Feb
05

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Federico Lera, avvocato specializzato in diritto dell’informatica e diritto d’autore (lo incontreremo allo SchoolBookcamp) ha scritto un post per noi, grazie Federico!

Il futuro dei contenuti digitali tra voglia di repressione e necessità di sviluppo.

Il 14 gennaio 2009 ha visto la luce il Comitato Tecnico contro la Pirateria Digitale, organismo nato dall’iniziativa Governativa volta a regolamentare e disciplinare la scottante e variegata materia del diritto d’autore in ambito digitale.
Appare infatti ormai innegabile la necessità di provvedere a scrivere norme precise, specifiche e innovative per un settore che non può più reggersi su Leggi e concetti obsoleti e legati ad una cultura in cui il digitale non “ERA” ancora, in cui i contenuti erano ancora “materiali” e la cui circolazione era quindi regolata e regolabile con norme e principi che oggi, come detto, appaiono quantomeno inadatti se non addirittura completamente superati.
Permettetemi fin da subito un appunto alla scelta operata dal Consiglio dei Ministri che, vista l’importanza e l’attualità di un tema di discussione così delicato, avrebbe a mio avviso dovuto propendere per una denominazione ben diversa per il neonato Comitato.
Puntare l’attenzione unicamente sulla “Pirateria Digitale” pare suggerire una spinta Governativa volta più a reprimere le condotte in essere da parte degli utenti/cittadini della Rete, che a trovare la strada per segnare una disciplina del mondo dei contenuti digitali tale da prevenire e sconfiggere quello che sembra essere l’unico male della odierna circolazione culturale. Non si può considerare la pirateria come un male da sconfiggere per il buon andamento dell’attuale assetto economico, senza ragionare sui motivi di tale fenomeno e sulle soluzioni che dovrebbero essere predisposte a monte per arginare tale fenomeno.
Sarà per deformazione professionale o semplicemente perché mio padre è un medico, ma io (sarà pure una frase fatta, ma nasconde in sé quella che dovrebbe essere la soluzione ideale per questo spinoso problema) preferirei “prevenire” e quindi trovare soluzioni a monte del problema, piuttosto che “curare” e quindi sanzionare comportamenti che sono messi in atto per tutta una serie di ragionamenti che il neonato Comitato non può e non deve ignorare.
Alla luce di quanto detto, forse sarebbe apparso ben più utile provvedere alla formazione di un “Comitato per la regolamentazione e disciplina dei contenuti digitali” così da porre l’attenzione sul reale problema che l’organismo governativo dovrà affrontare.
“Sviluppo, non repressione”: questa la voce che si alza dal cosiddetto popolo della Rete che ha già fatto chiare le proprie ragioni e iniziative attraverso una lettera aperta che i cittadini e gli operatori della Rete hanno rivolto al presidente del Comitato.
Ad opinione di chi scrive, infatti, argomento principale e necessario della discussione dovrà certamente essere la definizione di quanto è “contenuto digitale”, della sua formazione, della sua circolazione, della sua tutela e, solo da ultimo, della repressione di un fenomeno (la pirateria) che deve tornare ad essere considerato alla stregua di un qualsiasi altro reato contro la proprietà (intellettuale, naturalmente) e non più un reato dai connotati “speciali” stante la posta economica in gioco.
La scelta di limitare temporalmente l’ambito di operatività del Comitato non fa ben sperare per una soluzione del problema che parta dall’analisi dell’esperienza di chi tutti i giorni lavora nel campo dei contenuti digitali: gli addetti ai lavori, le associazioni di categoria e i consumatori stessi avrebbero dovuto avere il diritto di sedersi al tavolo delle trattative per dirigere, suggerire e consigliare i responsabili del Comitato sulla strada che l’innovazione normativa deve seguire per adattarsi allo sviluppo che stiamo vivendo.
Perché sono loro i veri artefici del cambiamento che stiamo osservando, e senza la voce di chi ogni giorno vive la propria vita nel creare, gestire, trasferire e controllare i contenuti digitali non ci potrà essere una buona Legge che disciplini la materia.
E se vorremo davvero combattere il fenomeno della “pirateria informatica”.. non potremo che farlo partendo da questi soggetti: per prevenire, invece di curare.

Federico Lera

Il disegno è di Elizabeth O. Dulemba in “honor of Talk Like a Pirate Day

Aggiornamento: Federico Lera ha pubblicato il suo nuovo blog sul nuovo multiblog, questo è il post di inizio… lo trovate qui: http://lera.bibienne.net

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