Nov
29

Sergio Lepri, per 28 anni direttore dell’Ansa, sta scrivendo un libro
Ma lo pubblica solo su internet, aggiornandolo con le testimonianze

Sergio Lepri, 89 anni, dei quali ventotto trascorsi come direttore dell’Ansa (1962-1990), ha rifiutato la proposta di un importante editore di scrivere un libro sul 1943: lo pubblica sul suo sito. Una specie di romanzo a puntate aperto alla collaborazione di tutti e pensato per avere una sua “vita infinita, senza limiti di contenuti e senza scadenza temporali, affidata all’autore finché vivrà e poi a qualcuno che ne continuerà e alimenterà la sopravvivenza, perché non si perda la memoria del tempo”.

L’opera è quindi aperta, interattiva, e quindi modificabile.
[...]
Quel che colpisce è che a quasi 90 anni, un grande figlio del Novecento, scelga di affidarsi esclusivamente a internet. Spiega: “Un libro a stampa deve essere: prima, terminato dall’autore; poi stampato, poi distribuito nelle librerie. Se non è segnalato da qualche recensione di giornale, lo scoprono soltanto quelli che frequentano le librerie e lo vedono fra i libri appena usciti. Se il testo li interessa, lo comprano (mille-duemila sono quelli che comprano libri di questo tipo), lo leggono, lo mettono in uno scaffale, se ne dimenticano. Dopo qualche tempo, il libraio lo sposta fra i libri meno in vista. Dopo qualche tempo l’editore lo toglie dal catalogo, lo manda al macero. A differenza dei libri a stampa, un libro in internet non deve essere necessariamente terminato prima di essere reso pubblico e può essere corretto o arricchito dall’autore anche dopo essere stato pubblicato. Intervenire per modificare un testo in rete è semplice. Questa è l’altra novità: un libro che può cambiare, e migliorare, seguendo la diversa ispirazione dell’autore o (per un libro storico o culturale) grazie alla raccolta di nuovi elementi”.

Sul suo sito dice “Nessuno mi ringrazi. Sono io che ringrazio chi mi leggerà“, ma non possiamo non abbracciare, con la mente e con il cuore, quest’uomo che ci trasmette quello che ogni padre e nonno ha di più prezioso: la memoria, e con essa il senso del nostro tempo.
E che lo fa nel migliore dei modi oggi possibili.

Fonte.

Nov
27

10 anni fa nasceva peopleforfun.
La filosofia è sempre quella: don’t surf, make the wave.
E per i nostri nuovi barcode è l’ideale :)

immagine di barcode

Ogni codice ISBN genera un’onda diversa: presto su tutti i nostri CD.

Nov
23

Per chi non conosce l’antefatto leggere il post di Tombolini “Gravità Zero reloaded: prima della cura” e, antefatto dell’antefatto, “Gravità altro che zero: quando la scienza si fa censura“.
Io non avevo scritto nulla sull’argomento, anche perché non ero stata direttamente coinvolta: il mio unico commento non era stato censurato.
Diverso il caso di Luca Conti e di Tambu.
Però, adesso, mi scappa da ridere.
Oh yeahhh!

Nov
20

Su Rosa Stanton un’intervista a me, sì, un’altra.
Ho incontrato Roberto Scano nel (sul?) suo VirtualBar “4bit@bar”, davanti a un ottima (reale) tazza di tè, gatto (vero) sulle ginocchia. Abbiamo parlato un po’ di tutto: la sede di BBN nel mio nido d’aquila in riva al mare, la gestione virtuale del lavoro di tutti, il rapporto degli insegnanti con le tecnologie educative*, l’idea di condivisione dei contenuti, mio figlio e la danza.
Ora posso dire senza temere di essere smentita che lo conosco o, meglio, che lui conosce me :D
Devo ancora zippargli il crème caramel però.

*Lasciatemi citare Mario Agati:
Le tecnologie non sono educative.
Ci sono degli educatori che usano le tecnologie (vecchie e nuove) per educare (bene o male).

Nov
20

Ovvero, il paradiso del libro è digitale.

Mi era sfuggito il lungo articolo di Mario Guaraldi “Il futuro del libro nell’era digitale“.
Peccato non averlo letto il giorno in cui è stato pubblicato, era il mio compleanno e, visto che l’ho letto con molto piacere, l’avrei vissuto come un regalo :D

[...]
“Quello dei “libri scolastici” è in effetti uno scandalo rituale che si ripete inutile e immutato ogni anno: il loro costo, il loro peso negli zainetti, la pesantezza dei contenuti didattici, gli errori che contengono. Poi, tutto continua come prima.

Oggi non solo il monopolio editoriale sui contenuti dei libri di testo ”gonfiati” ad arte va in rotta di collisione con la pretesa (e inesistente) autonomia didattica degli insegnanti, ma si scontra ormai violentemente con le potenzialità delle nuove tecnologie (e-learning, Learning Objects(5) , print-on-demand) . L’Antitrust non ha davvero tutti i torti nell’indagare le scelte opinabili degli editori scolastici stranamente concordi nel gestirsi e spartirsi l’unico mercato imposto che sopravvive all’economia di mercato…
[...]
E’ solo alla luce di ormai antichi bengala, che la battaglia del caro-prezzi e il futuro del libro di testo via internet o in forma di e-books, mostra i suoi veri connotati. Non è banalmente un problema tecnologico, e neppure di soli interessi economici in gioco. E’ un problema di vera emergenza educativa in un Paese dove gli insegnanti sono sempre più impastoiati da migliaia di ragnatele dispositive centralizzate e dove gli studenti hanno spesso adottato la Scuola come campo di addestramento alla guerriglia per l’arrembaggio ai veri “valori” propugnati dai network televisivi, le sole Agenzie formative che contano davvero : la ricchezza subito e a qualunque prezzo, il successo, il sesso.
[...]

Eh.
Il resto potete leggerlo sul sito dell’editore Guaraldi.

Nov
18

Si parla di noi, e del futuro dei testi scolastici digitali, nell’intervista di Marco Traferri a Maurizio Chatel.

“Nel nostro paese, tuttavia, sono ancora poche, pochissime, le realtà editoriali impegnate sul fronte degli e-book di testo. Tra queste c’è BBN, casa editrice torinese che dal 2005 opera proprio nel settore dell’e-book in ambito didattico. E-Boom! è andato a stuzzicare il prof. Maurizio Chatel, responsabile dell’area umanistica di BBN, per conoscere più da vicino…”

Qui il file audio.

Nov
06

L’onorevole Elena Centemero (PdL) ha presentato un’interrogazione parlamentare tesa a chiarire una possibile incongruenza tra il decreto legge 137, art. 5 – relativo alle nuove adozioni dei libri di testo – e la legge 133 (finanziaria 2009), art. 15 – relativo ai libri di testo online.
Qui il testo completo dell’interrogazione che chiede se:
a) la versione on line, scaricabile da internet, in caso di aggiornamento rientri nella ricorrenza di specifiche e motivate esigenze;
b) e, in tal caso, per l’eventuale aggiornamento del testo on-line e scaricabile da internet venga prevista dai Regolamenti e dalle Circolari Ministeriali uno standard per l’aggiornamento di testi scolastici o di parti di essi, a seconda che il libro sia in toto utilizzabile nelle versioni on line o mista.

Bene ha fatto la Centemero a chiedere, c’è sempre fin troppa confusione su queste cose.
BBN, in ogni caso, si pone fuori dai giochi: la 137 (l’adozione avviene con cadenza quinquennale nella scuola primaria e ogni sei anni per la scuola secondaria di primo e secondo grado) dice testualmente:

Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili [...]

Quindi, visto che secondo l’articolo 15 della 133 obbliga all’adeguamento al digitale in meno di cinque anni (3), è ovvio che i testi possono essere cambiati per adottare versioni online o miste. Mi pare questa una più che “specifica e motivata esigenza”: si tratta di adeguarsi alla legge.
Inoltre, per quanto riguarda BBN, gli eventuali aggiornamenti sono gratuiti.

Commenteremo, se sarà il caso, la risposta dei ministri interpellati.

Quello che io mi chiedo, però, è cosa si intenda per versioni miste.
Se io, grande e quindi incontestabile editore (no, non io :D ), pubblico un testo cartaceo di 700 pagine con una manciata di schede di approfondimento online, sto facendo una versione mista?
Fatta la legge…

Nov
01

Un buon servizio di copertina sugli ebook è stato pubblicato su Millionaire di novembre.

Il servizio ha il respiro di una vera inchiesta, a dispetto dei disinformati anatemi retrivi ai quali siamo abituati. Pur aderendo allo spirito della rivista – che mira a indagare e illustrare sia le nuove opportunità di business per i neoimprenditori, sia i nuovi profili professionali e le storie di eccellenza – la giornalista ha composto un servizio godibile anche da chi non è interessato professionalmente o imprenditorialmente a questo settore.
Parecchio spazio è stato dedicato a BBN, ma anche all’editore Giacomo Bruno, alla questione dell’accessibilità (Livio Mondini dedica un post allo stesso servizio), al self publishing, agli autori e last but not least agli ebook reader.

  Noa

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista QUI o vedere il suo profilo su LinkedIn.