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La finanziaria 2008 è stata discussa dalla VII Commissione (cultura).
Pubblichiamo qui un copiaincolla dal resoconto della Camera dei Deputati.
In fondo trovate i link ai documenti ufficiali.

VII Commissione permanente (cultura, scienza e istruzione) 3-9 luglio 2008.

3 luglio 2008

Benedetto Fabio GRANATA (PdL), relatore
[…]
Precisa che si soffermerà sugli aspetti di competenza della Commissione, rinviando al testo dell’articolato per le altre disposizioni.
In questo senso, ricorda che l’articolo 15 stabilisce nuove modalità di fruizione dei libri scolastici, prevedendo una disciplina finalizzata a ridurre progressivamente i costi per le famiglie, a partire dall’anno scolastico 2008-2009. Pertanto, il comma 1, facendo salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo delle scuole di ogni ordine e grado, prevede che, a partire dal primo anno scolastico successivo a quello in corso – ossia, dall’anno scolastico 2008-2009 -, sia data preferenza, nelle scelte degli organi competenti, a libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. L’accesso a tali testi da parte degli studenti avviene gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente. Tale ultima condizione si riferisce, presumibilmente, alla disciplina sulla gratuità dei libri di testo. Il comma 2, primo periodo, del medesimo articolo stabilisce, invece, che nel termine di un triennio a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, quindi, entro l’anno scolastico 2010-2011, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione e per gli istituti di istruzione secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet e mista, ovvero, presumibilmente, cartacea e digitale. Il secondo periodo del medesimo comma 2 stabilisce che, a decorrere dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti è tenuto ad adottare esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabile da internet o mista. L’ultimo periodo fa salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili; il comma 3 del medesimo articolo 15 interviene, quindi, sul contenuto e sulla struttura dei libri di testo. Quanto al primo aspetto, stabilisce che essi debbano sviluppare i contenuti essenziali delle indicazioni nazionali dei piani di studio; quanto al secondo, si prevede che i libri di testo possano essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento. Si affida, quindi, ad un decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca la determinazione: delle caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso; delle caratteristiche tecniche dei libri di testo nelle versioni on line e mista; del prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore. Con riferimento alla nuova modalità di fruizione dei libri di testo, sarebbe opportuno esplicitare il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio, prevista articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 ed 629, della legge n. 296 del 2006. L’articolo 15, comma 4, infine, stabilisce che le università e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della loro autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi recati dai commi precedenti. Alla luce del disposto del comma 4, segnala quindi l’opportunità di integrare la rubrica dell’articolo con un riferimento ai testi universitari.

Manuela GHIZZONI (PD)
[…]
Per quel che riguarda invece l’articolo 15, ritiene che lo stesso possa comportare seri problemi dal punto di vista della tutela del diritto di autore, ricordando inoltre che non sembra a suo avviso opportuno parificare la disciplina dei test universitari a quella degli altri libri di testo. Esprime inoltre l’opinione che sarebbe opportuno stralciare la norma in materia di trasformazione delle università in fondazioni oltre che quella che riguarda i contributi per l’editoria. A questo proposito, rileva l’esigenza che su temi così importanti sia coinvolto il Parlamento e in particolare la Commissione cultura per esaminare in via primaria e non solo in sede consultiva le ipotesi di riforma di interi settori di sua competenza. Ricorda che il precedente Governo in occasioni analoghe non aveva avuto alcuna difficoltà a fare «un passo indietro» stralciando da provvedimenti sottoposti all’esame del Parlamento interventi di riforma importanti per affidarli all’esame in sede referente della Commissione.

8 luglio 2008

Ricardo Franco LEVI (PD)
rileva che l’articolo 15, pur perseguendo un obiettivo lodevole, presenta una serie di aspetti negativi, quali innanzitutto il fatto della obbligatorietà dell’applicazione di tecnologie di cui non tutti sono in possesso. In secondo luogo, vi sono riflessi negativi dal punto di vista dell’economia domestica, dato che è più costoso stampare un libro che comprarlo. Sarebbero inoltre in sofferenza anche le imprese del settore, oltre ad essere non tutelate a sufficienza le prerogative a difesa del diritto d’autore. Ricorda quindi che ha presentato un emendamento in Commissione di merito volto a sopprimere le parole «liberamente scaricabile» dal testo dell’articolo indicato.

Il Ministro Mariastella GELMINI
[…]
Per quel che riguarda le norme in materia di libri di testo, ricorda che obiettivamente potrebbero esserci alcuni problemi legati all’uso delle tecnologie per la diffusione dei libri. Si è confrontata con gli operatori del settore, anche allo scopo di verificare la possibilità di sostituire il termine «scaricabile», con «fruibile». Ritiene peraltro che tale riforma sia fondamentale accanto a quella che prevede che gli editori debbano tenere bassi i prezzi dei libri, come già peraltro è previsto da una esplicita norma, senza procedere a riedizioni non necessarie del testo quando non vi siano modifiche significative.

Emerenzio BARBIERI (PdL)
rileva che esiste un problema fondamentale che è quello di trovare una dialogo con l’opposizione per individuare le strategie da seguire in alcune materie, tra le quali quella relativa ai libri di testo. Ricorda in ogni caso che il ricorso alla questione di fiducia è stata una prassi molto diffusa nei passati governi, primo fra tutti il Governo Prodi. Condivide inoltre le osservazioni del collega Levi in merito ai libri di testo, ricordando altresì che occorre coordinare la disciplina prevista dal provvedimento in esame con le norme in materia di comodato e noleggio dei libri. Rileva inoltre che il comma 4 dell’articolo 15 esclude l’applicazione delle norme contenute nell’articolo 15 ai testi universitari, senza un’apparente ragione; a suo giudizio va invece estesa la norma anche a questo tipo di testi.

Paola GOISIS (LNP)
rileva, per quanto riguarda i libri di testo, che occorrerebbe tenere in considerazione che non tutti gli studenti hanno la possibilità di collegarsi ad internet. Rileva peraltro che sarebbe opportuno che le case editrici non cambino in continuazione l’edizione dei libri di testo; occorrerebbe inoltre incentivare maggiormente la lettura da parte dei ragazzi. Per quel che riguarda la scuola, ritiene che il problema vero da affrontare riguardi la scuola media, intervenendo su tale settore. Rileva peraltro che la scuola deve essere sempre un luogo nell’ambito del quale deve essere assicurato il pluralismo più efficiente.

Manuela GHIZZONI (PD)
[…]
Rileva inoltre che le norme in materia di libri di testo non sono concretamente applicabili perché solo il 50 per cento delle famiglie possiede una connessione internet. Ribadisce infine che non è possibile fare delle politiche serie in materia di scuola e università senza investimenti appropriati e senza strategia […]

Fabio GARAGNANI (PdL)
[…]
Ritiene peraltro che la riforma dei libri di testi non sia applicabile, in considerazione del fatto che è alquanto poco diffuso l’uso di internet presso le famiglie italiane.

Valentina APREA, presidente
[…]
Sull’articolo 15, rileva che esistono effettivamente dei problemi di accessibilità ad internet e di tutela del diritto d’autore.

9 luglio 2008

Stefano CALDORO (PdL), relatore
illustra una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato 4), ricordando che nella proposta di parere sono state recepite una serie di indicazioni provenienti dai componenti della Commissione.

Pierfelice ZAZZERA (IdV)
[…]
Sui temi di specifica competenza della Commissione rileva che l’articolo 15 appare nei principi assolutamente condivisibile e negli obiettivi da raggiungere in un processo che richiede tempo e qualche aggiustamento di rotta. Limitare la speculazione di chi sui libri specula e spesso determina aumenti di prezzo incontrollati, ritiene sia cosa buona e giusta. Come lo è investire sempre più sulle rette favorendone la diffusione e l’incremento di utilizzo.

Sono stati redatti sia un parere favorevole, sia una proposta di parere alternativo da mettere ai voti qualora il primo non avesse avuto la maggioranza.
Il parere favorevole è stato approvato dalla commissione:

La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato per le parti di competenza il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
rilevato che il provvedimento in esame reca una serie di interventi […]
sottolineato che l’articolo 15, che stabilisce nuove modalità di fruizione dei libri scolastici, dando preferenza, nelle scelte degli organi competenti, a libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet, non esplicita il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio dei libri stessi prevista dall’articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 ed 629, della legge n. 296 del 2006 e che l’applicazione di tale articolo potrebbe comportare violazioni del diritto d’autore;
rilevato, altresì, che la rubrica dell’articolo 15 non fa riferimento ai testi universitari, nonostante il comma 4 del medesimo articolo faccia esplicito riferimento a linee di indirizzo che le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della loro autonomia, devono adottare ispirandosi ai principi recati dai commi precedenti al comma 4; […]

esprime
PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
1) all’articolo 15, dopo aver integrato la rubrica dell’articolo con un riferimento anche ai testi universitari, occorre esplicitare il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio, ai sensi articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 e 629, legge n. 296 del 2006, e occorre inoltre prevedere meccanismi normativi idonei a garantire che venga tutelato il diritto d’autore; sempre all’articolo 15, nel favorire l’adozione di libri di testo in forma mista (a stampa e on-line) anche ai fini della fruizione da parte degli studenti di materiale didattico multimediale, appare necessario che non venga meno la qualità dei processi formativi e dei loro strumenti fondamentali, cioè i libri garantendo comunque, una piena utilizzabilità degli stessi da parte degli studenti; siano inoltre previsti investimenti dello Stato, degli editori e delle famiglie, per la diffusione delle nuove tecnologie – hardware, software, connessioni, piattaforme, consumi energetici, vettori – e per l’offerta sul mercato di nuovi prodotti editoriali, precisando in particolare il ruolo delle scuole nel rapporto tra editori ed utenti e con riferimento ai diritti d’autore. […]

Il resoconto completo è visibile qui.
Il parere approvato dalla Commissione nella versione integrale è visibile qui.
Un commento da leggere qui.

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7 Responses to VII commissione cultura e libri digitali: chi dice cosa.

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  2. livio says:

    Anche il parere favorevole contiene argomenti discutibili… non si può fare una versione “di carta” e una elettronica “anche ai fini della fruizione da parte degli studenti di materiale didattico multimediale”. Il libro è lo stesso, ha gli stessi contenuti di carta o digitale che sia.
    L’e-learning è un’altra questione… sono molto depresso :-)

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  4. noa says:

    “Il libro è lo stesso, ha gli stessi contenuti di carta o digitale che sia”
    Già :)
    in effetti come ho scritto sul blog di Antonio Tombolini, un testo nato per essere digitale è tutta n’altra roba :D

  5. livio says:

    Ma certo, mi chiedo come sia possibile anche solo pensare una cosa diversa. A parte tutte le considerazioni sul significato didattico e sociale: chi usa il libro nella versione digitale gode di migliore qualità? Certo, potrebbe essere, anzi per certi versi sarebbe auspicabile, ma in questo contesto è, diciamolo, una enorme stronzata. Oppure son diventati tutti editori digitali? Succederà come con l’accessibilità anno 2004, tutti diventati improvvisamente esperti di accessibilità i uebbmaster :-).
    Bisogna essere accorti.

  6. noa says:

    Se ho interpretato correttamente il tuo pensiero sono assolutamente d’accordo.
    Ho visto un editore (no, non posso far nomi) sperimentare il concetto di ebook didattico assemblando con un brutale copia-incolla-remixa materiale pubblicato in rete, da docenti di buona volontà, su siti didattici e su wikipedia.
    Il risultato (anche grafico) era assimilabile a una tesina per la maturità malfatta.
    Sono tante le cose che un editore può e DEVE fare perché la sua stessa esistenza non possa essere messa in discussione.

  7. noa says:

    Una precisazione.
    Il materiale messo online, copyleft, dai docenti è generalmente di ottima qualità.
    Il risultato del copia-incolla, e soprattutto del remixa, era deprimente.
    Non era stata fatta neppure una correzione delle bozze, e il testo era (é) pieno di refusi e (sob) strafalcioni.
    Questo approccio è molto pericoloso: non deve passare l’idea che un testo digitale possa essere un’insalata rabberciata.
    Credo che questo discorso meriti un post apposito, ci penserò.

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