Oct
20

Mario, il profeta, ha scritto nel suo primo post sul suo nuovo blog:

E c’è da immaginarsi che nei prossimi giorni assisteremo a una valanga di (finte) conversioni al Web 2.0

Io, nel frattempo, me la prendo con Lessona che ipotizza di mettere online i pdf che confezionano per la stampa e chiudo con un “Te vojo vedé online“.

Passano 24 ore da un post e neanche quelle dall’altro.

Ora leggo su la Repubblica:

“Finalmente è nato www.scuolabook.it, ossia il portale per l’editoria digitale pensato per le scuole secondarie di primo e secondo grado per contenere la spesa delle famiglie italiane. Basato sullo standard Adobe Digital Edition per la gestione del DRM, permette di scaricare libri equivalenti a quelli della versione su carta, con una visualizzazione molto simile al tradizionale formato cartaceo…”

E ho iniziato a ridere, pensando alla profezia di Mario, e a chiedermi se pure io l’avevo indovinata sulla questione dei pdf: possibile?

Possibile sì:

geografia_zanichelli

Caratteristiche da notare:

1) il peso: 82 pagine = 23 mega

2) stampa NON permessa

3) copia digitale NON permessa

Ho scaricato l’anteprima (24 pagine free) ed è un testo in bianco e nero (è un supporto didattico) ricco di immagini – ben fatto, tra l’altro.

Ho quindi preso un file dei miei, di altra materia ma analogo come quantità di immagini inserite, per vedere la differenza di peso tra un file nato per andare in tipografia e un file nato per una vita digitale. Il mio pesa 5,6 mega per 46 pagine (il testo è a moduli, in totale sono più di 600).

Vi posto una pagina del primo (no, non ho sprotetto il pdf, ho semplicemente fatto una capture dello schermo) e un paio del secondo. Cliccateci sopra per ingrandire.

zanichelli tecnica1 tecnica2

Visto che un mega corrisponde a 1024 kb, il file del loro “diventato ebook” pesa 315 kb a pagina, mentre il nostro file del “nato ebook” pesa 124 kb a pag.

Se poi consideriamo che il nostro file oltre a essere tutto a colori (le immagini a colori pesano di più) contiene anche un filmato quicktime, ecco spiegato quello che intendo dire quando sostengo che un file creato per andare in lastra non è adatto al web.

Ma il peso è solo la prima cosa che salta agli occhi, ci sono tanti altri motivi per i quali vi rimando QUI.

Poi ci sono cose che non solo non saltano agli occhi, ma non si vedono proprio.

Oggi ho lavorato come una matta per rendere accessibile un ebook molto semplice.

Ho impiegato ore solo a mettere i collegamenti ipertestuali alle note (con scritte invisibili, ma che lo screen reader legge per il ritorno al testo) e dicevo a mio marito “pensa, ci sono chicche in questo file che puoi vedere solo se sei cieco: questo è un buon file“.

E queste cose non si possono fare in un pdf da stampa: infatti quello che ho scaricato non ha neppure un banalissimo testo alternativo alle immagini.

E sono cose previste dalla normativa (rileggetevi la circolare sull’adozione dei libri di testo…).

Insomma, la stampa al torchio garantisce una buona qualità, ma non per questo torchiare il vecchio catalogo per schiacciarlo as is in un pdf è una buona idea.

Un’ultima nota: ho iniziato citando Lessona, ma devo specificare che lui rappresenta De Agostini, i libri dei quali ho parlato sono invece Zanichelli.

Portino pazienza gli uni e gli altri: se vogliono commentare sono i benvenuti.

Posted in editoria scolastica, non dite che non lo avevo detto | Tagged , , , , , , , | 4 Comments

4 Responses to Grandi profeti e semplici streghe.

  1. Livio says:

    Interessante, lo sapranno che sono fuori legge? Approfondisco.

  2. noa says:

    ma sì, io sono convinta di sì, sarebbe grave assai non lo sapessero.
    vanno in deroga…

    però bisogna dire che un lavoro sui file l’hanno fatto prima di metterli online: in ogni pagina hanno messo una scrittina al fondo su due righe con autore, titolo, @copyright e codice ISBN.
    se ingrandisci l’immaginetta la vedi :)

    e, visto che il file non è stampabile ed è vietato anche respirarci sopra, non si capisce a cosa serva, mica ci può scappar la fotocopia!
    o, diciamola tutta, evidentemente si rendono conto che un file non stampabile finisce inevitabilmente craccato e hanno pensato che su quello valeva la pena investire.

  3. noa says:

    e ancora, fuorilegge loro o (inconsapevolmente) la scuola che li adotta?
    sarà che siamo arrivati alla buffissima situazione nella quale la controinformazione serve per far rispettare le norme vigenti?

  4. Livio says:

    il responsabile per il plesso che li adotta è il “preside”, boh :)

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