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Aiuto! mio figlio ha un blog!
postato da noa in dalla rete..., news scuola

Il titolo: Dipendenza da internet, progetto a scuola.
L’articolo completo QUI.
Mi chiedo perché definisce allarmanti i dati che ci propina:
I dati diffusi da Eurispes e dal Telefono azzurro sono allarmanti: almeno 1 milione e mezzo di bambini delle scuole elementari possiede un computer e 350 mila di questi navigano in internet. Tra gli 11 e i 14 anni, c’è una fascia, il 4 per cento, che usa il computer costantemente, ogni giorno, e come l’età cresce, tra i 15 e i 17 anni, la percentuale sale al 7,5 per cento. In più della metà dei casi, poi, il controllo dei genitori è assente: infatti il 53 per cento dei ragazzini naviga liberamente, mentre il 52 per cento chatta abitualmente. Il telefonino, uno degli oggetti del desiderio dei ragazzini, viene quasi considerato alla stregua di un elettrodomestico e il 21 per cento dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni lo posside.
L’unica cosa sulla quale riflettere è l’assenza del controllo dei genitori (controllo? anche qui ci sarebbe da discutere: accompagnare non è meglio?), ma per il resto cosa c’è di allarmante?
Ci spiegano:
Un abuso che può degenerare in una dipendenza, anzi cyberdipendenza, come viene definito l’uso costante degli strumenti tecnologici quali computer e anche il telefonino, ormai quasi considerato un elettrodomestico di routine.
Dov’è l’abuso?
Usare un pc costantemente è un abuso? cosa vuol dire costantemente?
Io voglio sapere quante ore giornaliere sono definibili “abuso” (argomentare però eh) e quante ore mi rappresenta il “costantemente”. Voglio sapere cosa vuol dire “chatta abitualmente” e, dati alla mano, sapere come, quando e perché mi devo allarmare. E voglio sapere perché il cellulare non dovrebbe essere considerato un elettrodomestico di routine (ma che definizione stupida). Forse allarma il fatto che non lo considerano un feticcio come i loro genitori?
“1 milione e mezzo di bambini delle scuole elementari possiede un computer e 350 mila di questi navigano in internet”.
Solo. E questo è allarmante.
note:
• con tutto questo nulla da ridire sul progetto didattico che segnala l’articolo.
• mio figlio, 10 anni, vive in un paese dove la connessione veloce è un miraggio, dove non passano automobili e i ragazzi vivono nei vicoli allo stato brado, ha la passione della danza e vede tersicore tutti i santi giorni e per più ore al giorno, ha una wii, un nintendo e un gatto, insomma non ha tempo per intossicarsi al pc, quindi l’unica cosa della quale abusa – quando cerco di fargli fare pure i compiti – è la mia pazienza.
Però ha un blog, mi devo allarmare?
Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista 
