Nov
06

L’onorevole Elena Centemero (PdL) ha presentato un’interrogazione parlamentare tesa a chiarire una possibile incongruenza tra il decreto legge 137, art. 5 – relativo alle nuove adozioni dei libri di testo – e la legge 133 (finanziaria 2009), art. 15 – relativo ai libri di testo online.
Qui il testo completo dell’interrogazione che chiede se:
a) la versione on line, scaricabile da internet, in caso di aggiornamento rientri nella ricorrenza di specifiche e motivate esigenze;
b) e, in tal caso, per l’eventuale aggiornamento del testo on-line e scaricabile da internet venga prevista dai Regolamenti e dalle Circolari Ministeriali uno standard per l’aggiornamento di testi scolastici o di parti di essi, a seconda che il libro sia in toto utilizzabile nelle versioni on line o mista.

Bene ha fatto la Centemero a chiedere, c’è sempre fin troppa confusione su queste cose.
BBN, in ogni caso, si pone fuori dai giochi: la 137 (l’adozione avviene con cadenza quinquennale nella scuola primaria e ogni sei anni per la scuola secondaria di primo e secondo grado) dice testualmente:

Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili […]

Quindi, visto che secondo l’articolo 15 della 133 obbliga all’adeguamento al digitale in meno di cinque anni (3), è ovvio che i testi possono essere cambiati per adottare versioni online o miste. Mi pare questa una più che “specifica e motivata esigenza”: si tratta di adeguarsi alla legge.
Inoltre, per quanto riguarda BBN, gli eventuali aggiornamenti sono gratuiti.

Commenteremo, se sarà il caso, la risposta dei ministri interpellati.

Quello che io mi chiedo, però, è cosa si intenda per versioni miste.
Se io, grande e quindi incontestabile editore (no, non io :D), pubblico un testo cartaceo di 700 pagine con una manciata di schede di approfondimento online, sto facendo una versione mista?
Fatta la legge…

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4 Responses to eBook a scuola: interrogazione parlamentare

  1. FIlippo says:

    Certo che stai facendo una cosa buona e giusta!
    Anzi, molti editori, invece di mandare al macero i testi obsoleti (fino ad oggi erano considerati obsoleti libri di 5/7 anni), li stanno rendendo disponibili in PDF pronti da scaricare. Appendici, apparati, glossarietti, vecchie schede di approfondiment, e quant’altro ci sia di rumenta nei loro archivi viene reso disponibile (a pagamento, perchè il diritto d’autore per il momento è fatto salvo) come materiale on-line allegato al corso novità.
    Nonostastante sia daccordo con te sul fatta le legge… in questo caso dissento perchè in 3 mesi non si fa una campagna scolastica e quindi per salvare la pellaccia (o i posti di lavoro) fai quello che ti viene chiesto senza controbattere. Accidenti, forse qualcuno aveva qualcosa da dire, ma la maggioranza è maggioranza, e quindi le stronzate dovranno giustificarle loro.

    Ciao f.

    alcuni miei commenti
    http://casascuola.wordpress.com/2008/09/05/la-gelmini-e-il-senso-delle-cifre/#comment-358

  2. LaProf says:

    C’è una cosa che mi lascia perplessa: la legge dice: ” i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio”.
    Io interpreto così: l’editore si impegna a non cambiare il libro per un quinquennio, ma io (insegnante) posso decidere di adottarne un altro di altro editore (che a sua volta si è impegnato a non cambiare per un quinquennio).
    Sbaglio?

  3. noa says:

    L’articolo completo:

    Art 5. Adozione dei libri di testo
    1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio, e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinché le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto del le disposizioni vigenti.

    Viene da pensare a un doppio laccio:
    1) adotti un testo che promette di non essere modificato
    2) l’adozione è comunque valida per 5/6 anni.

    Relativamente alla prima questione penso che se l’aggiornamento è tale da mantenere invariato il codice ISBN, l’editore può eludere il vincolo.
    Per quanto riguarda la seconda c’è un cosa che non mi torna: e se cambia il docente? già ora succede, un nuovo insegnante si trova il testo che ha scelto il collega l’anno precedente, ma se non gli piace l’anno successivo lo cambia.
    In questo modo se lo deve sorbire per anni, e la libertà di insegnamento dove va a finire?
    Non è una questione da poco, con il giro di precariato che abbiamo…

    Insomma, visto che rimane “fermo quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge…” a noi va bene, nel senso che si può cambiare l’adozione solo per privilegiare i testi digitali. Ma francamente non condivido.

  4. Luca says:

    Non sono d’accordo con quanti affermano che l’adozione di un libro di testo deve durare per cinque anni: se così fosse ci sarebbe una grave violazione della libertà di insegnamento. Concordo con l’interpretazione de ‘La Prof.’ che ha scritto: “L’editore si impegna a non cambiare il libro per un quinquennio, ma io (insegnante) posso decidere di adottarne un altro di altro editore (che a sua volta si è impegnato a non cambiare per un quinquennio)”. Quindi l’unica probabile differenza rispetto al passato, per noi insegnanti, è che l’elenco dei libri fra i quali sceglieremo quest’anno sarà lo stesso elenco dal quale potremo scegliere nei prossimi cinque anni. Salvo l’aggiunta di NUOVI libri di testo per i quali le Case Editrici si impegnino al non cambiamento per un lustro (e questo mi fa pensare ad una scappatoia per gli Editori che però non voglio suggerire…).
    Io, in qualità di insegnante, sarò sempre libero di cambiare il libro di testo ogni anno. Anzi, potrei anche non adottarne nessuno e indicare del materiale didattico alternativo (è una forma di protesta suggerita da qualche Sindacato).

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