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06

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In un recente ottimo articolo, pubblicato in seguito all’emanazione della circolare n°16 sull’adozione dei libri di testo, Marina Boscaino e Marco Guastavigna scrivono:

Nonostante il nostro interesse per l’argomento, non vorremmo assolutamente essere nei panni del figlio di Gutenberg che dovrà definire per decreto (di prossima emanazione!) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nella versione on line (sic!), destinata ai “nativi digitali”. Abbastanza misterioso il significato di “versione on line”, anche se se sembra prevalerne l’interpretazione – assolutamente riduttiva – di materiale “scaricabile da Internet”; l’essere online diverrebbe, così, mero meccanismo distributivo… Insomma, un concetto forse ad effetto, ma davvero fumoso, se affrontato con un minimo di senso critico, la cui vaghezza è superata solo da quello di “versione mista”.

Per quanto riguarda i “figli di Gutemberg” vi mando qui :)
Siamo in effetti molto curiosi di vedere il decreto di prossima emanazione che definirà le caratteristiche tecnologiche. Anche perché il decreto Stanca sull’accessibilità al quale si fa riferimento è abbastanza preciso. Quali altre caratteristiche dovranno avere, dunque, questi testi? E se lo dicono ora, come faranno gli editori a renderli conformi in poche settimane? mah!
E come non essere d’accordo sull’interpretazione scellerata che riduce il concetto di “testo online” a un meccanismo distributivo?

E ancora:

L’intervento del ministero – come molto spesso accade per ciò che riguarda la scuola – è improntato a logiche che con la dimensione culturale non hanno nulla a che fare: come per il taglio degli insegnanti e per la riforma degli ordini scolastici, con vergognosi scardinamenti di modelli didattici efficaci e significativi, anche la proposta dell’e-book non è sostenuta da alcuna elaborazione, né da convinzioni ed evidenze di carattere pedagogico, didattico, cognitivo. Ma occhieggia, italianamente, alle tasche dei genitori e alla salute degli studenti più piccoli: motivi nobili, ma certamente non dirimenti.

Non dirimenti e addirittura pericolosi e controproducenti. Far penetrare la pratica dell’e-book attraverso queste chiavi interpretative, può significare tagliare le gambe all’operazione sin dai suoi primi passi. Significa proporre una soluzione la cui dimensione culturale, che dovrebbe essere prioritaria e determinante e che non riguarda solo l’autorevolezza dei testi, ma l’approccio all’apprendimento, nonché elementi di inclusione, di condivisione, di democrazia, che investono aree cognitive e aree sociali, passa in secondo piano. Significa incentivare un mercato che in alcuni casi ha già annunciato una tendenza alla spregiudicatezza e all’approssimazione. Significa rischiare un ulteriore abbassamento della qualità degli strumenti didattici e di conseguenze delle richieste pedagogiche. Significa sottrarre qualunque possibilità di respiro ad un dibattito che – invece – riteniamo fondamentale in termini di possibilità, di prospettive, di dimensione metaculturale.

Chi ci conosce sa che condividiamo ampiamente.

L’articolo è tutto molto interessante e gustoso assai, direi, in alcune sue parti.
E, visto che non parla di noi, consiglio di leggerlo tutto.

Posted in editoria scolastica, news scuola | Tagged , , , , , , , , , | 5 Comments

5 Responses to Zibaldoni digitali

  1. LaProf says:

    Significa anche che, attualmente, con i tempi strettissimi che ci sono stati cuciti addosso all’improvviso o quasi (*), i rappresentanti delle case editrici più *avanzate*, ci avvertono che i loro libri sono scaricabili da Internet (**) e quindi è meglio adottarli al posto di quelli non scaricabili ed è meglio adottarli subito (anche se non si capisce perchè non posso pensarci ancora).

    (*) entro il 15 aprile, il che significa che dobbiamo, entro quella data, avere già fatto una riunione con i genitori per presentare le (eventuali) nuove adozioni, e aver previsto (o infilare da qualche parte) anche un collegio docenti per la ratifica delle (eventuali) nuove adozioni; non che il collegio non fosse previsto, nella nostra scuola era in calendario da settembre, ma più avanti…
    (**) cito: “quest’opera ha forma mista cartacea e digitale, è parzialmente disponibile in Internet […] Le parti disponibili in Internet riguardano: gli esercizi integrativi; un eserciziario interattivo; materiali per alunni non madrelingua, con difficoltà di apprendimento, il volume abilità”
    Però non si capisce se e in che misura saranno disponibili. Ho provato a iscrivermi in un sito, mi hanno chiesto, per ora, solo l’indirizzo del ministero e i dati della mia scuola, ma ho dovuto dire che non sono loro *cliente* (cioè, credo, che non ho nessun loro libro adottato). vedremo.

  2. LaProf says:

    Mi scuso, ho letto dopo tutto l’articolo del link. Mi sono accorta che fa lo stesso mio esempio. Cioè, per far capire che cosa intendono gli editori per libro digitale o *versione mista*, ha preso la quarta di copertina dello stesso editore che ho preso io. Mi scuso per il doppione :-)

  3. Noa says:

    Guarda, questa cosa della versione “mista” è ‘na sola…
    Non perché teoricamente non sia fattibile-corretta-usabile, ma perché si presta alle interpretazioni più fantasiose e, quindi, anche speculazioni poco didattiche e molto mercatare.
    I giochi sono aperti, ciascuno interpreterà a suo modo, sicuramente tutti abbiamo molto da imparare e molto sarà da inventare e sperimentare. Sarà sicuramente impegnativo, e io penso che sarà anche divertente. Chi si divertirà a fare cose nuove probabilmente le farà bene, chi le farà solo per far soldi no.
    Lo schoolbookcamp sarà estremamente utile.
    ;)

  4. LaProf says:

    Allora sarà d’uopo esserci :-)

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