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Il Download è un computer con un cromosoma in meno.
postato da noa in dalla rete..., editoria scolastica, news scuola
In compenso il notebook è un nuovo registro elettronico per le note, l’hard disk è un gruppo heavy metal (spopola in rete…), la Lim è un programma ministeriale, e il termine Outlook indica chi non è al passo con i tempi.
A parte il (preoccupante) folklore, l’indagine condotta da Edu-Tech su 1000 insegnanti, in occasione del convegno milanese sul futuro della scuola, rivela aspetti interessanti:
- il 71% dei docenti pensa che il computer sia da fornire a tutti gli studenti,
- il 58% desidera una maggiore presenza di prodotti didattici multimediali mentre solo
-il 25% pensa ai libri di testo digitali.
Quel 71% non stupisce se si nota che il 18% degli intervistati non accende mai un computer.
E detto questo non stupisce neanche il 58% VS 25%: più volte è stato detto, in rete ma anche allo schoolbookcamp, che il libro digitale inteso come pdf di un testo tradizionale non è la giusta soluzione. L’insegnante pensa quindi al prodotto didattico multimediale come ad uno strumento più agile, e probabilmente più evoluto, rispetto al testo digitale. Giustamente, secondo me.
Ma il dato che dovrebbe far riflettere assai è quello che probabilmente passa più inosservato: tra chi usa un pc (e solo il 67% degli insegnanti lo fa abitualmente!!!), il 26% afferma di essere un autodidatta, e un altro quarto ha imparato grazie ai figli. Il 19% ha seguito dei corsi, e un volenteroso 13% ha imparato grazie ad un partner più tecnologico”.
Questo imbarazzante dato significa solo una cosa: gli insegnanti sono stati lasciati soli. Anche in questo. È stato fatto poco, troppo poco, e male.
L’Italia è una repubblica [democratica] che confonde il lavoro con il volontariato*.
*No, non solo il ministero: una grossa grossa grossa azienda automobilistica ha appena comunicato a mio marito che c’è un lavoro da fare.
Gratis, che siamo in crisi.
O così o (cambiamo fornitore) pomì.
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Gli ebook, il Ddt, e un vero grande editore.
postato da noa in dalla rete..., editoria scolastica

Ma il libro cartaceo, Enriques (Zanichelli) ne è sicuro, non scomparirà: “Proprio come gli insetti non sono stati distrutti dal Ddt”.
Il Ddt era usato (come ora altri prodotti) per far fuori insetti in qualche modo molesti.
Gli ebook non vogliono far fuori nessuno. Il libro (cartaceo) non è molesto, non lo considera tale nemmeno il più telebano dei geek. L’ebook è solo una (o una delle) forma di evoluzione del libro.
E comunque no, il libro cartaceo non scomparirà. Non ora e non per colpa o a causa dell’ebook.
Ascoltiamo piuttosto “un grande vecchio dell’editoria democratica”, come lo ha definito Gianni dopo lo Schoolbookcamp.
L’editore Mario Guaraldi, di lui sto scrivendo con ammirato e affettuoso rispetto, ha completato la digitalizzazione di tutto il suo catalogo.
E per festeggiare l’evento (il lavoro è stato lungo assai) ha deciso di regalare tutti i classici in formato cartaceo ai licei di Rimini e Riccione perché vengano distribuiti gratuitamente agli studenti.
“L’iniziativa viene presentata anche come forma di contestazione della pratica “barbara” di macerare i li libri invenduti, abitualmente attuata dagli editori tradizionali per alleggerire fiscalmente i propri magazzini.”
“regalare le giacenze di magazzino agli studenti dei Licei è un gesto d’amore verso libro cartaceo che certamente non morirà, ma al contrario si evolve continuamente, dal codice miniato fino all’attuale versione digitale, scaricabile dalla rete, in forma di e-Book con funzionalità e godibilità assolutamente inedite.”
No, non è così vecchio Mario Guaraldi, ma è grande. Grande davvero.
No Tag17
Il giornalista del XXI secolo.
postato da noa in dalla rete...

Dopo il manifesto dell’editore del XXI secolo ecco quello del giornalista.
L’iniziativa di alcuni giornalisti blogger tedeschi è raccontata da The Local, e la versione originale è pubblicata su internet-manifesto.org.
Ecco i 17 punti del manifesto, via Mediablog:
1. “Internet è diverso” Il nuovo mezzo di comunicazione è molto differente rispetto agli altri media. Chi vuol lavorare nel campo dell’informazione deve adattare i propri metodi di lavoro alla realtà tecnologica di oggi invece di ignorare e contestare il mondo multimediale. Bisogna produrre prodotti giornalisti nuovi e migliori.
2. “Internet è un impero mediatico tascabile” Grazie a internet è possibile fare dell’ottimo giornalismo anche senza immensi investimenti. Il web riorganizza le strutture esistenti dei media abbattendendo gli antichi confini che esistevano tra giornali, televisione, radio etc.
3.”Internet è la nostra società e la nostra società è internet” Wikipedia, YouTube e i social network sono diventati una parte della vita quotidiana per la maggioranza delle persone nel mondo occidentale. I mezzi di comunicazione, se intendono sopravvivere alla rivoluzione tecnologica contemporanea, devono capire i legittimi interessi dei nuovi utenti e abbracciare le loro forme di comunicazione.
4. “La libertà di internet è inviolabile” Il giornalismo del XXI secolo che comunica digitalmente deve adattarsi all’ architettura aperta di Internet. Non è ammissibile che si limiti questa libertà in nome di interessi particolari commerciali o politici, spesso presentati come interessi generali. Bloccare parzialmente l’accesso a internet mette a repentaglio il libero flusso delle informazioni e il diritto fondamentale di informarsi.
5. “Internet è la vittoria dell’informazione” Per la prima volta grazie a Internet l’utente può scegliere realmente come informarsi e attraverso i motori di ricerca attingere a un patrimonio d’informazione immenso.
6. “I cambiamenti apportati da Internet migliorano il giornalismo” Grazie a internet il giornalismo può svolgere un’azione socio-educativa completamente nuova. Ciò significa presentare notizie in continuo cambiamento attraverso un processo inarrestabile. Chi vuol praticare il giornalismo deve essere stimolato da un nuovo idealismo e capire che le risorse offerte da internet sono un incredibile stimolo a migliorare.
7. “La rete richiede collegamenti” La rete è fatta di collegamenti. Chi non li usa si autoesclude dal dibattito sociale e ciò vale anche per i sitiweb dei tradizionali mezzi di comunicazione.
8. “Linkare premia, citare abbellisce” Chi fa giornalismo online deve offrire all’utente un prodotto sempre più completo. Linkare le fonti e citarle permette di conoscere direttamente e più ampiamente i temi di cui si dibatte.
9. “Internet è la nuova sede per il discorso politico” Il giornalismo del XXI secolo deve fare in modo che il dibattito politico si trasferisca sempre di più sulla rete così il pubblico potrà partecipare direttamente ai discorsi politici e dire la sua.
10. “Oggi libertà di stampa significa libertà d’opinione” I giornalisti non devono temere che la rete possa sminuire il loro compito di selezionare le notizie e informare. La vera dicotomia che invece internet realizza è quella tra il buon e cattivo giornalismo.
11. “Sempre di più: le informazioni non sono mai troppe” Sin dall’antichità l’umanità ha capito che più informazioni si hanno più è grande la libertà. Internet è il mezzo che può più di tutti può allargare la nostra libertà.
12. “La tradizione non è un modello di business” Come dimostra già la realtà odierna è possibile fare buon giornalismo su internet e guadagnare denaro. Non bisogna ignorare lo sviluppo tecnologico solo perché secondo alcuni distruggerà le aziende giornalistiche, ma bisogna avere il coraggio di investire e ampliare la piattaforma multimediale.
13. “Il diritto d’autore diventa un dovere civico su Internet” La rete deve rispettare il diritto d’autore, ma anche il sistema del copyright deve adattarsi ai nuovi modelli di distribuzione e non chiudersi nei meccanismi di approvvigionamento del passato.
14. “Internet ha molte valute” Il modo più tradizionale di finanziare i giornali online è attraverso la pubblicità. Altri modi per finanziare i prodotti giornalistici devono esseri testati.
15. “Cio’ che rimane sulla rete resta sulla rete” Il giornalismo del XXI secolo non è più qualcosa di transitorio. Grazie alla rete tutto rimane nella memoria degli archivi e dei motori di ricerca e ciò fa in modo che testi, suoni e immagini siano recuperabili e rappresentino fonti di storia contemporanea. Ciò stimola a sviluppare un livello qualitativo sempre migliore.
16. “La qualità resta la più importante delle qualità” Le richieste degli utenti sono sempre maggiori. Perché un utente resti fedele ad un particolare giornale online, quest’ultimo deve garantire qualità e soddisfare le richieste del lettore senza rinunciare ai propri principi.
17. “Tutto per tutti” Internet ha dimostrato che l’utente giornalistico del XXI secolo è esigente e nel caso di un dubbio su un articolo è pronto a studiare la fonte per essere maggiormente informato. I giornalisti del XXI secolo che il lettore cerca non sono quelli che offrono solo risposte, ma quelli che sono disposti a comunicare e a indagare.
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Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista 

