Apr
27

Da un’indagine AIE Docet: studiare con il PC

Il documento completo si può trovare sul sito dell’AIE, a noi interessa commentare solo alcuni passaggi.
L’indagine, del 2006, vuole “fotografare” l’approccio dei giovani verso la tecnologia, anche dal punto di vista dell’apprendimento.
I focus group oggetto di indagine sono composti da studenti di 14-24 anni.

“Un ragazzo su due dichiara di impegnare 3,5 ore del proprio tempo in una settimana (un terzo del tempo impiegato sui libri) per studiare su materiale scaricato da internet.
A queste ore bisogna però aggiungere quelle che i giovani studenti passano al PC (il 67% in media 4 ore settimanali) per fare i compiti o altre attività di studio […] e quelle usate per collegarsi ad internet per scaricare i materiali, consultare le enciclopedie, dizionari ecc… (60% degli studenti).”

La consultazione delle enciclopedie e dei dizionari non ci preoccupa.
Viceversa, le ore passate scaricare materiale di studio dalla rete, un pochino sì.
Chi ha spiegato, infatti, a questi ragazzi, come si scelgono le fonti?
Sanno distinguere quando la fonte della loro ricerca è attendibile?
In rete si trovano un sacco di bufale, ma censurare la rete a monte (nel senso dei contenuti) è impossibile, a valle (nel senso dell’accesso) è demenziale.
Cosa fare? Con buona pace di qualche ministro e dei “benpensanti”, la cosa più sensata da fare è insegnare.
Insegnare a cercare, insegnare a selezionare, insegnare a scegliere, di fatto insegnare a studiare – arduo obiettivo, da sempre per soli docenti di buona volontà – semplicemente con nuovi strumenti.

Quali strumenti?

“Attraverso i focus group si è sondato anche l’interesse suscitato dalle modalità di apprendimento e insegnamento che sfruttano forme di educazione a distanza (e-learning) o delle lezioni multimediali.
Il target coinvolto nei focus non ha però mostrato particolare interesse per l’e-learning […]
Maggior interesse ha invece suscitato l’ipotesi di assistere a lezioni multimediali, soprattutto se applicate ad alcune materie dove l’interattività può essere utilizzata in forma quasi di “gioco” o dove la multimedialità può offrire maggiore ricchezza e varietà nella presentazione dei contenuti […].”

e ancora:

“Cosa si aspettano infine i giovani dalla tecnologia? In un certo senso una possibilità di “personalizzazione” della didattica: selezionare le parti di programma ritenute più adeguate, consultare testi e riviste di approfondimento […] richiesta di particolari capitoli o sezioni di libri.”

bene, diamoci da fare.

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