Aug
31

E poi dicono…

postato da Noa in dalla rete...

…che i contenuti digitali non danno garanzie di correttezza e attendibilità – come se una pubblicazione potesse trasformarsi in bufala al solo travaso di supporto – e lo sostengono con il tono falsamente preoccupato di chi ha a cuore l’interesse dell’utente.
Intendiamoci, sono preoccupati davvero, ma non per l’utente.
In quanto alle bufale… sarah il caso di controllare.
A volte succede, però, che non siano svarioni (vedere voce photographs controversies).
Quello che, oltre al resto, disturba i media/editori mainstream è che i loro strafalcioni, e le loro cantonate, sono ora sbeffeggiati in tempo reale.
E viene così dimostrato che quello che rende l’editore degno di credito non è il marchio ma sono le persone, non il supporto cartaceo o digitale, ma l’onesto lavoro di scrittura, redazione, verifica.

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