Aug
31

E poi dicono…

postato da noa in dalla rete...

…che i contenuti digitali non danno garanzie di correttezza e attendibilità – come se una pubblicazione potesse trasformarsi in bufala al solo travaso di supporto – e lo sostengono con il tono falsamente preoccupato di chi ha a cuore l’interesse dell’utente.
Intendiamoci, sono preoccupati davvero, ma non per l’utente.
In quanto alle bufale… sarah il caso di controllare.
A volte succede, però, che non siano svarioni (vedere voce photographs controversies).
Quello che, oltre al resto, disturba i media/editori mainstream è che i loro strafalcioni, e le loro cantonate, sono ora sbeffeggiati in tempo reale.
E viene così dimostrato che quello che rende l’editore degno di credito non è il marchio ma sono le persone, non il supporto cartaceo o digitale, ma l’onesto lavoro di scrittura, redazione, verifica.

Aug
28

All’AIE hanno le idee chiare.
Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dice:
“Non chiedeteci di fare una campagna a favore dell’usato, noi facciamo libri nuovi”.
E ancora:
“Lungo la filiera non esistono isole felici. Attenzione a parlare di modifica della filiera libraria: a chi propone di andare ad acquistare libri direttamente nelle case editrici dico che poi qualcuno si dovrà porre il problema delle librerie costrette a chiudere”

Federico Motta, presidente dell’AIE, riferendosi alla proposta di bloccare le riedizioni per 4 o 5 anni dice:
“In questo paese non c’è più niente da meravigliarsi, siamo costernati: non c’è nient’altro da dire, a questo punto si faccia direttamente l’editoria di Stato”.
E francamente io non vedo il nesso tra le due cose.

Riassumendo l’AIE rema contro all’usato, alla possibilità di acquisti collettivi, alla possibilità di rallentare il meccanismo delle nuove edizioni.

E riguardo agli ebook sono, da sempre, profondamente contrari:
Federico Motta, presidente dell’Aie, spera che se questo passaggio dovrà avvenire tra tre anni “almeno avvenga nel rispetto del diritto d’autore“.
Michele Lessona, presidente della De Agostini Scuola dice:
“Il testo è un invito alla pirateria una volta che scarico il file, ne posso fare mille copie. L’unico modo per tutelare il diritto d’autore è semplicemente non permettere il download”.

Ecco perché noi di BBN non siamo iscritti all’AIE.
Non fino a quando tirerà quest’aria. Un domani chissà.

Però su una cosa ha ragione Motta: “Comprensibilmente Tremonti ritiene che i libri e i loro contenuti debbano avere una certa stabilità – ha osservato – Il fatto è che dal 1997 a oggi ci sono state tre riforme del sistema scolastico e questo vuol dire mettere necessariamente mano ai testi per adeguarli alle norme nazionali“.
Anche se sappiamo che non tutte le nuove edizioni sono addebitabili ai cambiamenti dovuti alle riforme – e le riedizioni erano continue anche ai tempi miei – i continui cambiamenti di rotta hanno sicuramente influito.
E anche su questo fronte l’ebook aggiornabile in tempo reale (e nel nostro caso gli aggiornamenti sono gratuiti) ha i suoi vantaggi.

Fonti qui, qui e qui e in giro per la rete :)

Aug
24

Marco Montemagno (con in quale abbiamo un debito di riconoscenza poiché è stato uno tra i primi a segnalare, sul blog SKY TG24, la nascita di BBN) ha lanciato una nuova iniziativa. Nasce quindi Codice Internet: un progetto ardito, ma sostenibile, per portare internet alle persone.
Ripropongo qui quello che ho scritto là.

Dovendo divulgare e promuovere una giusta cultura del web ci troviamo (ma solo apparentemente) in un raro e felice caso in cui il mezzo pare, appunto, coincidere con il messaggio: grazie al pressapochismo dei media “internet” è una parola svuotata di senso e, nello stesso tempo, rappresenta più grande raccoglitore di contenuti che l’umanità sia riuscita ad organizzare, il web. Infatti, per i più, il mezzo è il contenuto (che sta come confondere il frigorifero con le provviste).
Il problema, però, è che dobbiamo portare una parte di questo (il web, il contenuto) là dove l’altra (internet, il mezzo) non arriva. E non [solo] da un punto di vista tecnico, ma soprattutto culturale.
Utilizzare quindi un altro veicolo (qualcuno propone la TV) sembrerebbe il modo più veloce ed efficiente per portarlo là dove con le sue gambe non riesce a farsi strada.
E probabilmente è vero.
Però.
Come dimostro la potenza informativa del web se per raccontarla, per spiegarla, devo usare un altro mezzo, una tecnologia che non è la sua? E una volta spiegato in TV che il web è cosa buona e giusta, cosa avremo ottenuto? Forse qualche madre sarà meno apprensiva, forse qualche ragazzino in più avrà l’anelato computer, ma penso che questo progetto voglia essere più ambizioso.
Con tutto questo non ritengo di avere la giusta ricetta, ma due cose sono convinta sia giusto fare:
1) Cercare di dimostrare la potenza del web facendo vedere che il principio funziona addirittura senza rete. Il passaparola, la più antica forma di comunicazione di massa, può dimostrare che la potenza della rete è tale da poter fare a meno anche di se stessa. Il messaggio può uscirne per tornarvi rafforzato.
Alla faccia degli altri media, che pian piano sta inglobando.
2) Dalla comunicazione tradizionale mutuerei solo alcune tecniche, e non la tecnologia, per esempio ragionerei per target. Quale target? uomini? donne? medici? operai? ricchi? diplomati? IMHO il miglior target è quello dei genitori.
Un target trasversale che, nella sua ampiezza (ed è quello che serve), consente l’individuazione di un luogo preciso: la scuola. E, a cascata, consente di lavorare su due generazioni – al prezzo di una.

Aggiornamento: Bello l’articolo di Alessando Gilioli “E il Web uscì dalla rete“. Appunto.

Aug
23

È scaricabile gratuitamente su Lulu il testo “Insegnare con i nuovi media” di Corrado de Francesco & Pietro Santachiara.

Di Corrado de Francesco*, aka Cordef, segnalo anche il blog e, in particolare, due post interessanti:
Libri scolastici digitali
Stamperesti su carta i numeri del cellulare?

*Corrado de Francesco insegna Nuovi media e Editoria multimediale alla facoltà di Scienze della comunicazione e dell’economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia

Aug
18

Ning interessanti

postato da noa in dalla rete...

Segnalo qui alcuni NingForum interessanti.
Il primo è quello nato in seguito al Bookcamp di Rimini (luglio 08).
Poi c’è Orientamenti e Disorientamenti (usi didattici delle tecnologie) e Libro elettronico.
Last but not least Codice Internet

Aug
12

L’interessante post di Antonio Tombolini “Libri di scuola, ebook, strumenti digitali” ha raccolto, ad ora, 24 preziosi commenti.
Non riporto nulla qui, perché sarebbe sciocco disperdere voci ed energie, ma le questioni toccate sono tante, e ci sarebbe da scrivere molto. Chi è interessato segua il link —> QUI.

Aug
02

Il subdolo e fazioso articolo di Cristina Casadei sui libri di testo digitali, pubblicato sul Sole24ore, è stato commentato ampiamente, nonostante sia periodo di ferie. Dello stesso giorno è la dichiarazione del ministro ombra Garavaglia, che non sorprende chi sta seguendo l’iter dell’art. 15 e dei suoi emendamenti, ma che sgomenta chi da un’opposizione di sinistra non si aspetta una presa di posizione retriva e, in qualche modo, sanfedista.

Per approfondire:

Scuola e ebook: la disinformazione all’opera
Articoli in malafede
Art. 15 DL 112/08, libri scolastici elettronici quasi ci siamo?
Scuola, la sinistra perbene tutta schierata per la conservazione
Mio nonno e la Garavaglia
Evviva Ludd!
Una sinistra illuminata e innovativa: vien voglia di votare Berlusconi
Settimo (ombroso) intermezzo
Ci possiamo solo vergognare
A squola di ebook

  noa

Noa Carpignano è l'editore che ha creato BBN: la prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali. Ne è amministratore e art director, lavora in un nido d'aquila in riva al mare appesa a un paio di Mac. Per saperne di più puoi leggere una sua intervista QUI o vedere il suo profilo su LinkedIn.