Apr
01

peach

Una nuova primavera per l’editoria, che però parte da presupposti sbagliati.

Ricevo un comunicato che annuncia un convegno, uno dei tanti organizzati in questi ultimi mesi in seguito alle nuove norme e alla circolare ministeriale sull’adozione dei libri di testo.
Sarebbero utili questi convegni se si affrontasse l’argomento in modo progettuale: visto che questi libri di testo digitale nessuno li ha ancora visti, visto che quello che offre ora il mercato è qualcosa di sperimentale e (dico io) primitivo, perché non parlare di cosa e di come può essere, nel prossimo vicinissimo futuro, un testo digitale?
No. I convegni dei quali ho notizia sono un parlarsi addosso di grandi nomi che sventolano posizioni quantomeno sospette (oppure sono delle specie di televendite, ma almeno lì si vede qualcosa di concreto).
Ricevo, dicevo, questo comunicato che copioincollo con qualche commento.

CONVEGNO A BRERA: A SCUOLA SENZA LIBRI?
Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, 8 maggio 2009

A scuola senza libri?
ommimmì, doveandremoafinire, ma la casalinga di Voghera esiste ancora?
Ma chi ha mai detto che si andrà a scuola senza libri? Ma quando mai.

Il Master in Editoria dell’Università Cattolica di Milano organizza il convegno A scuola senza libri? Emergenza educativa, editoria scolastica e internet.

Emergenza educativa? °_°

Venerdì 8 maggio dalle 9.30, presso la Biblioteca Nazionale Braidense (sala Maria Teresa), si discuterà sul futuro della scuola e del libro scolastico.
Ne parleranno con Edoardo Barbieri, direttore del Master, il direttore dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica Giovanni Biondi, il vicepresidente dell’Associazione Italiana Editori Enrico Greco, Simonetta Polenghi, straordinario di Storia dell’educazione alla Cattolica, Valentina Grohovaz, dirigente scolastico, Gian Carlo Quadri (Editrice La Scuola), Franco Menin (Principato), Emilio Zanette (Pearson Paravia Bruno Mondadori).

Ma SE esiste un’emergenza educativa non è meglio parlare delle continue e scellerate riforme della scuola? e invece di sproloquiare su internet pensare all’influsso nefasto della TV?
Qual è la VERA emergenza per i ferengi dell’editoria scolastica alle prese con internet?
E perché cercano di farla passare per emergenza educativa? eh?

Una serie di recenti interventi legislativi ha stabilito il blocco delle adozioni dei testi scolastici e la progressiva scomparsa dei libri cartacei in favore delle versioni scaricabili dalla rete.
In apparenza un risparmio immediato per le famiglie, che però non fa i conti con l’insorgenza di costi latenti (effettiva disponibilità di un computer, collegamento al web, costi di stampa).

“il blocco delle adozioni dei testi scolastici”, detta così pare che nessuno adotti più nulla (nulla di più falso). Su questo punto e sui presunti costi latenti si è già discusso assai, in rete, e non credo ci sia ancora da dire.

L’unico frutto, al momento, sembra quello di aver gettato nel caos gli editori di scolastica, con l’immediato annullamento di nuovi progetti e lo stop delle assunzioni.

Ma pensa te, c’è un mondo intero da inventare e questi che fanno? vanno nel caos, annullano i progetti, non assumono nessuno, incrociano le braccia insomma (io non ci credo neanche se li vedo).

Nel frattempo, la circolare ministeriale del 10 febbraio 2009 ha però riaffermato la «continuità con la tradizione italiana di una editoria scolastica di indubbio livello» e il valore dei libri di testo come «dotazione personale la cui utilità può prolungarsi al di là della vita scolastica».

E mi pare cosa buona e giusta, l’editoria italiana deve continuare a produrre, e i libri di testo sono sicuramente destinati a non morire. Ma a cambiare sì, quindi chi pensa che questa affermazione della circolare sia in contraddizione con il resto del testo non ha (finge di non aver) capito niente.

Da che parte stiamo andando? A scuola si imparerà solo quello che passa Google? Stiamo assistendo alla morte di una delle nostre migliori industrie culturali?

Possono morire quelle che non vogliono cambiare, quelle che producono contenuti di scarsa qualità (altrimenti meglio davvero quello che passa Google, lunga vita a lui), quelle che annullano i progetti e bloccano le assunzioni.
Quelle che invece di investire in nuovi contenuti, nuove tecnologie e in sperimentazione pensano di spremere il vecchio catalogo in uno zip.
Ma più probabilmente non morirà nessuno.
Se però nel frattempo l’approccio fosse più onesto sarebbe meglio.

Posted in dalla rete..., editoria scolastica, news scuola | Tagged , , , , , , , , , , , , | 9 Comments

9 Responses to Svegliati, è primavera.

  1. Livio says:

    e come darti torto…

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  6. elena asteggiano says:

    ora che il convegno “A scuola senza libri?” è alle porte (8 maggio) ho segnalato il tuo post qui:
    http://twitter.com/redattore/statuses/1648649231

    che si rialimenti il dibattito?

    bye

    elena

    p.s. sarò allo SchoolBookCamp. :-)

  7. noa says:

    ciao!
    grazie :)
    sarebbe buono si alimentasse un po’, tra l’altro su FB ci sono dibattiti interessanti :)
    io non ci sarò al convegno, mi racconterai?
    in ogni caso ci vediamo il 22-23 ;)

  8. elena asteggiano says:

    sorry, noa, neppure io vado al convegno (mi sa che ne sentiremo parlare nei rumours della Rete…).

    per il 22-23 invece conto che si parli davvero del futuro dei libri, e ci sarò. ;-)

    elena

  9. noa says:

    ah ah :)
    qualcosa racconta Quadrino qui:

    http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2009/05/09/a-scuola-senza-libri-emergenza-educativa-libri-di-testo-e-internet-il-resoconto-di-agostino-quadrino/

    e poi un canarino mi ha detto che questo post non è passato inosservato, ma è stato pure citato.
    bene, il messaggio è arrivato, chi ha orecchie per intendere intenda.
    certo che io sono fortunata, non ho rendite di posizione da difendere e quindi posso convogliare tutte le mie energie nel futuro.

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