Feb
14

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Testo alternativo al filmato in fondo al post.

Questo l’abstract del mio seminario di venerdì, in occasione del convegno Cultura senza barriere, presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova.
Seminari gratuiti, iscrizione obbligatoria.

I libri liquidi: presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola

Si discute sempre più spesso di ebook per la scuola, complice la normativa che prevede l’adozione di libri scolastici in formato digitale, ma se ne parla in modo ambiguo, si focalizza l’attenzione sul risparmio economico, sulla questione del peso degli zainetti, e sui dubbi – legittimi – che stampare in proprio i testi scaricati dalla rete sia antieconomico, che la gestione in classe di fogli sparsi sia demenziale ecc. Questo dimostra che i giornalisti, ma anche molti addetti ai lavori nell’editoria e nella scuola, hanno una visione ristretta e primitiva di un testo digitale scolastico, lo pensano come un normale ebook di narrativa, si immaginano tutti il file pdf (o epub) di un normale testo scolastico che, una volta scaricato, si deve stampare. Ma cosa rimane di digitale in questo caso? Solo la distribuzione. Per questo io evito di chiamare ebook i libri digitali per la scuola.

Durante il nostro incontro intendo quindi analizzare gli aspetti che possono rendere il testo scolastico digitale uno strumento potentissimo, di dimostrare come la questione peso/costo sia marginale (per quanto importante) rispetto agli altri vantaggi che questo garantisce – a patto che si evolva in qualcosa di diverso rispetto al file riciclato di un normale testo scolastico. Mi propongo di dimostrare come NON devono essere fatti i testi digitali, e perché, ovviamente. Si parlerà anche di accessibilità dei libri di testo, e dei DRM e dello spauracchio della pirateria. Ma mi interessa anche ipotizzare delle soluzioni, vedere come rendere questi nuovi strumenti degni del titolo di “testi digitali”. Ho iniziato a parlare di testi liquidi più di un anno fa, il processo evolutivo sarà lento ma inesorabile, e l’ebook che conosciamo ora non è niente di più che un (necessario) anello evolutivo che segna il passaggio tra oggetto-libro e strumento-ambiente.

Ma la cosa più importante forse è analizzare come si possono creare delle redazioni condivise tra editoria e scuola: fino a oggi gli insegnanti si sono visti recapitare, da volteggianti rappresentanti delle case editrici, cataloghi e copie saggio. Tra queste offerte hanno dovuto (e devono ancora) scegliere il migliore o il meno peggio. Ora la figura dell’editore si deve evolvere insieme al libro: fermi i suoi principali compiti (ai quali non deve abdicare: il primo, in assoluto, è quello di garantire l’autorevolezza di un testo, e poi c’è il resto del lavoro editoriale) l’editore deve imparare a dialogare con le scuole. Si può pensare che la principale differenza tra quelli che io chiamo “falsi testi digitali” (testi tradizionali in pdf) e i “veri testi digitali (nati per essere tali) sia la scrittura, che da lineare si fa radiale, ma se il libro si fa liquido è il flusso di ritorno a fare la differenza. L’editore deve confrontarsi seriamente con le scuole e gli insegnanti, da parte loro, hanno l’occasione di diventare parte attiva del cambiamento: il testo dovrebbe essere concepito dalla scuola, svilupparsi nell’utero virtuale della rete, essere partorito dall’editore, crescere educato da tutti. Il libro di testo deve essere figlio e padre della condivisione. Un lungo viaggio ci aspetta, ma per ora, riassumendo, mi accontenterei di provare a rispondere a queste poche domande:

1. Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola?
2. Cosa invece dovrebbero essere?
3. Come la mettiamo con l’accessibilità?
4. Perché la pirateria non deve far paura?
5. Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva?

abstrac pubblicato QUI
presentazione pubblicata QUI

Pubblicherò, appena avrò un attimo di respiro dopo il seminario, una relazione con link di approfondimento e fonti. Magari salta anche fuori qualche video, chissà.
:)

Testo alternativo al filmato (soluzione rozza ma non ho avuto il tempo di risolverla diversamente):

slide 1: immagine di due omini, tipiche icone di messanger, l’animazione le veste con i panni di pinocchio e di pippi calzelunghe. Il testo: I nativi digitali sono davvero così… diversi?
slide 2: immagine di un omino vestito da sceriffo, l’animazione lo trasforma in Yoda (maestro jedi di Guerre Stellari). Il testo: e i loro insegnanti, si stanno evolvendo?
slide 3: immagine di un omino vestito da faraone, l’animazione lo spoglia lasciando l’omino comune. Il testo: e i Faraoni dell’editoria scolastica perderanno il loro potere? (la parola “potere” sparisce rimpicciolendosi)
slide 4: l’omino comune si trasforma in mago (iconografia classica di mago merlino con cappello blu e stelline gialle). Il testo: e… (a proposito di poteri) come saranno  i libri scolastici digitali?
slide 5: il mago torna omino comune, gli si affianca il “docente” sceriffo, e un omina vestita da mary poppins. Il testo: e riusciranno gli insegnanti più… speciali a essere artefici del cambiamento?

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