Dec
02

E intanto il titolo fa -6,6%

Due giorni fa leggo:

Il premier ha ricordato la norma sui libri scolastici proprio per rimarcare che il governo ha approvato una norma che colpisce un’azienda “in cui la famiglia del presidente del Consiglio ha qualche interesse”. Non poter cambiare i libri prima di cinque anni si traduce “in una perdita di 100 mln di euro – ha detto Berlusconi – e abbiamo deciso di uscire addirittura dall’editoria scolastica.

Non è pensabile prenderlo sul serio.
Mi chiedevo se scrivere un post sulla boutade, ma questa mattina è uscito un articolo su Milano Finanza che chiarisce parzialmente la questione: alla divisione scolastica della Mondadori non ne sanno nulla, Marina si è irritata, e l’azienda – che ricava 71 milioni di euro l’anno – è valutata sul mercato quanto la perdita che il premier ha stimato. L’articolo specifica che quindi non sta succedendo nulla, anche perché la riforma sarà attuata tra due anni…

2 Responses to “Mondadori: le mani sono ambidestre, ma una non sa cosa fa l’altra.”

  1. futre
    December 2nd, 2008 @ 11:01 am

    solo un piccolo appunto, per poter visualizzare l’articolo di Milano Finanza, che è cmq interessante, bisogna essere registrati, e magari non tutti hanno voglia di farlo…

  2. noa
    December 2nd, 2008 @ 11:14 am

    hai ragione, ma proprio per questo motivo non posso pubblicare il loro articolo… speriamo che qualcuno lo rilanci in chiaro, così mettiamo il link :)

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  noa

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista QUI o vedere il suo profilo su LinkedIn.