Nov
21

cc_lock
Nel post precedente vi ho segnalato che alcuni mesi fa io e altri sei editori impegnati in pubblicazioni digitali siamo stati intervistati da una laureanda.
E che quando abbiamo avuto modo di leggere la sua tesi, insieme a Mario Guaraldi e Antonio Tombolini abbiamo deciso di pubblicarla.

È importante dire, a questo punto, che si è deciso con l’autrice – tutti assolutamente di comune accordo – per una pubblicazione free, rilasciata con licenza Creative Commons*, e che si è pensato a una coedizione fra tutti gli intervistati. L’autrice si fa carico di proporla quindi anche agli altri editori coinvolti: Giacomo Bruno aderisce subito.
Gli altri tre (pur fornendo gentilmente e tempestivamente il loro logo in alta definizione per la copertina) non aderiscono alla coedizione, ciascuno per i suoi – legittimi – motivi.
Come legittima è la posizione di qualcuno (dichiarata anche nelle interviste riportate dall’autrice) sui DRM**.
Ma sono rimasta sgomenta (e consentitemi anche un po’ di disappunto) nel sapere che uno non ha accettato la coedizione di questo libro solo perché rilasciato senza DRM.
A me l’idea di una pubblicazione gratuita CC con DRM sembra tanto, ma proprio tanto, assurda.

E con questo post inauguro un’altra categoria: “sassolini nella scarpa”.
Tiè.

*Consigliato free ebook di Simone Aliprandi: QUI

**Come la pensiamo noi QUI, e per sapere come la pensa ciascuno degli altri editori scaricate il libro QUI.

Nov
18

Analisi delle opportunità e delle minacce della nuova editoria in rete attraverso l’esperienza degli editori che hanno accolto la sfida dell’ebook

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Tempo fa io e altri sei editori impegnati in pubblicazioni digitali siamo stati intervistati da una laureanda di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, Serena Fusco: le interessavano gli ebook, e gli editori che stavano sperimentando.
A tesi sostenuta e laurea conquistata la fanciulla, come atto di cortesia, ce la spedisce.

Ci piace, e piace anche a Mario Guaraldi e ad Antonio Tombolini e a Giacomo Bruno.
La pubblichiamo in coedizione, rigorosamente Creative Commons.
È una bella occhiata sul mondo dell’editoria italiana alle prese con i primi esperimenti di editoria digitale divisa in 4 capitoli:
L’evoluzione storico mediale del’editoria
L’editoria libraria online
Focus sui nuovi editori
Luci e ombre dell’e-book.

Più le conclusioni: una frontiera tutta da scoprire.

E lo è davvero.

Copioincollo qui un pezzo della bella presentazione del prof. Valerio Eletti:

[...]in Italia in questo periodo si è creato un ambiente di sperimentazione e di creatività che permetterà a breve di far emergere per selezione naturale i modelli di business darwinianamente più adatti alle condizioni di mercato e culturali di questa nostra società del ventunesimo secolo caratterizzata dalla connessione sempre più spinta, sempre più presente nel nostro quotidiano.

—–>Scarica il libro<—–
Versione digitale rilasciata free Creative Commons.
Per la versione cartacea vedere sul sito di Guaraldi

Nov
09

coccoina

Mario Agati ritorna sul discorso dei nativi digitali e, anche questa volta come già mesi fa, la discussione si fa interessante.
Come Antonio Fini, che risponde sul proprio blog, anche io rimango colpita da questa frase, e come lui decido di partire da qui per commentare:

…e dire che loro non sono digitalmente performanti solo perché molti (moltissimi!) hanno la consapevolezza critica di un criceto è come dire che la nostra generazione non è gutemberghiana solo perché la maggioranza degli adulti non sa decodificare decentemente un quotidiano (e nemmeno le panzane delle tivu berlusconiane).

I commenti però, quello di Antonio ma anche quello di un giovane studente, rifiutano la rassegnazione che sembra sottendere il “facciamocene una ragione“, e tracciano le linee di una responsabilità educativa e che, a ben vedere, a me pare la stessa di sempre.
Perché dunque la maggioranza degli adulti non sa decodificare decentemente un quotidiano e le panzane delle tivù berlusconiane? Il tasso di analfabetismo è ai minimi storici, ma l’impero romano – solo un esempio, ma non a caso – è roba lontana, e la sua storia non è stata compresa, la storia delle idee.
La questione quindi a me sembra sempre tornare, grazie al cielo, su cosa e come far passare le idee attraverso gli strumenti – gutemberg o pixel che siano – e non sulla vera o presunta (ma comunque auspicabile) padronanza degli stessi.
Le mani che scorrono sciolte fra tasti e tastini, le finestre che si aprono a randa stanno a saper leggere e scrivere, che è ben diverso da saper studiare, e infatti si finisce con googlate incoscienti :D
E allora cosa intendiamo per “competenza digitale”? Se pensiamo che la prima delle otto competenze chiave “comunicazione nella madrelingua” significhi semplicemente saper parlare e magari pure leggere e scrivere nella propria lingua, allora possiamo davvero dire che la maggioranza dei nostri studenti ha competenze digitali native. È così? Non credo.
Allora lasciamoli, anzi facciamoli pure lavorare grabbando le foto da facebook, lasciamoli facciamoli attaccare l’ipod e utilizzare la musica di pinco, ma accompagnandoli e continuando a stupirli con gli effetti speciali dei pretenziosi graffiti tracciati sulla SmartBoard, ma anche sulla nera lavagna, e trascinandoli nella ricerca delle risposte domande. Altrimenti la loro competenza digitale rimane quella di saper utilizzare strumenti facilitatori che sostituiscono magistralmente forbici a punta tonda e coccoina. E del nostro fàtico comunicare con loro non rimane nulla.

Nov
01

ovvero “La rappresentazione del sistema scolastico italiano da parte dei media: variazioni sul tema di un’insegnante-militante-pubblicista“.

marina_boscaino

Marina Boscaino, un’insegnante specialissima che qualcuno di voi ha avuto modo di conoscere allo schoolbookcamp, già penna dell’Unità e del Manifesto, autrice e coautrice insieme a Marco Guastavigna di molti articoli sulla scuola e sulle tecnologie didattiche, ha deciso di dare una casa alla sua militanza: un nuovo blog che promette assai bene.
Mi dispiace solo che non sia su questa piattaforma :D
Stampanonrassegnata.blogspot.com
Subito nei nostri blogroll ;)

  noa

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista QUI o vedere il suo profilo su LinkedIn.