Sep
04

Stamattina mio marito mi ha chiesto: “ma come mai il Presidente del Consiglio, proprietario di una delle più grandi case editrici scolastiche, ha permesso alla sua pupilla di congelare il mercato dei libri di testo per 5 anni?”.
L’ho guardato. Mi sono resa conto che davvero non capiva.
Allora – non ho mica un marito scemo eh! – si vede che il gioco non è chiaro, forse è il caso di spiegarlo. Semplificando:
Prima è uscita una legge che impone l’adozione dei testi digitali a partire dal 2009 con quello che c’è per arrivare al 2011 con l’adozione di soli ebook.
Subito dopo una legge che pare dire: visto che tanto col cavolo che le case editrici faranno i testi digitali, vi tenete i testi che avete fino al 2014.
Apparentemente è un controsenso e pure una zappata agli editori, come rileva il consorte.
Ma.
1) Le case editrici investono nella redazione, nella stampa dei testi, nelle copie saggio: questi costi vengono ammortizzati nel primo anno di vendita (più o meno) così gli anni successivi, pagati i costi di creazione del testo e gli impianti di stampa (le pellicole e le lastre), rimangono solo i costi di ristampa e i diritti d’autore (una miseria) = tutto guadagno.
2) La trovata della Gelmini ridurrà il fatturato delle case editrici ma aumenterà la percentuale di utile sul fatturato (è una conseguenza del punto 1).
3) Le grandi case editrici detengono l’80% del mercato.
4) Le case editrici piccole avranno difficoltà a far fronte al disastro.
5) Le case editrici grandi recupereranno il fatturato perduto spazzando via quelle piccole.
6) Il monopolio dei 4/5 grandi editori uscirà rafforzato.
7) Nel frattempo le grandi case editrici hanno 5 anni per dirottare gli investimenti sul digitale.
8) Le case editrici piccole, nello stesso periodo, non potranno investire nulla dovendo pensare a sopravvivere, e così alla fine anche quelle che reggeranno saranno tagliate fuori dal mercato.

Morale, la prima trovata della ministra è funzionale alla seconda e, tutte e due, a chi detiene il potere.

Si tenga pure, il presidente dell’AIE, il suo raccapriccio. Gli renderà parecchio denaro.

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5 Responses to Gelmini, testi scolastici, ebook ed editori: due righe di spiegazione.

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  2. Andrea says:

    ovvero: al posto di incentivare lo sviluppo dell’editoria digitale la si tiene a freno per i consueti motivi di interesse. un approccio tipico del nostro paese e che non lo aiuta certo a progredire.
    oggi un Iliad (o lettore analogo) costa ancora sicuramente troppo, ma una massiccia diffusione e una politica di incentivazione all’acquisto aiuterebbero a ampliarne il mercato e a renderlo più accessibile. Fatto sta che vedere nel 2008 studenti di scuole elementari, medie e superiori che spendono un patrimonio in testi scolastici cartacei e vanno ancora a scuola con zaini di qualche chilo mi sembra così assurdo…

  3. noa says:

    sì, e penso che succeda in tanti settori, scoperte o innovazioni scomode che vengono tenute a bagno maria per chissà quanto tempo :D
    E anche a me pare assurdo, ma in questo specifico caso i fattori da considerare sono davvero tanti, e anche se nessuno remasse contro, l’evoluzione pretenderebbe comunque il suo tempo.
    siamo consapevoli di lavorare per il futuro :D

  4. maleja says:

    E venire incontro alle famiglie con delle agevolazioni per i libri al posto di togliere il lavoro a quelli come noi che lavoriamo solo nell’ ambito scolastico.
    Sono una illustratrice di libri scolastici, ho un figlio da mantenere e adesso senza lavoro che cosa farò se ogni 5 anni dovrò rifare i libri.
    Come solito sempre gli interessi per gli altri e noi i piccoli imprenditori, studi grafici e case editrici che lavorano solo per la scolastica, cosa faremmo?
    Che schifo di governo!!!

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