Oct
20

te_vojo_vede
Hi-tech, interessante e ben fatta pubblicazione di Altroconsumo, numero di settembre.
Inchiesta sugli ebook, e si parla anche di noi: potete scaricare il file QUI
Ho evidenziato in giallo la parte che ci riguarda, ma non ho potuto fare a meno di evidenziare con un cerchio rosso la parte che riguarda le dichiarazioni di Michele Lessona, presidente di De Agostini scuola e consigliere Aie.
Qui ne cito una parte, e commento:

“Sulla parola ‘digitale’ siamo già pronti”, rassicura Michele Lessona, consigliere del gruppo Educativo dell’Aie (Associazione italiana editori) e presidente di DeAgostini scuola. “Abbiamo i pdf di tutti i nostri libri, vi si possono aggiungere collegamenti ipertestuali, e renderli scaricabili da internet non è un grosso problema”. Ma Lessona avverte che il loro prezzo non crollerebbe. “I libri scolastici sono tra i più complessi e costosi da produrre, l’investimento iniziale è molto elevato. Produrre un corso di Geografia, completo di atlante, eserciziario e varie altre
appendici, può costare anche 500.000 euro”.

La De Agostini nasce ad inizio secolo scorso come Istituto Geografico (i fratelli De Agostini erano uno cartografo, l’altro esploratore) ed esordisce con un Atlante scolastico e due anni dopo con un calendario Atlante. E questa rimarrà la vocazione d’impresa per molti, molti anni, mentre l’attività puramente editoriale verrà differenziata da questa soltanto settant’anni dopo.
Non si capisce perché dunque, visto che la De Agostini gioca in casa per quanto riguarda mappe, carte e immagini che possono servire per una pubblicazione di questo tipo (cioè non deve chiedere i diritti a nessuno, detenendo i copyright), debba spendere 500.000 mila euro per realizzare un testo di geografia.
Da notare, tra l’altro, che approfitta del vantaggio per venderli ad un prezzo decisamente inferiore rispetto, per esempio, alla Zanichelli (verificato su catalogo online).
Ma Lessona ciurla nel manico, visto che di digitale si tratta, e comprende nei costi quelli di carta, stampa, legatoria, ecc… allora si fa presto, con 10.000 copie, a tirar su cifre. Gli viene fatto notare e si difende abbattendo il 50%, che è più o meno quello che abbiamo sempre sostenuto noi.(poi c’è la questione dell’Iva che vedremo come va a finire…).
Mi rimane da capire dove se ne vanno 250.000 euro per la lavorazione pre-pre-stampa un testo di geografia (i diritti d’autore non costituiscono costo).
Ma, a parte questo, mi stupisce che Michele Lessona dichiari: “Abbiamo i pdf di tutti i nostri libri, vi si possono aggiungere collegamenti ipertestuali, e renderli scaricabili da internet non è un grosso problema”.
Avevamo già affrontato questo discorso io e Livio, da due diversi punti di vista, direi sinergici.
Se questa dichiarazione Lessona l’avesse fatta un paio di anni fa avrei pensato che, al solito, chi cerca di mantenere rendite di posizione, chi dichiara che tanto fra quindici anni sarà in pensione e quindi se ne frega (cit. Ferrari, direttore generale divisione libri di Mondadori) poco si guarda intorno, poco cerca di capire, anzi, fa lo struzzo per poter meglio difendere le proprie retrograde posizioni.
Ma in questi ultimi anni, e specialmente in questi ultimi mesi, si è fatto un gran parlare di ebook e penso che chi dirige una casa editrice dovrebbe rendersi conto che non è il pdf di un testo tradizionale che vogliono gli insegnanti (e giustamente), ma se queste questioni sono troppo complesse basterebbe che si rendesse conto che i pdf in loro possesso, quelli che utilizzano per le lastre di stampa, non vanno bene per il web. E questo non è molto difficile: i pdf per la stampa di un’antologia (la loro “incontri” per esempio) di 640 + 398 + 302 + 302 pagine, pesano centinaia di mega. Te vojo vedé online.
Oltre a tutte le altre considerazioni che trovate QUI.

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One Response to Sì, te. Te vojo vedé online.

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