May
01

Giochi di classe

postato da Noa in dalla rete...

«Giochi di classe» è davvero un titolo alla Bartezzaghi. Chissà a chi è venuto in mente :)
Fatto sta che qui non sono in gioco le “classi”, e neppure è in gioco lo “stile”. Questi giochi sono “di gruppo” senza essere di squadra, e può benissimo capitare che i giocatori del gruppo non si conoscano neppure tra di loro. Insomma, sono giochi on-line fatti per imparare divertendosi.
Qualcuno si è accorto di noi (Fantagiochi) e intende seguire questo interessante progetto ludico-didattico.
Al gentile visitatore dico quel che dice il proverbio: un bel gioco dura poco. In che senso? Nel senso che un’altra diversità tra i GDR più famosi e frequentati e il nostro è che il nostro a un certo punto finisce. Come tutti i bei giochi, prima che si trasformino in “gabbie di matti”. In Svizzera stanno sorgendo cliniche di disintossicazione per GDR-dipendenti, che in sostanza è un’altra forma di obesità – non di pancia ma di mente – ormai sempre più diffusa nel tramontante Occidente.
E quindi: venite a visitarci, venite – perché no – anche a giocare: io sarò lì dietro, nascosto nella stanza del Moderatore, a divertirmi con voi, ma ricordate che la Storia non è virtuale, e tanto meno è infinita (se non come allucinazione borgesiana).
Giocare per imparare – o imparare giocando – è un trucco vecchio come il mondo. L’importante è non farsi prendere la mano dal trucco e trasformarlo in realtà. Chi entra nei nostri GDR deve sempre tenere sott’occhio il trucco e non farsi avvolgere dalla sua rete; deve dominare la tecnica con lo spirito dello scienziato e non con l’impeto dello stregone. Non ci sono porte magiche da varcare, ma solo scenari da sistemare, esattamente come sul palcoscenico di un teatrino affittato per una serata che vedrà la sua fine al tocco della mezzanotte, il limite segnato dal Moderatore tra il sogno e la realtà, tra la Fiction e la lezione da imparare.
Se vuoi fare la guerra con Sumer devi sapere che quella finì; se vuoi regnare sull’impero egiziano devi ricordarti che l’Egitto cadde in servitù; se vuoi condurre i Greci alla vittoria alle Termopili, non venire da noi, perché alle Termopili ci fu solo morte e disperazione. Come sanno anche i bambini, il gioco più bello è sempre quello che più assomiglia alla vita vera.
M.C.

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