare di una funzione di aiuto integrata o Guida in linea, di funzionalità di ricerca
. Utilizzare le potenzialità offerte dalla rete internet per l’aggiornamento delle
informazioni, accesso a dati remoti e altri servizi integrativi

Non è pensabile che i grandi editori non la conoscano, convenite?

———————————————–
vai alla parte successiva

Posted in convegni, editoria scolastica, news BBN, non dite che non lo avevo detto, sassolino nella scarpa | Tagged , , , , , , , , , , , , | 9 Comments

9 Responses to Seminario CSB, parte 2.

  1. Jonathan says:

    Bello questo post. C’è una specie di aria fresca, frizzantina…

  2. LaProfe says:

    Solo una cosa (non picchiarmi): è possibile che, cliccando sulle immagini per ingrandirle, si aprano in un’altra finestra? :-)

  3. noa says:

    si, di solito metto il blank, non è molto “accessibile”, ma lo uso quando penso sia bene non perdere il filo del discorso, in modo da non uscire dalla pagina…

  4. Pingback: Bibienne BlogBooks on the Net Currenti calamo

  5. marilu says:

    fa piacere leggere le sue idee e i suoi commenti, visto che anche le redazioni esterne, e non solo gli editori, sono alle prese con pensieri, strategie e scrittura di testi scolastici per l’ebook… prima cosa fra tutte: secondo lei non dobbiamo anche far cambiare mentalità agli Autori che scriveranno i testi per la scuola del futuro? Noi redattori avremo già un bel da fare… non crede? Mi piacerebbe tanto fare due chiacchiere con lei! Marilù

  6. noa says:

    Sono assoutamente d’accordo, ma sarà più facile che nuovi autori abbiano la visione multidimensionale di un testo… difficile far cambiare mentalità alle persone.
    Per le redazioni sarà una bella gatta da pelare, e… sì, facciamo due chiacchiere :D
    (in ogni caso ci si vede a settembre, ho visto l’iscrizione ai barcamp)

  7. Emma says:

    ci vorrebbero maggiore informazioni ai docenti e magari non fornite unicamente dai rappresentanti delle case editrici che non fanno che tirare acqua al loro mulino. molti di noi non sanno che esistono testi strutturati come quello di musica sopra riportato e pensano che l’unica alternativa alla carta siano i testi in pdf… che non sono poi una reale alternativa…

  8. Valeria says:

    Più leggo questa serie di post più mi entusiasmo. Posso fare la rompina? Particolarmente esaltata dal file audio ho cliccato tutti gli strumenti facendo partire un gran baccano. C’è modo di fermare un suono prima della sua fine naturale con un piccolo player integrato?

  9. marina says:

    molto belle le idee . Mi chiedo quale sia poi il ruolo dell’insegnante e quali competenze possa prevedere. Definirle informatiche è riduttivo. Io insegno alle superiori e i ocntenuti ai quali siamo chiamati a dare voce sono molti e spesso difficili, un collegamento multidisciplinare sarebbe forse molto complesso o forse troppo complesso . Quali esperienze avete già elaborato ?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *