Mar
09

distillato

Saranno durissimi (avverte in chiusura di post), e va bene, anzi benissimo.
Ma c’è dell’altro.

Racconta Livio:

“Settimana scorsa ho avuto un incontro con la responsabile di un service grafico piuttosto importante, che mi ha raccontato notizie imbarazzanti. Mi racconta: “Sai, in xxxxxx mi hanno passato un profilo di Distiller denominato art. 15 che servirà a fare libri conformi all’art. 15 della finanziaria, così siamo a posto con i libri di testo elettronici”. Cioè, chiedo io. Intendi il Decreto Legge 133/2008? Ah… e risolvi con un profilo di Distiller? Deve essere prodigioso! Che fa questo profilo? Ah niente, risponde lei, praticamente stampo in bassa risoluzione lo stesso file destinato alla stampa in modo che sia più piccolo da scaricare. Uau, dico io, bel colpo! E tutto il resto? Ma quale resto, chiede lei?”

Vediamo il resto.
Tutta la questione dell’accessibilità, certo, che vi esorto a leggere nel resto del post di Mondini, ma permettetemi di caricare la dose.

Anche volendo dimenticare – e non è da fare, e non lo facciamo – le caratteristiche di un testo accessibile, caratteristiche tecniche che sono definite da una normativa precisa, ci sono altri aspetti da tenere presente.
Prendere i file di un testo, i file predisposti per la stampa, e distillarli semplicemente in bassa risoluzione per tirar fuori un pdf (e quindi un ebook) è demenziale.
Può anche funzionare per un romanzo (ma non del tutto, e sempre fingendo di dimenticare l’accessibilità – che con il distiller va a farsi benedire mai ci fosse stata). Ma per un testo scolastico è la cosa più stupida che si possa fare*.

Iniziamo a pensare all’impianto grafico consueto di un testo scolastico:
Il formato: di solito non è A4. È vero che andiamo da mesi ripetendo che i testi digitali non sono testi da stampare in casa, ma può capitare, specialmente in questa fase transitoria, di dover stampare qualche pagina, financo qualche capitolo. Se il testo è più grande dell’A4 il babbo brontola, se è più piccolo si spreca carta, non si riesce a centrare, si fanno pasticci, brontolano padre madre e figlio.
L’impaginato: di solito è pieno di fondini colorati che distinguono parti di testo, box e apparati didattici vari. Vanno benissimo per un testo tradizionale, ma stampati con la epson di casa mangiano inchiostro e se non sono estremamente chiari rendono poco leggibile il testo che vi è posizionato sopra, a meno che non vengano stampati in qualità fotografica (che in tempo e soldi mangia per traverso tutta la famiglia). La lettura a video non sempre è riposante…
Se si arrivasse a usare un reader poi, non oso immaginare cosa venga fuori.
Le immagini: I testi scolastici sono zeppi di immagini, grandi, belle. Ad alta risoluzione.
Sono immagini scelte per andare in stampa. Diverso il criterio per il testo digitale, meno immagini (piuttosto una gallery aggiuntiva online), un pochino più piccole, scelte con accortezza in modo da poterle comprimere al punto giusto, e non tutte nello stesso modo, ci sono immagini che sopportano una maggiore compressione e altre che richiedono una risoluzione maggiore.
I testi scolastici sono pieni di schemi, ad esempio diagrammi ad albero, nel testo tradizionale sono immagini inserite, nel testo digitale sono file vettoriali (si vedono meglio e pesano nulla).
Se si prende il file e lo si distilla “in bassa” tutto insieme e senza distinguo viene fuori una schifezza. E resta comunque pesantissimo, decine di mega eh!

E poi.
A cosa serve un testo digitale se non si può navigare?
Certo, costa meno, ed è già qualcosa, pesa meno, ed è un altro vantaggio, vantaggi che qualcuno pensa di offrire semplicemente spremendo il libro sotto una pressa.
Ma se fosse anche navigabile non sarebbe meglio?
Se quando c’è un piccolo numerino che riporta a una nota in fondo al testo (che negli impaginati di stampa è davvero piccolo, in un digitale conviene impostare gli apici un pochino più grandi), bastasse un click per andarci e uno per tornare? Se quando il testo dice “vedi a pag xx” bastasse un click? E se avesse anche dei link a, per esempio, wikipedia? E se avesse degli approfondimenti online da raggiungere, guarda caso, con un altro click? E se avesse dentro un filmato? si, avete letto bene, nei testi digitali si possono inserire non solo immagini, ma anche filmati.
E se il testo fosse componibile? E se fosse un ciddì tutto navigabile come un sito, con audio e giochi didattici? E se… tante tante cose si possono, si devono fare, si devono ancora inventare.
Tiriamoci su le maniche va, che quelli giocano a far le fotocopie.

*no, non è vero, sono furbi: hanno un sacco di vecchi libri lì, e contano di tirarci fuori ancora tanti soldi.

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8 Responses to I cazzotti patriottici…

  1. Pingback: Strani movimenti sul libro di testo digitale accessibile | biroblu

  2. Livio says:

    E se tutta quella roba lì fosse anche utilizzabile da chiunque, indipendentemente dal suo stato fisico, non sarebbe quello che si dice una grossa figata? :-)

  3. Noa says:

    Non “se”. Deve.
    Una riflessione: non si tratta (più) di convincere che una cosa è buona e giusta, non si tratta (più) di evangelizzare, non si tratta (più) di questuare volontarie adesioni.
    C’è un decreto, c’è una circolare, ci sono, insomma, norme precise.
    Non le segui? bene, sei un “fuorilegge”.
    Bang bang.

  4. LaProf says:

    A leggere l’inizio mi è venuto un po’ da piangere, ma a leggere la fine mi è venuto da tirarmi su le maniche :-)
    E ho cominciato a capire che cosa potrebbe essere lo “specifico digitale” di un libro di testo.

  5. Noa says:

    o guarda, se hai voglia di tirarti su le maniche… c’è tanto da fare, fai un fischio :)
    (e cmq aspettati, al bookcamp, che te le rimbocchi io, le maniche :D :D :D)

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