Oct
08

Il commento di un consulente informatico al mio post precedente mi fa pensare che sia bene chiarire – speriamo una volta per tutte – la questione della pirateria e delle licenze.
Non starò a questionare sul significato del termine “pirati”, e tantomeno su quello di “hacker”, termini utilizzati spesso a sproposito, magari tornerò sull’argomento. Mi limito a specificare che in questo contesto si intendono le persone che scaricano illegalmente materiale coperto da diritto d’autore.
Siamo in un paese dove l’incidenza delle copie pirata e’ altissimo, soprattutto tra i ragazzi.
Circa 10 anni fa’ avevo fatto un software per la gestione dei negozi di dischi.
Con la pirateria, quello spicciola intendo tipo emule e vari, hanno chiuso tutti, uno dopo l’altro.
” Commenta infatti prossio.

Ho già avuto modo di scrivere nel post dedicato ai DRM che la faccenda delle protezioni, in ambito di editoria scolastica, mi sembra una questione di lana caprina, oziosa quando non faziosa.
E in una risposta su un altro blog, mi è capitato di scrivere che se scoprissimo che i nostri testi sono stati e-mulati, noi ne saremmo o-norati.

Ho sempre pensato che il motivo per il quale non ci poniamo il problema delle copie pirata fosse chiaro. Ma, a quanto pare, non lo è…

Incominciamo a dire che le adozioni sono pubbliche: in primavera gli insegnanti scelgono i libri di testo che i ragazzi (le famiglie) dovranno acquistare a settembre. Gli elenchi dei testi adottati in ogni scuola di ogni ordine e grado sono pubblici.
Supponiamo quindi che una scuola di Milano adotti il nostro testo di storia.
La scuola ci chiede la licenza (presidi corsari non ne conosco) e distribuisce i file ai ragazzi. Si tratta di file NON protetti: la nostra licenza ne permette la copia, la stampa e la fotocopia (più altrettanto materiale Creative Commons).
Ora ipotizziamo che uno dei ragazzi del liceo milanese, chiamiamolo Barbanera, e-mulizzi i file, e che un altro ragazzo, che chiameremo Barbagianni, li scarichi.

Caso 1: Barbagianni vive a Milano e frequenta lo stesso liceo di Barbanera.
Caso 2: Barbagianni vive a Bari, o a Venezia, o a Catania e frequenta un liceo che ha adottato lo stesso testo.
Caso 3: Barbagianni vive a… e frequenta un liceo che NON ha adottato questo testo.

E allora?
Caso 1: non ci interessa: se i ragazzi sono compagni di scuola, questa ha già acquistato la licenza per tutti. Che differenza fa quindi se Barbagianni utilizza il file che gli ha passato l’insegnante con la chiavetta usb, o quello identico che ha pescato in un torrente?
Caso 2: Il liceo di Bari, Venezia o Catania che sia, se ha adottato il testo ha anche acquistato la licenza, quindi vedi risposta al caso 1.
Caso 3: Barbagianni studia storia su un altro testo e i motivi per i quali ha scaricato i file possono essere due: o l’ha fatto per errore, quindi li butterà via o finiranno dimenticati in qualche sottocartella, oppure li ha scaricati per leggerli, consultarli, usarli per integrare il testo sul quale studia. Bene, questa è l’unica ipotesi dove potrebbe, secondo i criteri usuali, configurarsi la pirateria. Ma per quanto ci riguarda un ragazzo che sceglie di farsi il download di un libro scolastico, invece che di un gioco, è così raro che il testo gratis se lo merita. E se ce li richiede, al Barbagianni bucaniere, diamo pure gli altri.

E trovatelo un altro editore così.
N04

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16 Responses to Il falso problema della pirateria.

  1. Maurizio says:

    Mi hai ulteriormente chiarito le idee sull’argomento… grazie.
    Lo sviluppo web è solo parte della mia vita lavorativa.
    Nella restante parte mi trascino nel mondo accademico (laurea + dottorato + assegni di ricerca = 14 anni) dove la chiarezza non esiste proprio (ti ho appena fatto un complimento se il ragionamento è troppo contorto).
    Comunque rimango un poco scettico sul fatto che tale sistema possa funzionare veramente. Chiariamoci il sistema mi sembra ottimo per un paese civile, ma qui in Italia? Spero proprio che la tua risposta sia: si anche qui in Italia. Questo significherebbe che forse non siamo poi così limitati come penso.

  2. Pingback: Libri digitali scolastici: e i diritti d'autore? | biroblu

  3. noa says:

    @Maurizio:
    mah! sì, direi di sì…
    mi spiego: non dovesse funzionare sarebbe a causa di altri limiti, non è la questione del copyright a fare la differenza :)

    (grazie per i complimenti :D)

  4. Maurizio says:

    …e proprio ai possibili altri limiti io mi riferivo :)

  5. prossio says:

    Grazie per la risposta al precedente post Noa, non volevo creare problemi, ma esprimere quello che vedo accadere ogni giorno.
    Alcune risposte al tuo post:
    i negozi di dischi hanno chiuso oppure hanno grosse difficolta’ grazie alla pirateria, da emule ad altre realta’, ti assicuro con fatturati alla mano che la stessa attivita’ ha subito un decremento fortissimo grazie a questi sistemi.
    Ho solo un appunto da farti all’esempio che hai citato tu, il caso 2 del liceo di bari.
    Il liceo di bari adotta il libro ma non prende la licenza per il copyright da voi, in quel caso il buco sarebbe totale.
    A meno che la vostra casa editrice imponga alla scuola l’acquisto della licenza per le copie autorizzate condizionata all’adozione.
    In tal caso il tuo esempio e’ perfetto.
    G.

  6. noa says:

    @Maurizio: eh… qui la storia si fa infinita: tempi bui…

  7. noa says:

    @prossio
    Figurati, nessun problema anzi, grazie a te che mi hai offerto lo spunto per approfondire l’argomento e chiarire la nostra posizione.
    Per quanto riguarda il caso 2, nessuna scuola può adottare il testo (e soprattutto utilizzarlo) senza acquistarne la licenza: gli insegnanti coinvolti e la direzione scolastica rischierebbero un procedimento penale e, come dicevo, non conosco presidi che aderiscono alla filibusta (bè, non nella loro funzione pubblica almeno, poi a casa loro… chissà :D).
    Ovvio quindi che le copie in uso alla scuola devono essere “licenziate” :)
    Un ultimo appunto, hai scritto “Il liceo adotta il libro ma non prende la licenza per il copyright da voi” come se potessero prenderla altrove. Questo non è possibile: preciso che i testi BBN non sono solo distribuiti da noi, ma anche creati. Gli autori li scrivono per noi, sotto regolare contratto, le illustrazioni (perfino le mappe storiche) sono realizzate appositamente dai nostri disegnatori, le copertine, il progetto grafico, l’impaginazione e la redazione… tutto realizzato “in casa”. Insomma, siamo una casa editrice, non un distributore :)

  8. futre says:

    e ci sarebbe d’aggiungere che sono stati ideati e realizzati in quanto testi digitali, con delle caratteristiche e specifiche ben definite, credo che nessuna altra casa editrice, o forse quelle che si occupano di materiale informatico, creino un libro partendo da questo presupposto
    tornando invece al discorso della pirateria, fermo restando che il p2p ha dato una bella scossa al sistema economico, non possiamo addossarle tutte le colpe, sarebbe come dire che il registratore a nastro ha ammazzato il buon vecchio giradischi, vero, ma solo in parte
    a mio parere il problema non è combattere la pirateria ma fare in modo che non serva più, trovare metodi alternativi per la distribuzione e un deciso abbassamento dei costi, un cd audio/video costa decisamente troppo e non credo che il prezzo sia giustificato
    e a parte il p2p, che dire dei grossi centri di distribuzione video? qualcuno ha addossato a blockbuster la (quasi) morte dei cinema, o dei canali a pagamento? e quanti fittano un cd per poi masterizzarlo? e forse qualcuno è sceso in difesa del “salumiere di quartiere” perchè a 10mt c’è un ipermercato?
    per i provider sarebbe fin troppo semplice bloccare il p2p, ma forse qualcuno lo fa? non conviene neanche a loro, anzi, aumentano la banda.
    evoluzione o involuzione, cmq i tempi cambiano, lamentarsi perchè hanno invaso il mio giardino non serve, devo trovare un’alternativa

    only my cent..

  9. noa says:

    grande futrello.
    il discorso è ampio, esce abbondantemente dai confini di quelle che sono le nostre competenze, i nostri ruoli e il nostro piccolo mercato.
    però possiamo tornarci, continuando a prendere precise posizioni, quelle che altri non si possono permettere.

  10. prossio says:

    @futre
    se mi posso intromettere…
    Hai ragione il costo dei cd elevato non ha aiutato il settore.
    Ma il cd non si puo’ affittare, e’ illegale.
    Blockbuster ha grossi problemi economici, sempre per il p2p.
    Questi due esempi si basano su qualcosa di illegale, mentre e’ ben diverso l’esempio del salumiere e dell’ipermercato, quella e’ concorrenza, forse sleale, ma non illegale.
    Secondo me, non possiamo fare confronti su un lavoro legale ed un illegale, troppo facile.
    Anche io posso avere il miglior prezzo di un prodotto, venderlo meno di un supermercato, ma non pagare le tasse.
    Comunque come ha detto noa, il discorso sarebbe troppo lungo.

    :-)
    G.

  11. noa says:

    Ok, sono d’accordo sul fatto che non si possa mettere sullo stesso piano due azioni se una è illegale e l’altra no. Penso che futre intendesse solo dire che l’evoluzione (o involuzione che sia – lascia la discussione aperta) presenta sempre un conto da pagare. Non dimentichiamo comunque che davvero non conosco nessuno della mia generazione che non abbia duplicato su cassetta l’LP appena comprato dall’amico e che non si sia fotocopiato almeno un testo universitario :D (si, ok, non avevo amici ricchi).

    Una cosa non capisco però: cosa intendi con “affittare cd è illegale”? Io da blockbuster li noleggio (si ok dvd cinema, ma che cambia?) e se volessi li potrei pure duplicare…

  12. Pingback: L’editore che non teme la pirateria « FARAONA, la gallina che non fugge

  13. LaProf says:

    Grazie per le spiegazioni. Vanno ad accumularsi per quando sarà venuto il momento di discuterne a scuola (ma ora tutto tace, su questo fronte: c’è stato il botto iniziale e poi basta; sarà perchè stiamo contando morti e feriti dei prossimi tagli? :-(

  14. noa says:

    i morti e i feriti cercate di non averli a roma domani! :D
    eh! l’età… la tentazione di prendere il treno c’è sai? bei tempi…
    tu vai?

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